Le meraviglie della comunicazione istituzionale: Il sindaco Cassì spiega alla cittadinanza le ragioni amministrative per le quali l’Amministrazione comunale ha scelto di partecipare alla procedura per la locazione dell’immobile di via Matteotti.
Di fatto, risponde ai 5 Stelle, considerato anche che non sarebbe stato necessario richiamare il problema della nota dei grillini e la relativa querela che il primo cittadino ha deciso di sporgere nei confronti del gruppo consiliare pentastellato.
Una spiegazione delle scelte del tutto superflua, perché è comprensibile, anche dai cittadini più semplici e meno colti, quanto sia importante rendere fruibile alla città i locali che hanno ospitato il Tribunale e la Facoltà di Giurisprudenza, locali ampi, funzionali, che, per la posizione nel cuore del centro storico, sono un motore naturale per la sua rivitalizzazione.
Solo per una critica strumentale e becera un tecnico, con ben altri problemi intesta, può aver indotto i grillini a considerare sbagliata la scelta e, soprattutto, a far dire che i vicini locali della ex biblioteca comunale potrebbero essere sfruttati per le finalità indicate.
Il Sindaco, purtuttavia, per trasparenza verso la cittadinanza, ha voluto spiegare le ragioni amministrative che hanno convinto l’Ente a partecipare alla procedura per la locazione dell’immobile di via Matteotti, riferendo, per inciso che la querela intanto preannunciata verso il gruppo consiliare 5 Stelle per diffamazione aggravata plurima a seguito delle insinuazioni rilasciate a mezzo stampa, va contestualmente avanti.
Dio ce ne scansi e liberi se così non fosse !
“Voglio ringraziare le centinaia di persone che pubblicamente e privatamente mi hanno manifestato vicinanza a seguito delle spregevoli accuse ricevute da un gruppo consiliare d’opposizione, che piuttosto che chiedere conto di una scelta amministrativa, ha ritenuto di sferrare un colpo basso di inaudita gravità: certa politica, che dovrebbe sapere e non sa, non ci pensa un attimo prima di informarsi a calunniare, sperando così di mettersi in mostra non per meriti propri, ma per presunti demeriti altrui.
Lo stesso gruppo oggi modera i toni e non reitera le infamanti accuse (di cui comunque dovrà rendere conto), forse per avere preso coscienza di aver passato il limite.
Per chiarezza quindi verso i cittadini, provo a spiegare per singoli punti le ragioni della scelta:
– Peculiarità della struttura:
La possibilità di aderire alla procedura per la locazione dell’immobile rappresenta per questo Ente un potenziale tassello di assoluta importanza per il rilancio di un’area in difficoltà del nostro centro storico.
Il sito ha una struttura unica in città nel suo genere: un chiostro circondato da un ampio portico al quale si affacciano le stanze che un tempo furono aule e uffici di tribunale e poi aule e uffici universitari.
Molteplici i possibili utilizzi: mostre ed esposizioni, convegni e congressi, sede di attività culturali, per citarne solo alcuni.
– Costi e benefici:
Parliamo di un edificio storico e di pregio, con una superficie netta di circa 600 mq oltre alla superficie del portico di 220 mq ed alla superficie centrale scoperta di mq 400, il cui canone annuo richiesto di 27.000€, ovvero 2250€ al mese, non può che essere reputato oggettivamente conveniente.
È evidente, poi, che il costo potrà essere ammortizzato in tutto o in parte, e magari trasformarsi in ricavo, tenuto conto delle entrate derivanti dall’affidamento di uno o più locali ad associazioni o privati, o in caso in cui si ospitassero gallerie espositive, mostre o conferenze. Nessun danno economico per i cittadini, quindi, semmai vantaggi.
– Nessuna spesa aggiuntiva:
Contrariamente a ciò che i 5 stelle hanno incautamente diramato, non ci saranno costi aggiuntivi per l’Ente: le spese di ristrutturazione saranno defalcate dall’affitto. Informarsi prima, no?
– Il Teatro Concordia:
L’immobile è attiguo e connesso all’ex teatro della Concordia, per la cui ristrutturazione stiamo cercando di rimediare ai ritardi e alle inadempienze del passato, cui potrà essere direttamente collegato dall’interno: anche per questo il Comune ha il dovere di proporsi affinché questi locali non finiscano in mani private per chissà quali utilizzi.
– L’ex Biblioteca:
“Perché non utilizzare l’ex Biblioteca?”, chiedono. A parte il fatto che la conformazione e la possibilità di utilizzo dei due immobili sono completamente diverse, la vera domanda sarebbe un’altra: chi ha detto che non vogliamo utilizzare anche l’ex Biblioteca?
Diversamente da ciò che è stato fatto o non fatto negli scorsi anni, guardiamo al centro storico con un piano complessivo e strutturale di interventi capaci di rilanciarne la vivibilità e l’attrattività in maniera organica.
Nei nostri progetti l’immobile dell’ex Biblioteca, che insiste sulla stessa via Matteotti ma ha caratteristiche ben diverse, è destinato a riportare uffici pubblici in centro, in un moto opposto a quello verificato negli anni passati, quando si è scelto di desertificare il centro e si è costretto i cittadini ad autentici pellegrinaggi per la città per espletare le proprie pratiche.
Normale per un cittadino non conoscere queste dinamiche, grave se invece è chi ha governato a farlo, gravissimo se anziché informarsi ci si lanci pubblicamente in accuse di reato.
Se il risultato di questo modo dannoso di fare politica è la diffusione quotidiana di informazioni tendenziose ai danni della cittadinanza pur di screditare l’Amministrazione, la causa è ancora peggiore: l’attestazione di un’assoluta mancanza di visione strategica, che dopo 5 anni di amministrazione il gruppo 5 stelle dimostra di non avere e di non comprendere.
Dal loro punto di vista solo insinuazioni e sospetti di accordi sottobanco, espressioni di un modo di vedere la politica cui evidentemente sono avvezzi”.
In ordine alle insinuazioni del gruppo 5 Stelle, non comprendiamo perchè, invece di parlare in politichese non si spiegano come stanno le cose.
Quando c’è una alleanza di governo, non ci sono cambiali da pagare ma accordi da rispettare, fra politici per bene.
Il sostegno a Cassì del gruppo dell’on.le Antoci è stato ampiamente ricompensato con un assessorato importante, ancor prima dell’esito della consultazione, ove peraltro il gruppo non ha conquistato seggi in Consiglio Comunale.
Del tutto campata in aria, quindi, oltre che gravissima, l’insinuazione del pagamento di una cambiale, considerato appunto che ogni ‘ipotetico’ e non meglio definibile debito per il sostegni ricevuto era stato onorato ancor prima delle votazioni.
Del resto era del tutto evidente che il sostegno dell’on.le Antoci non era solo un sostegno in termini di voti, ma un sostegno il prestigio, l’autorevolezza, la storia politica del personaggio, trainanti per qualsiasi candidato.
