di redazione
Il dott. Scrofani precisa i termini della esenzione TARI per i disagiati economici, confutando quanto dichiarato da un consigliere di opposizione, del gruppo misto, nel corso della seduta di consiglio comunale e agli organi di stampa
In riferimento alla nota apparsa sugli organi di stampa a firma di un consigliere comunale, riguardante alcune richieste di annullamento di bollette a saldo della TARI dovuta per l’anno 2015, il dirigente del Settore tributi, dr. Francesco Scrofani, precisa quanto segue:
“A fronte della richiesta di annullamento avanzata da alcuni utenti è stato fatto notare che non era possibile procedere ad alcun annullamento delle bollette in questione, atteso che, trattandosi di SALDO, l’amministrazione non poteva più procedere a prorogare ulteriormente i termini di richiesta di esenzione ISEE.
Infatti, a tal proposito, si precisa che l’Amministrazione, sensibile al grave disagio degli indigenti, ha con atto n. 491 del 24/11/2014 deliberato l’esenzione del pagamento della TARI per l’anno 2015 per i soggetti con reddito inferiore o uguale a € 4.236,66 rilevabile dall’attestazione ISEE.
A seguito del suddetto atto veniva pubblicato sul sito web del Comune, in data 28/11/2014, l’avviso con il quale si invitava la cittadinanza, in caso di sussistenza del diritto, a presentare la domanda entro il 15/12/2014.
Successivamente, considerato che non tutti erano venuti a conoscenza della possibilità di accedere all’esenzione, con
determina dirigenziale n. 490 del 13/3/2015, furono riaperti i termini per la presentazione della domanda con scadenza 31/3/2015.
Infine, considerato che la scadenza del saldo, prevista dal regolamento IUC, è fissata nel mese di ottobre, si evidenzia che oltre quella data non è possibile intervenire ulteriormente sul tributo poiché diversamente si modificherebbe indebitamente il Piano economico e finanziario”.
Il consigliere sosteneva che erano stati disattesi gli impegni presi dall’amministrazione comunale, secondo i quali si sarebbe proceduto per l’annullamento delle bollette inviate per quei soggetti che non arrivano a un reddito ISEE di 4.800 euro. Sempre il consigliere aveva spiegato, nel suo comunicato, che, secondo quanto spiegato dal dirigente, si trattava di una decisione di volontà politica, particolare che non si evince dalla nota del dirigente.
