Chi scrive non ama i cani ma rivolge loro il massimo rispetto, quando mia figlia mi lascia uno dei suoi due amici a quattro zampe, l’ospite è trattato con ogni riguardo, mangia tortellini, tritato di prima e beve acqua minerale, con il mio grande dispiacere di non potergli fare godere di tante ‘liccumie’ che girano sempre per casa.
Quando, nel tempo, ho appreso quanto spende il nostro comune per il rifugio sanitario e per i randagi, sul momento sono rimasto basito, ma visitando il rifugio ho dovuto rivedere le mie considerazioni.
Nel contesto di un fondamentale rispetto per i cani, uguale è il mio approccio per la questione dei cani sull’arenile.
Il problema è sempre quello del padrone del cane, così come per le deiezioni sul marciapiede: non sono i cani ad essere incivili, ma i proprietari, sulla spiaggia i cani potrebbero andare benissimo, anche la questione del bagno è futile e banale, quante persone utilizzano il mare come gabinetto è inimmaginabile.
Il problema è se il cane dà fastidio o, peggio, fa spaventare, e ridicola è la castroneria di quanti ti dicono: “Ma non fa niente, vuole solo giocare”.
Poi ci sono quelli che non vogliono assolutamente usare la museruola o peggio debbono ostentare sicurezza lasciando i cani senza guinzaglio.
Ma se ci sono le leggi, e si pretende, giustamente, che vengano rispettate dai proprietari, si devono rispettare le normative per i cani.
Se è previsto riservare un arenile per i cani, tale deve essere, magari non con lo chalet o con le file di sdraio a strisce bianche e blu con ombrellone coordinato, ma con ampio spazio sabbioso dove, peraltro al guinzaglio, il cane può sfogare la sua voglia di movimento sulla spiaggia.
Nonostante una sentenza del TAR che liberalizza l’accesso dei cani sulle spiagge, il Sindaco di Ragusa ritiene che non ci sia una espressa normativa di legge e quindi può ancora riservare, con apposita ordinanza sindacale, il libero accesso di animali limitatamente all’arenile adiacente al molo di ponente del porto turistico di Marina di Ragusa (mq 250 circa), indicato con apposita segnaletica.
Nello spazio in questione potranno accedere i cani che siano iscritti all’anagrafe canina e dotati di apposito microchip. Resta a carico del proprietario o detentore di cani di mantenere gli stessi al guinzaglio, di portare con sé una museruola e, come previsto dalle leggi in materia, anche palette o raccoglitori per rimuovere eventuali deiezioni.
L’ordinanza è stata emanata a seguito di diverse richieste pervenute al Comune da parte di singoli e associazioni animaliste che hanno rappresentato la necessità di consentire ai proprietari o detentori di cani di accedere alle spiagge di Marina di Ragusa.
Per questo motivo vista la sentenza del TAR del Lazio n. 176 dell’11 marzo 2019 secondo cui “l’Amministrazione avrebbe dovuto valutare la possibilità di perseguire le finalità pubbliche del decoro, dell’igiene e della sicurezza mediante regole alternative al divieto assoluto di frequentazione delle spiagge valutando se limitare l’accesso in determinati orari o individuare aree adibite anche all’accesso degli animali”, si è ritenuto possibile individuare uno spazio per i cani e specificare quali cautele di comportamento sia necessario seguire per la tutela dell’igiene delle spiagge o l’incolumità dei bagnanti.
Come sempre ineccepibile la procedura seguita dal Sindaco, ma non sono mancate le critiche, per certi versi anche giustificate, per il tratto di spiaggia scelto è in totale abbandono e invaso da ciotoli e sassi di goni tipo.
Di improvvisazione ha parlato Peppe Calabrese, che lamenta la mancanza di un piano spiagge, particolare che avrebbe dovuto far il provvedimento per l’arenile riservato.
Il segretario cittadino del PD lamenta come quel piccolo tratto di arenile sia pieno di canneti e pietre, lasciando poco spazio ai cani, per cui sarebbe stato più opportuno riservare una parte di spiaggia a levante di Marina.
La scelta di una spiaggia a est lascerebbe la possibilità, nel caso la spiaggetta a ovest del porto fosse balneabile, di metterla a disposizione dei vacanzieri che risiedono a monte.
Lamentele che, provengono da sinistra e da destra.
Anche il Presidente di Ragusa in Movimento, Mario Chiavola, interviene approvando la scelta di riservare un tratto di spiaggia ma esprimendo riserve per il fatto che sia pieno di rifiuti, sassi e scogli, al limite dell’impraticabilità.
Certo è che se si vuole ‘ospitare’ i cani, si debbono creare le condizioni migliori per farlo, altrimenti è meglio soprassedere, considerato che la sentenza del TAR si esprime chiaramente e verrebbe facile, nelle attuali condizioni, non ritenere soddisfatte le indicazioni del tribunale amministrativo.
Al riguardo, abbiamo fatto un’altra considerazione, leggendo che, nell’ambito delle collaborazioni tra cittadini e amministrazione comunale per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani, la giunta municipale ha approvato il patto di collaborazione tra Comune di Ragusa e una associazione di Ragusa per la gestione temporanea di un tratto di arenile sito a Marina di Ragusa, tra lo stabilimento balneare “La Ola” ed il porto turistico.
L’accordo prevede lo svolgimento durante il periodo estivo di attività legate alla pratica del beach volley, sia a livello dilettantistico che agonistico.
L’associazione avrà cura di organizzare attività sportive e corsi giornalieri rivolti a chi si avvicina al beach volley per la prima volta e a chi già conosce o pratica questa disciplina sportiva. Il patto di collaborazione avrà la durata di un anno a decorrere dalla data di sottoscrizione.
Trattandosi di cura e di rigenerazione dei beni comuni urbani, non sarebbe stato meglio affidare lo spazio destinato ai cani per questa associazione che poteva provvedere alla rigenerazione? e, di conseguenza, alloggiare i cani nella più comoda location tra la ‘Ola‘ e il porto.
