Si inasprisce lo scontro sulla sanità a Ragusa

di redazione
I problemi persistono sullo sfondo di una sempre maggiore presenza della politica sullo scenario sanitario locale

Resta un’utopia la netta separazione tra politica e sanità sullo scenario regionale e, a cascata, nelle realtà locali. La situazione, in Sicilia, è aggravata dalla presenza, pesante, del Partito Democratico che, dopo la parentesi Borsellino, si è appropriata del settore tramite la guida dell’assessorato regionale e della commissione di competenza, trasferendo nel settore le fibrillazioni interne del partito, i contrasti e le beghe interne che, di certo, non fanno bene ad un settore in perenne criticità.
Prova ne è, di quello che scriviamo, l’ultimo contrasto sui vertici della sanità nel capoluogo siciliano a proposito del quale l’autorevole testata regionale livesicilia.it riporta dichiarazioni attribuite al presidente della commissione Sanità, il nostro onorevole DiGiacomo, che parla di spettacolo tragicomico per quanto sta avvenendo all’Asp di Palermo dove, nel giro di qualche settimana, sono stati rimossi il direttore sanitario, il direttore amministrativo, il capo dei veterinari, e il capo dei veterinari che lo ha sostituito.
Di Giacomo aggiungerebbe, sempre secondo l’organo di informazione regionale, che “l’Asp di Palermo si stia e ci stia coprendo di ridicolo” chiedendo nel contempo all’assessore regionale, suo compagno di partito, “quando finirà questo spettacolo grottesco che la sanità siciliana sta dando di sé, nella più grande Asp d’Italia”. 
Spettacolo che si commenta da solo, ma che non è il solo nella realtà siciliana.
A Ragusa accade che uno dei tre circoli del Partito Democratico promuove un incontro, nella propria sede, con il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria per conoscere o stato di avanzamento dei lavori per il completamento del nuovo ospedale Giovanni Paolo II.
Un’occasione per approfondire più da vicino quali i tempi di completamento del nuovo nosocomio che sorge in contrada Puntarazzi, all’uscita della città, attraverso la viva voce del vertice dell’azienda sanitaria.
Una iniziativa in ogni caso interessante, che informa su quello che si sta facendo e nessuno meglio del Direttore Generale può fornire notizie dettagliate in materia.
Ma essendoci la politica di mezzo, qualcuno, all’interno dello stesso Partito Democratico, giudica poco opportuna la commistione fra vertice sanitario e politica, addirittura con uno solo dei tre circoli cittadini per una iniziativa dal mero sapore elettoralistico, con la inutile propaganda sulla presenza di consiglieri comunali e onorevoli di riferimento, evitabile in quanto figure organiche al circolo organizzatore.
Sarebbe bastata l’autorevole voce del segretario del circolo, l’avv. Tony Francone, per la convocazione, poi spostata nel salone dell’Hotel Montreal, su un tema che resta, pur sempre, di notevole interesse generale.
Ma i toni sulla iniziativa sono inaspriti anche da un severo comunicato del Direttivo dell’Associazione Partecipiamo, della quale è leader il Presidente del Consiglio Comunale, Giovanni Iacono, che, come noto, ha, di recente, ingaggiato, personalmente e affiancato dal Sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, una battaglia contro il vertice aziendale ASP di Ragusa per le scelte non condivise sull’atto aziendale, ritenute finalizzate a depauperare la sanità di Ragusa a vantaggio delle realtà periferiche provinciali, rimaneggiando le strutture che dovrebbero costituire pilastri del nuovo nosocomio per la sua centralità geografica e per le caratteristiche di Ospedale di primo livello.
Si tratta di uno scontro politico, sullo sfondo delle prossime elezioni regionali in particolare, che coinvolge le scelte operate per l’atto aziendale e per la nuova pianta organica sui cui si inserisce la grossa torta delle assunzioni sulla quale sono pronti a tuffarsi, more solito, i professionisti della politica.

Questo il testo integrale del comunicato inviato dal Direttivo di Partecipiamo:

IL RE E’ NUDO !

“Ripensando alla favola di Andersen è ciò che viene spontaneo dire del direttore generale dell’ASP 7 di Ragusa.
Apprendiamo che il ‘manager’ della sanità in provincia di Ragusa frequenta spesso eventi di partito, anzi di un partito.
Il partito unico, il PD! In uno dei circoli dello stesso partito (‘forse’ lo stesso dell’assessore alla sanità) si parlerà, così riportano le cronache, del ‘nuovo ospedale di Ragusa’ che sarà una ‘eccellenza’.
Ai cittadini è stato sempre detto che in sanità i vertici sono superpagati in quanto ‘tecnici’ e non ‘politici’, ma i fatti sembrano andare in direzione opposta, come in direzione opposta si va per il nuovo Ospedale di Ragusa rispetto agli sforzi economici dei Cittadini.
Il nuovo ospedale ‘Giovanni Paolo II’ prima di essere avviato è stato già ‘spogliato’ di tutta una serie di strutture che le norme prevedono debba avere un Ospedale di primo livello nel modello hub-spoke.
Le norme lo prevedono ma il piano aziendale dell’Asp7 ‘condiviso con i deputati regionali, pur privo di qualsiasi base dati a supporto e giustificazione delle scelte lo ha, di fatto, ridotto alla stregua dei presidi ospedalieri di base.
I Cittadini, oltre le favole, debbono sapere che, in questi anni, la sanità e gli Ospedali a Ragusa hanno subito vere e proprie ‘amputazioni’ senza ‘anestesia’.
Sono state infatti trasferite o depotenziate le seguenti strutture: Nefrologia; Gastroenterologia ed endoscopia digestiva; Otorinolaringoiatria; Neurologia; Riabilitazione.
Vi è stato anche il tentativo di eliminare il Dipartimento di Oncologia.  La strokeunit malgrado il D.A. 2186/2012 ‘rete per le emergenze delle malattie cerebro-vascolari’ prevedeva come strokeunit di 1° livello, il P.O. Civile OMPA di Ragusa (soprattutto in ragione della posizione baricentrica nel territorio provinciale), la troviamo altrove, dove una rete ospedaliera razionale avrebbe invece dovuto potenziare altre strutture e basterebbe seguire anche i criteri della mobilità attiva e passiva per orientarsi nelle scelte!  Medicina Nucleare non è mai diventata Unità Complessa. Chirurgia, a Ragusa, è in attesa, da tempo, di un primario. Problematiche non risolte vi sono per il 118, il Centro Tumori con un personale ancora precario, per la pneumologia che dovrebbe comprendere i Centri di Medicina Sociale e garantire il servizio di fisiopatologia respiratoria e potremmo discutere di tanto e tanto altro!
Sarebbe opportuno infatti dedicare tanto più tempo ad elaborare con il territorio veri piani della salute a cominciare dalla prevenzione ed impegnare molto meno tempo agli impegni di partito!
In tutti questi anni la sanità è stata gestita dalla politica, prima Forza Italia e adesso il Pd. Non è cambiato nulla. Stesse persone e stessi metodi hanno solo cambiato partito e, come è sempre avvenuto, si promettono i concorsi ed aumenta spaventosamente l’andirivieni tra strutture ospedaliere, di territorio e deputazioni politiche e, purtroppo, i reali problemi rimangono solo a carico dei Cittadini!
Il Direttivo di Partecipiamo

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