di Cesare Pluchino
L’occasione per parlarne, l’approvazione dell’atto aziendale da parte della Giunta Regionale
A poche ore dall’approvazione dell’atto aziendale da parte dell’esecutivo regionale non si potevano conoscere i dettagli, si sapeva solo che l’approvazione aveva accolto molti dei rilievi sollevati, due giorni prima, dalla Commissione Sanità all’Ars, presieduta dall’on. le Pippo Digiacomo.
Comprensibili, quindi, le aspettative, per quanto riguardava la sorte della nostra città, in ordine alle tante eccezioni e ai rilievi che, in particolare, erano stati sollevati dal Sindaco Piccitto e dal Presidente del Consiglio Comunale, Giovanni Iacono.
Dopo la presentazione dell’atto, da parte dei vertici dell’ASP, e dopo l’assoluta divergenza sui contenuti che era stata anche formalizzata nel corso di una seduta del Consiglio Comunale aperto, tenutosi sulla piazza dell’Ospedale Civile di Ragusa e che aveva visto la partecipazione, oltre che dei parlamentari del Movimento 5 Stelle Cancelleri, Ferreri e Lorefice, dello stesso on.le Di Giacomo, si attendevano le modifiche riguardanti la città di Ragusa che erano state assicurate dal presidente della 6ª commissione Sanità dell’Assemblea Regionale Siciliana.
Modifiche attese perché importanti e significativi erano stati gli interventi dell’on. le Digiacomo e le aperture non indifferenti dichiarate sulla permanenza di strutture sanitarie nel capoluogo e sulle possibili modifiche al piano.
Il 10 dicembre del 2015, inoltre, il Sindaco e il Presidente del Consiglio erano stati ricevuti e ascoltati dalla commissione regionale Sanità, occasione nella quale avevano avuto la possibilità di essere ascoltati in merito alle notevoli perplessità sulla proposta di Atto Aziendale e dotazione organica dell’Asp 7 di Ragusa che si riteneva un piano capace solo di depotenziare, in maniera irreversibile, il servizio sanitario offerto nel comune capoluogo e soprattutto di rendere il nuovo Ospedale Giovanni Paolo II un contenitore senza contenuti.
Un atto che, dunque, andava immediatamente rivisto, avviando un percorso condiviso con il territorio, nell’ottica di un miglioramento dei servizi offerti per una maggiore tutela della salute.
Erano state accolte con soddisfazione le rassicurazioni fornite dai membri della Commissione Regionale Sanità, rispetto alla possibilità di intraprendere un percorso di revisione del piano in sede di confronto regionale, membri che avevano, altresì, invitato a presentare una nota dettagliata nel quale evidenziare le criticità del Piano e le proposte alternative per gli opportuni correttivi.
In una dettagliata relazione, Sindaco e Presidente del Consiglio avevano segnalato le opportune modifiche richieste per il piano aziendale, motivandole con ampiezza di particolari sulle ragioni della richiesta.
Si andava dai riferimenti normativi che vedevano l’atto in oggetto in netto contrasto con le linee guida del Ministero della Salute e con vari decreti dell’assessorato regionale, ai rilievi sulla opportuna razionalizzazione, sulla necessaria centralità geografica delle strutture, sui criteri di eventuali decentramenti.
Secondo Piccitto e Iacono, mancavano base dati e profilo epidemiologico, fattori ammessi dallo stesso Direttore Generale come scelta strategica che sarebbe stata convalidata dall’assessorato.
Le richieste di modifiche riguardavano il mantenimento della UOC di Malattie Infettive, dell’Otorino, di Neurologia come fulcro della Stroke Unit, oltre a richieste, sempre supportate da adeguate motivazioni, per la diagnostica vascolare, per la riabilitazione, per la Medicina nucleare, oltre a richieste per la prevenzione, il territorio, il 118 e la prevenzione in tema di medicina del lavoro.
L’incontro dei vertici provinciali del PD con la stampa, alla presenza dell’on. le DiGiacomo, non ha rilevato, per Ragusa, nessuna modifica all’atto aziendale, se non per il mantenimento in città dell’UOC di Malattie Infettive. Per il resto sono rimaste inascoltate le proposte, pur sollecitate, e viene confermato il depotenziamento della Sanità nel capoluogo, in contraddizione anche con l’enorme quantitativo si somme spese e da spendere per il nuovo Ospedale.
Alla presenza del Responsabile organizzativo provinciale, dott. Gaglio e del Sindaco di Comiso, Spataro, è stato il segretario provinciale dott. Denaro a introdurre la presentazione dell’on. le DiGiacomo, sottolineando il grande lavoro del PD e del Presidente della Commissione Sanità che sono stati in grado di risolvere tanti problemi.
DiGiacomo ha esordito celebrando la chiusura della fase riguardante la riorganizzazione della rete ospedaliera regionale. Soddisfazione perché il territorio non perde posti letto, acquisisce un aumento di somme a disposizione, oltre 11 milioni di euro, ottiene un risarcimento rispetto ai danni patiti in passato.
Effetti immediati il passaggio a tempo indeterminato dei contratti finora a tempo determinato, con nuove assunzioni: in definitiva, le condizioni per un passo importante verso la sicurezza in sanità.
La Sicilia ha punte di eccellenza nella Sanità, che la pongono all’8° posto in Italia, dopo le realtà consolidate del continente, la Commissione ha valutato che l’eccellenza delle strutture sanitarie si è sviluppata a danno delle strutture periferiche per cui è stato ritenuto opportuno spostare l’asse di intervento verso la periferia, con il concetto dell’ospedale riunito.
Per il nostro territorio, sul modello dei due ospedali di Ragusa, si parla di un polo Modica Scicli e di uno Vittoria Comiso, verso il quale sono dirottati 1.200.000 euro dei quali 180.000 per il personale e 40.000 per investimenti, suddivisi in 14 per Ragusa, 20 per Vittoria Comiso e 6 per efficientemente energetico.
Prioritariamente, si sono voluti evitare inutili doppioni nelle strutture ospedaliere, diversificando gli interventi.
Molti dei passaggi dell’on. le DiGiacomo sono stati particolarmente significativi e impongono serie riflessioni.
È stato detto che i Direttori Generali hanno dato una interpretazione libera alla rete fissata nel 2015, provocando discrasie e disallineamenti.
A Ragusa rimarrà la UOC di Infettivologia, che deriva dal necessario accorpamento dell’esistente, 2 UOC e due Semplici. Problematiche legate al numero dei posti letto che, per il nuovo ospedale di Ragusa è limitato a soli 250, pur rimanendo la struttura di 1° livello.
Otorino, come struttura complessa, rimarrà a Modica, mentre a Ragusa si manterrà la struttura semplice che permetterà gli interventi minori, di routine.
Parlando delle difficoltà in oggetto di posizionamento delle strutture, DiGiacomo ha ammesso le criticità derivanti dalla pretesa inamovibilità dei Direttori di reparto, problematica per la quale, però, non ha aggiunto altro, destando naturali perplessità su una questione nota ma che le autorità sanitarie dovrebbero debellare.
In pratica non si opererebbe con razionalità ma sulla base dei capricci del primario che vuole il reparto sotto casa o, quanto meno, sul suo territorio, roba da medioevo.
Sono stati poi passati in rassegna i provvedimenti per i reparti di thalassemia, con l’istituzione di una UOS dipartimentale,
non assorbibile dall’ematologia.
Particolare attenzione sarà rivolta alla nefrologia, carente di prevenzione, alla riabilitazione, per la quale ci sarà un dipartimento che coordinerà i 60/70 operatori, per debellare le liste di attesa, e alla gastroenterologia che attende risposte moderne.
Altro significativo passaggio quello della constatazione sulle poco utili UOC in amministrazione, con uffici tecnici che il presidente della Commissione Sanità ha definito ‘ridicoli’, che gestiscono ingenti patrimoni immobiliari e tecnici, senza avere, come Ragusa, che gestisce un fatturato di 4/500 milioni. un ingegnere gestionale. Parte amministrativa importante, ma da seguire con attenzione.
In chiusura netta difesa dell’ospedale di Scicli per il quale DiGiacomo intravede le condizioni per un netto rilancio: inammissibili i tentativi di chiudere la struttura se prima la sanità siciliana non elimina tante piccole strutture private di 30 posti letto o non fa pulizia di tutte quelle strutture complesse all’interno dei policlinici che secondo il Presidente servono solo per mantenere il posto ai ‘baroni’. E ancora parole significative sui poteri forti che debbono essere lottati prima di chiedere la chiusura di un piccolo ospedale e sulle fallimentari convenzioni siglate dalla sanità siciliana, che non hanno eliminato il turismo sanitario e hanno solo dilapidato somme consistenti.
Che queste cose vengano dette dal Presidente della Commissione Sanità, evidentemente a conoscenza di fatti e misfatti, è solo producente: si attendono, ora, le conseguenti doverose azioni dell’assessore, peraltro suo compagno di partito.
