di redazione
15 stanze, 8 vetrine, 24 abiti d’epoca fatti rivivere assieme al Castello
Il percorso museale all’interno del piano nobile del Castello di Donnafugata, per la Mostra “Ottocento anteprima – Moda: estetica, vanità e mutamento”, ripercorre l’abituale itinerario finora proposto ai visitatori
Subito all’ingresso, nella Sala Azzurra, detta anche del Lucernario, una vetrina mostra un abito femminile di gala, del periodo 1799-1804, una livrea da volante (reggitore di lumi), periodo 1820, una livrea da servitore di camera, periodo 1860.
La livrea in panno blu, di manifattura siciliana, tessuto panno e seta, è bordata da passamanerie e grandi orli con ricami in seta a punto pieno e piccolo punto, raffiguranti viole del pensiero.
I bottoni, sui quali è riportato il monogramma “CA”, presentano la corona baronale di Casa Arezzo.
L’abito femminile di gala, di manifattura siciliana, in seta color violetto, vede predominare nella line la nuova evoluzione dello stile Impero, ma risente ancora di forti reminiscenze tardo settecentesche nella parte posteriore e nello strascico.
Nella parte superiore, il bustino è impreziosito da cordoncini in filo d’oro, da canutiglia e da paillettes dorate. Sul petto, ai lati del collo e delle spalle, sono presenti quattro piccoli raggruppamenti di pallini in filo d’oro e d’argento a guisa di grappoli d’uva.
I grappoli posteriori segnalano l’inizio di uno strascico che movimenta il retro sino sotto le maniche. La veste è puntellata da piccole ghirlande ricamate in filo di seta policromo. La parte terminale presenta un’elegante decorazione a punto pittoresco realizzata a ricamo con filo di seta policromo ottenuto dall’intreccio di elaborati motivi floreali che nascono da una doppia sequenza di rombi simmetrici color avorio.
La livrea da servitore di camera di quarto di Casa Moncada, di manifattura siciliana, è un frac in panno nero con orli nelle mostre, guarnite da dodici bottoni corrispondenti ad alamari in filo d’argento.
Le tasche, con patte sagomate, sono fermate da tre bottoni; altrettanti bottoni fermano le maniche.
Si passa, di seguito, nel salottino dei fumatori, dove, sull’apertura che porta all’adiacente salotto del Barone, ci viene offerto allo sguardo un abito femminile da sera, di manifattura siciliana, in velluto di seta color rosso cardinale con reminiscenze medioevali.
Il corpetto è nella parte frontale e sul dorso in velluto di seta a strisce diagonali. La gonna cade retta sul davanti e presenta uno strascico generato dal taglio di due piegoni nella parte posteriore.
Confezionato per Maria Briuccia.
Nell’adiacente salotto delle signore, fra le stanze più importanti per il pregio degli arredi, dove spiccano fra mirabili rifiniture e preziosi tendaggi, un pregevolissimo lampadario in cristallo di Murano e un mobile sottospecchiera in stile ‘Boulle’ (particolare lavorazione del legno con intarsi in bronzo dorato e tartaruga), esposti due abiti femminili, uno da passeggio, periodo 1875, e uno da sera, periodo 1850.
L’abito femminile da passeggio, di manifattura siciliana, in rigatino misto cotone e lana di colore blu rigato da fasce color bordeaux, ha un corpino, molto elaborato, con una pettorina di raso color bordeaux increspata ed arricciata.
Tutti i bottoni sono in pasta vitrea. La gonna è riccamente movimentata da balze, increspature, plissettature ed arricciature di raso, nella parte posteriore un “cul de Paris” genera piccoli rigonfiamenti imbottiti e ruches.
L’abito femminile da sera, di manifattura siciliana, è composto da tre pezzi in raso di seta color verde smeraldo. Il corpetto aderentissimo presenta una chiusura frontale a ganci e sul retro un fiocco sotto le spalle. Le maniche a scocca ed il colletto a pistagna sono rivestiti da una retina in tulle operato con fili d’argento.
La gonna a calice, foderata in cotone, è leggermente movimentata da pieghe e balze. L’abito si correda di un secondo corpetto da ballo e di una mantella alla pellegrina orlata nel colletto da piume di struzzo.
Realizzato per Casa Salonia.
Nella sontuosa eleganza della Sala della Musica, caratterizzata dalle pareti e dai sovraporta artisticamente affrescati e dipinti, con la tecnica del ‘trompe l’oeil’, accolti dalle note della ‘Norma’, fra gli eleganti salotti e gli antichi pianoforti, spicca un abito da mattina che fu confezionato per l’illustre compositore siciliano Vincenzo Bellini.
Uno dei capi di eccellenza della collezione, del 1820, di manifattura siciliana, composto da frac, gilet e cravatta annodata.
Il frac, in panno beige, ha le falde lunghe fino al ginocchio, il colletto è alto e a punta, le maniche sono sagomate. L’abbottonatura a doppio petto è fornita di sei bottoni in ottone dorato, marcati all’interno “A. Biondo-Milano”.
Le maniche sono fornite ai polsi da volani di pizzo. La fodera è in seta. La cravatta annodata è in organza, arricchita da merletti di Burano. Il panciotto, in rasatello di velluto, è a strisce verticali di colore nero e giallo oro. L’abito prevedeva dei pantaloni lunghi molto attillati o in alternativa l’uso di una lunga calzamaglia ed il corredo di cilindro, scarpe e bastone.
Abito confezionato per Vincenzo Bellini (1801-1835), acquisito dalla Collezione Giuseppe Giuliano di Catania).
Segue il salottino-anticamera di Bianca di Navarra, un tempo comunicante con la stanza da letto alla quale si accede, separatamente, dalla sala della Musica; con pavimento a scacchiera in pietra pece nera e calcare bianco, è arredato con divani e poltroncine e un mobile-vetrinetta dove sono conservati alcuni oggetti, soprammobili e suppellettili, che si sono salvati dal turbine che ha portato via tutti gli oggetti di cui dovevano essere piene le stanze.
Nel salottino sono esposti una livrea da cocchiere, periodo 1890, di manifattura siciliana, in velluto, con riferimenti blu e oro, proveniente dalla Casa Arezzo di Trifiletti, e un abito femminile da pomeriggio, periodo 1875, di manifattura siciliana.
L’abito femminile da passeggio, in due pezzi, in seta, seta operata e raso, presenta il corpetto in seta operata, color ciclamino, chiuso sul davanti da dodici bottoncini in rame con smalti che congiungono una pettorina a fascia ricamata ed arricciata.
Le maniche dritte terminano con degli ampi volani in organza ricamati a fiori in filo di seta. La gonna, in seta color ciclamino, è interamente movimentata nel colore e nel tessuto da un “cul de Paris” contornato da varie aggrappature, scocche e plissettature ed ha nella parte frontale un vasto inserimento di pizzo a fuselli.
Il capo è acquisito alla collezione dalla Casa Arezzo di Trifiletti – Cartia di Musebbi di Ragusa.
L’itinerario ha compreso, fino al salottino di Bianca di Navarra, il nucleo di stanze facenti parte dell’ala più antica del Castello.
La seconda parte del nostro percorso ha inizio con le stanze della foresteria, che si dipartono sul lato est del Castello e continuano affacciandosi sulla terrazza centrale con 5 aperture.
Si ringraziano l’arch. Giuseppe Nuccio Iacono e Stefano Vaccaro per l’autorizzazione all’utilizzo e alla pubblicazione dei testi del catalogo ufficiale della Mostra “Ottocento anteprima – Moda: estetica, vanità e mutamento”.
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