Di solito, le sedute ispettive del Consiglio Comunale di Ragusa si trascinano stancamente fra interventi strumentali e repliche ovvie dell’amministrazione.
Ieri, martedì 1° ottobre, c’è stato, invece, un dibattito vivace e veloce, oltre che interessante, ancorché di ripasso degli ultimissimi comunicati stampa fatti girare, negli ultimi giorni, dall’attivissimo gruppo consiliare dei 5 Stelle, il solo insieme a Chiavola, del PD, che mostra inalterato impegno nell’attività di controllo della vita amministrativa.
In aula, ieri si è parlato di plastic free, di FAM, di turismo, di scuola, e sono emersi spunti interessanti che meritano di essere attentamente vagliati.
Di produttivo poco, ma serve per dare una idea ai cittadini, non sempre consapevoli di quanto avviene in città, spesso condizionati da voci e interventi di consiglieri comunali amplificati dalla stampa, non sempre con le dovute repliche a difesa degli amministratori interessati.
A proposito di scuola, dei presunti disservizi per scuolabus e orari a tempo pieno, c’è stato un intervento dirimente dell’assessore Iacono, in risposta alle insistenti eccezioni sollevate ancora dal consigliere Firricincieli.
L’assessore Iacono aveva già sottolineato le difficoltà per la programmazione dei servizi senza la sollecita comunicazione dei dati richiesti alle scuole: ieri, per l’ennesima volta, e, si spera, ultima, Giovanni Iacono ha evidenziato come continuano ad arrivare comunicazioni delle scuole, fino ad ora, ma, soprattutto, ha messo sul tavolo un dato allucinante. Citando almeno una decina di istituti scolastici di competenza del Comune, si evince che nessuno ha lo stesso orario di un’altra scuola, addirittura plessi diversi di una stessa scuola hanno orari diversi, sia in entrata che in uscita.
Comprensibile che le scuole abbiano autonomia, ma dover garantire servizi in presenza di questo tipo di caos, che sarà legittimo ma impone salti mortali a chi deve organizzarli, è pura follia, senza dire che sono impegnate risorse e tempo in un lavoro che l’assessore ha chiamato ‘una battaglia navale’ ma che riflette condizioni che rasentano l’anarchia.
Buona l’autonomia, ma dovrebbe tenere conto delle esigenze di chi deve garantire servizi. Parallelamente, risultano quindi vere le discrasie che qualche dirigente scolastico evidenzia e che i 5 Stelle prontamente sottolineano, ma se si inserisce il tutto nel contesto descritto, sarebbe meglio sorridere ai dirigenti che scalpitano. Verrebbe da dire che, se c’è l’autonomia, ognuno dovrebbe organizzarsi pure i servizi e pagarli secondo le proprie esigenze.
Poi si è parlato di turismo, con l’endorsement della Presidente della 6ª commissione, sviluppo economico, che, anche a nome della collega Presidente Iacono, a capo della commissione 5ª, Turismo, ha espresso il plauso per le politiche dell’assessore Barone, in presenza di un flusso di presenze sul territorio che pone la città capoluogo come meta di riferimento nel panorama turistico siciliano.
Rifuggiamo tutti dai numeri aridi della statistica e da quanti, come il consigliere Gurrieri, si avventurano a parlare di presenze in calo. La realtà è che oggi chiunque parla di turismo, enunciando dati che non hanno supporto statistico e sono, in ogni caso fuorviati da elementi che nulla hanno a che fare con i dati reali.
C’è un calo di presenze, in generale, dovuto alla riduzione dei voli e, quindi dei passeggeri su Comiso, ma, spesso si indugia troppo sulle aspettative mancate delle piccole strutture ricettive e dei ristoratori che non valutano l’inflazione di esercizi, molti dei quali anche abusivi, che determina, naturalmente, la diluizione dei clienti su un numero aumentato di strutture.
Pochi tengono in conto l’abusivismo, segnalato con dati di fatto sulla richiesta di materiale turistico.
Il consigliere Gurrieri si è poi addentrato in una generica richiesta di maggiore contezza sulle politiche turistiche, con i suoi toni da grande esperto di turismo, ma non dice che conosce bene le politiche dell’amministrazione, se è vero che proventi della tassa di soggiorno verrebbero destinati a iniziative di vario tipo, in barba alle normative sull’utilizzo della tassa di soggiorno, come quella dallo stesso organizzata e perorata con insistenza per un adeguato contributo.
In concomitanza con la piena applicazione dell’ordinanza ‘plastic free’, in risposta alle ennesime sollecitazioni del consigliere Firrincieli, il Sindaco ha ricordato del ricorso pendente avverso l’ordinanza, esprimendo la soddisfazione per il fatto che la città possa vantare, fra le prime, il titolo di città plastic free.
Ancora il consigliere Firrincieli ha ribadito i termini della nota del gruppo consiliare 5 Stelle sulle somme spese dal Comune per la Fiera Agricola.
La nota aveva sollevato delle attese, anche perché, come avvenuto altre volte, non appena si sollevano riserve sull’operato dell’assessore allo sviluppo economico, vengono fuori polemiche e confusione tra precisazioni, repliche ed endorsement dei consiglieri di maggioranza che sanno tanto di claque, perché basterebbe smentire rilievi ed eccezioni e lasciare alla stampa indipendente e all’opinione pubblica, oltre che agli addetti ai lavori, ogni valutazione successiva.
Si deve dire che, per esempio, si accennano critiche pesanti su assessori come Iacono o Barone o, ancora, Giuffrida, ma non ci sono mai reazioni stizzite.
Nel caso dei rilievi per la FAM, quanto mai inopportuna la risposta dell’assessore Licitra che si trova a replicare come componente della giunta comunale e come beneficiaria indiretta delle spese del Comune per la FAM, fiera della quale la stessa è responsabile per l’organizzazione come dirigente della Camera di Commercio di Ragusa.
Il gruppo 5 Stelle ha posto delle domande semplici: perché un intervento consistente del Comune per la Fiera? Quali i ritorni per il Comune? Quali i benefici per il comparto? Il perché dei mancati interventi per la viabilità? Desiderio di assicurazioni sul paventato tentativo della emarginazione della realtà iblea da parte dei ‘catanesi’ che, dopo l’aeroporto, potrebbero impadronirsi della fiera per farla morire come l’aeroporto, il tutto in una atmosfera di disorientamento per l’assenza assordante di Agen.
A molti di questi interrogativi non poteva certo rispondere la Licitra, in quanto dipendente della Camera e subalterna di Agen. Quanto deciso dal Comune non poteva che essere difeso, nella doppia veste di assessore e organizzatore.
Succederebbe il finimondo se Barone fosse titolare di organizzazione di spettacoli o Iacono avesse una azienda di ristorazione per mense aziendali e scolastiche, o comunque fossero dipendenti di ditte interessate ai servizi.
Si deve dire, poi, che nessuno ha eccepito nulla sull’organizzazione di una fiera che, con l’agroalimentare, ha sopperito alla naturale stasi dei visitatori che poco hanno a che fare con agricoltura e zootecnia, settori specifici che non possono fare numeri per le presenze di pubblico.
Ma si vuole celebrare ugualmente la Festa del comparto, e gli addetti ai lavori lo meritano, solo che nessuno vuole esternare i sentimenti veri: vero è, come dice la Licitra che dal 1974 il Comune è partner della Fiera, forse lo era anche prima, quando la Fiera si svolgeva in piazza Libertà, ma il rapporto fra Camera e Comune, fra responsabili della Camera e la città era ben diverso, ora si ha a che fare con chi ha voluto l’accorpamento di tre Camere di Commercio, contro la volontà di molti e, se per altri settori, si sarebbe potuta avvertire meno la gestione centralizzata, per i settori principi dell’economia ragusana, quelli identitari e rappresentativi, dover rendere conto a Catania sembra eccessivo, per di più a vertici ritenuti poco affidabili per tutelare le sorti del nostro territorio.
I grillini vogliono sapere perché il Comune ha dovuto tirare fuori 26.000 euro per ospitare al meglio un ente che avrebbe dovuto provvedere a gabinetti pubblici, impianti di illuminazione, parcheggi e tutta una serie di servizi che dovrebbero competere all’organizzazione, invece di ridurre lo stanziamento per l’evento.
Il Comune avrebbe dovuto, piuttosto, per esempio, pagare le spese di partecipazione a tutte le ditte ragusana, vero incentivo allo sviluppo economico, al contrario si è sostenuta così, per assurdo la partecipazione della multinazionale dei trattori o dei mangimi o di ditte dell’isola, possibilmente anche concorrenti delle nostre aziende.
Perché la dott.ssa Licitra non svela il bilancio della Fiera, perché non ci dice se in attivo, in pareggio o in perdita?
Se è vero, come afferma, che le aziende ‘svoltano’ di uno o due anni i bilanci, perché il Comune deve aiutare anche aziende di fuori comune? Quali utili ne trae?
Le criticità ci stanno, ma li deve risolvere l’organizzazione, quanto alla centralità per la risoluzione dei problemi del comparto, invece di fare salotto con l’assessore all’agricoltura, lo si metteva dietro un tavolo e si esigevano risposte.
Giustamente ha concluso Firrincieli in tal senso, riscoprendo l’indole a 5 Stelle: se ci sono criticità nel comparto, ci dobbiamo incatenare invece di far fare passerella a Musumeci.
