Ottimo il tempismo di Firrincieli, ma De Bortoli non ci impressiona

Nulla da eccepire sulla lettera aperta di Sergio Firrincieli a Ferruccio De Bortoli che ha segnalato sul Corriere della Sera la sua indignazione per le discariche a cielo aperto nel bel mezzo delle meraviglie del territorio fra Ragusa e Caltagirone
Centrata la risposta, con ottimo tempismo che ha anticipato i prevedibili commenti da salotto della intellighenzia locale.
Ma De Bortoli non ci impressiona, solo un giornalista da talk show e da salotti all’aperto come ‘A Tutto volume’ che alla Direzione del Corriere delle Sera non ha lasciato una impronta nuova sul quotidiano di via Solferino.
Solo una trovata per scrivere qualcosa, perché il territorio, nel tratto fra Ragusa e Caltagirone non è certo uno dei luoghi più belli d’Italia, tantomeno del mondo.
Le strade non sono circondate da discariche a cielo aperto, ce ne sono diffuse sul territorio, ma il cittadino non si comporta diversamente da come si comporta a Roma o a Milano, dove, peraltro, quando si commettono reati ambientali sono di ben altra portata.
Finiamola con la differenza fra nord e sud, il cui divario ha origini antiche e per il quale giornalisti come De Bortoli hanno scritto di tutto, ma senza contribuire a cambiare una situazione che dipende esclusivamente dai nordisti.
Si parla sempre di mafia, di rifiuti, di corruzione, di degrado, di violenze su donne, bambini, anziani e diversamente abili, si consumano fiumi di inchiostro come se la Sicilia fosse l’unico territorio dove abbondano queste cose: abbiamo, invece, ampie notizie che questi fenomeni sono più diffusi al nord, ma i giornalisti del nord non ne parlano con la stessa facilità di quando osservano gli stessi sulla nostra terra.
Noi ci indigniamo, eccome, come quando una industria del nord inquina ampie porzioni del territorio, ma i giornali del nord preferiscono restare ossequiosi ai poteri forti e alle lobby.
Quando si parla con la Regione e della Regione prevalgono gli interessi delle società di pubblicità, per non dire altro, e non si mettono a nudo le lordure di personaggi politici che tutti conoscono.
Se fosse reale indignazione, si manderebbero in Sicilia eserciti di giornalisti per sottolineare le bellezze e scovare il losco, l’illegalità, le criticità che tagliano le gambe ai nostri territori.
I mali della Sicilia non si possono ricondurre tutti alla mancanza di controlli e repressione sull’abbandono di rifiuti, che sono solo conseguenze del degrado politico che impone scelte insensate per le quali la popolazione dovrebbe essere informata e formata.
Ma gli scienziati ambientalisti pensano di poter imporre procedure e comportamenti obbligati, di obbligare un analfabeta povero disgraziato siciliano a conferire il ventilatore rotto o la cucina inutilizzabile al CCR, possibilmente con istruzioni in inglese e spagnolo.
È quasi normale che quello manda a quel paese le istruzioni e la cucina, soprattutto se al numero verde per la raccolta degli ingombranti non risponde nessuno e, se rispondono, vengono a ritirare l’ingombrante dopo una settimana.
Siamo nella terra dove si fa la differenziata, non se ne ha un vantaggio tangibile e i contenitori vengono svuotati tutti nello stesso compattatore che manda tutto in discarica perché gli impianti non funzionano.
Un bravo giornalista guarda queste cose, indaga sulle cause e non sugli effetti, e non fa solo salotto.
Siamo nella terra dove la pizzeria di Marina di Ragusa va a scaricare i rifiuti nel vicino territorio di Scicli, non si può sapere qual è la pizzeria, che non è stata chiusa ma continua a lavorare e possibilmente a conferire ancora oltre confine.
Si diceva, una volta, il mondo è bello perché è vario, la Sicilia è bella per questo!

Ultimi Articoli