Giovanni Mauro commissario unico di Forza Italia per la provincia di Ragusa

di Cesare Pluchino
Il commissario di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè, ha riunito il partito alla presenza dei deputati europei, nazionali e regionali e di altri dirigenti regionali azzurri

Al centro della relazione del commissario, il rafforzamento del partito in vista delle prossime consultazioni elettorali.
La riorganizzazione, che segue l’azzeramento avvenuto nelle scorse settimane, parte dall’individuazione dei primi tre commissari provinciali, per Siracura l’onorevole Edy Bandiera, per Ragusa il senatore Gianni Mauro, per Agrigento l’onorevole Vincenzo Giambrone.
A breve sarà altresì creato un gruppo di lavoro per la stesura del manifesto di governo, progetto totalmente alternativo a Crocetta e al centrosinistra, ispirato ai principi di meno regione, meno burocrazia, di rafforzamento infrastrutturale e dei servizi, di pieno utilizzo dei fondi comunitari, di efficientamento del sistema sanitario.
Una regione più semplice per chi vuole investire, e più a misura di cittadino.
Nei prossimi giorni il commissario avvierà infine degli incontri con tutti gli alleati di centrodestra, per dare vita ad una cabina di regia che specificherà il nuovo manifesto di governo e le candidature.
Mentre a livello regionale si cerca di uscire dall’impasse e rendere il partito operativo, svincolato dai condizionamenti e dai tentennamenti di un Berlusconi ormai palesemente non più lucido nella gestione di Forza Italia, per quanto unanimemente e indiscutibilmente riconosciuto come leader e padre nobile della compagine azzurra, in periferia si pongono le basi per una rinascita del partito.
Unanime consenso ha suscitato la scontata nomina di Giovanni Mauro a commissario unico della provincia che dovrebbe sgombrare il campo dalla presenza di inutili comparse politiche che, negli ultimi tempi hanno frenato, per palese incapacità, ogni tentativo di riprendere le file del partito e vanificando altresì, per totale assenza di strategia politica, la presenza del partito in Consiglio comunale nel capoluogo.
Alle doti riconosciute e sperimentate del senatore Mauro è affidata la rinascita di Forza Italia in provincia, non solo a Ragusa: qualche giornale ha titolato che Mauro è diventato il n. 1 di Forza Italia, secondo noi lo è sempre stato e il suo ruolo non può che determinare benefici effetti per la compagine che rimane, comunque, il faro dei moderati e del centro destra.
Giovanni Mauro riuscirà, sicuramente, nell’intento di ricostituire tutti gli apparati a livello locale: perché la sua azione risulti determinante e duratura nel tempo occorre però che non si pensi di andare a ripescare figure ormai tramontate che sono appartenute a Forza Italia, per farne i leader del partito, sia pure nelle realtà periferiche. Inoltre sarà essenziale attirare forze nuove e giovani, verificandone competenze e capacità, astenendosi, in ogni caso dal ripescaggio di personaggi discutibili del passato, per evitare la costituzione di quelle micro lobby di paese dedite a coltivare orticelli personali e che hanno portato allo sfascio il partito.
Occorrono personaggi con curriculum adamantini e occorre rifuggire da eventuali ritorni da altre formazioni politiche.
Tutti da scoprire gli effetti della nomina di Mauro sul gruppo consiliare al Comune di Ragusa: i due pezzi pregiati del gruppo, Maurizio Tumino e Giuseppe Lo Destro, che fedelmente hanno tenuto il  vessillo del PdL, prima, e di Forza italia a Palazzo dell’Aquila, appartengono alla corrente che, di fatto, al momento, è stata spodestata
Indiscrezioni e velate conferme degli interessati, danno per imminente il passaggio al gruppo misto, in attesa di ufficializzare la costituzione di una lista civica attorno alla quale creare una aggregazione per la candidatura a sindaco di Maurizio Tumino, progetto questo in itinere dall’inizio della sindacatura Piccitto, con tanto di logo e nome della formazione già pronto, tenuto in conserva per eccessive titubanze legate al futuro incero di Forza Italia e per l’assenza di un leader della nascente formazione capace di creare le giuste aggregazioni in aggiunta a quelle del Tumino che gode di un suo bacino personale di consensi, non indifferente se si considera anche il contributo, sempre in termini di consensi di Giuseppe Lo Destro.
Da considerare anche l’ipotesi che, sulla base del nuovo regolamento del Consiglio Comunale, in caso di passaggio dei consiglieri al gruppo misto, resterebbe sempre disponibile l’utilizzo dell’insegna di Forza Italia per il quale non sarebbe desueto pensare ad una possibile campagna acquisti della nuova dirigenza nel composito mondo delle opposizioni consiliari, senza dire che potrebbero essere inoltrate anche avances a qualche ‘scontento’ della maggioranza pentastellata.

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