di Cesare Pluchino
Discutibile quanto inutile protesta di esponenti della maggioranza pentastellata
Al momento in cui scriviamo, quasi mezzogiorno di giovedì 25 febbraio 2016, non c’è alcun riscontro mediatico all’occupazione dell’aula consiliare messa in atto da esponenti del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, cioè della stessa maggioranza che sostiene l’amministrazione pentastellata.
La notizia, solo sul giornale dove scrive, per coincidenza, l’addetto stampa degli unici tre occupanti dell’aula consiliare, e in fondo al sottotitolo di un quotidiano locale cartaceo.
L’iniziativa intrapresa dal consigliere Davide Brugaletta, con appelli alla partecipazione per i consiglieri comunali e chiamata per la stampa, subito dopo il consiglio comunale di giovedì pomeriggio, non ha avuto grande eco e nessun riscontro di partecipazione. Solo tre, in tutto, i consiglieri del Movimento 5 Stelle che hanno aderito alla forma di protesta contro l’emendamento sulle royalties.
I selfie diffusi sui social testimoniano di un’aula desolatamente vuota, solo a mezza mattinata è arrivato il capogruppo consiliare per un’altra foto che conferma l’insuccesso dell’iniziativa.
L’iniziativa è apparsa subito inopportuna, irrilevante, assai discutibile perché la stessa maggioranza occupa la massima sede istituzionale ripercorrendo forme di protesta che più volte sono state considerate, dalla stessa, violazione del prestigio dell’aula consiliare.
Sarebbero in forse anche i lavori del consiglio comunale di oggi giovedì 25 febbraio, anche se la vice presidente del consiglio ha confermato i lavori della seduta: evidentemente la protesta finirà o, quantomeno, sarà interrotta.
Ma, prioritariamente, la protesta viene considerata inopportuna perché sembra voler oscurare gli effetti delle dimissioni del Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Iacono, formalizzate solo poche ore prima dell’inizio della protesta stessa.
Una iniziativa, come specificato dallo stesso Brugaletta, nel corso del suo intervento durante la seduta ispettiva del Consiglio, non concordata con il gruppo, che tutti ignoravano.
Una protesta che si sarebbe dovuta concretizzare a Palermo, con ben altra e più qualificata consistenza di partecipanti, nel contesto di un più ampio programma di iniziative tese a difendere la città senza esposizioni mediatiche alla ricerca di visibilità che non è arrivata.
Una protesta che, difficilmente, sortirà effetti, che si rileverà, molto probabilmente, solo una boutade che non farà altro che aggiungere elementi di critica per un gruppo consiliare già nell’occhio del ciclone che sta vanificando quanto di buono espresso dalla compagine amministrativa guidata dal sindaco Piccitto.
L’occupazione dell’aula consiliare è arrivata alla fine di una seduta ispettiva del consiglio comunale che, già all’inizio, è stata quanto mai deprimente ed espressione del delicato momento attraversato dall’istituzione per le note vicissitudini all’interno della maggioranza.
Lavori aperti alla presenza di 8 consiglieri, dei quali solo tre della maggioranza: il preciso riscontro al regolamento, da parte della presidente Federico, con l’alternanza fra un intervento delle opposizioni e uno della maggioranza, ha portato al balletto di opinioni, ora a favore della maggioranza, ora di forti critiche da parte delle minoranze.
Nessuno ha voluto mettere a fuoco la valenza del gesto delle dimissioni del Presidente del Consiglio, la maggioranza confermando l’irresponsabilità per la valutazione che minimizza gli effetti della mossa di Iacono e non avverte il profondo valore intrinseco in termini istituzionali, evidentemente non comprensibile per le capacità del truppone. Anche le opposizioni hanno, fondamentalmente, fatto festa per le dimissioni, immaginando chissà quali risvolti positivi da poter godere. Tutti non hanno afferrato il particolare valore di un gesto di protesta di forte impatto per chi comprende le cose della politica.
Chi le comprende, inoltre, ha giocato sporco, rimestando nel torbido di fantasiose ipotesi, mirando allo sfascio come antidoto delle criticità della città.
Nel turbine di comunicazioni senza contenuti concreti, prevalentemente strumentali e rivolti alla parte avversa per polemiche pretestuose e sterile opposizione, è merso solo l’intervento del consigliere Gianluca Leggio che, come di solito, ha offerto una lucida e moderata analisi della situazione, offrendo spunti di riflessione seri, che sarebbero propedeutici ad un sereno, costruttivo e produttivo dibattito sulle emergenze della città.
Attesa per la seduta del civico consesso di oggi, giovedì 25 febbraio, che prevede, all’OdG, l’esame del piano di spesa dei fondi della Legge su Ibla.
