di Cesare Pluchino
Consideriamo spesso strumentali le comunicazioni dei consiglieri in seduta ispettiva del Consiglio Comunale. Una nota di un consigliere, che conferma la nostra impressione come le comunicazioni siano tenute in scarsa considerazione, ci induce a soffermarci sui contenuti di alcuni interventi
Anche per l’ultima seduta ispettiva del Consiglio comunale, quella di giovedì 10 marzo, non abbiamo ritenuto significativi gli interventi dei consiglieri che, da tempo, si dilettano con comunicazioni prevalentemente strumentali e di parte, che spesso scivolano nella polemica politica, nel contesto di una seduta sempre più svilita nei contenuti, priva anche di interrogazioni, che si mostra, sempre più, come uno spreco di denaro pubblico, occasione evidente per percepire un gettone di presenza, legittimamente, sfruttando norme che si rifanno ai tempi quando la politica era con l’iniziale maiuscola.
Ci occupiamo della seduta ispettiva a seguito della nota inviata dal consigliere Porsenna che ritiene opportuno ribadire quanto comunicato in Consiglio, con una evidente forzatura, dal momento che nessuna testata si è occupata degli interventi di tutti i consiglieri, quindi anche del suo.
Poco accettabile la prassi, comune anche ad altri consiglieri, in altre occasioni, di insistere nel presentare l’intervento, quasi a dissentire dalla scarsa considerazione sullo stesso. Una maniera di influenzare su come ‘fare’ il giornale.
Ma veniamo ai contenuti di questa seduta, un consiglio dalla tensione palpabile per le note vicende riguardanti la Presidenza del Consiglio e le frizioni all’interno dell’alleanza di maggioranza e della maggioranza grillina. Vicende sulle quali si cerca di sorvolare dando l’impressione di minimizzare le forti questioni interne, per non alimentare le fiamme che covano sotto la cenere.
Ma se gli stessi protagonisti che avrebbero tutto l’interesse a mantenere un profilo basso sulle vicende scottanti ci provocano, accettiamo la sfida.
I primi interventi, quelli dei consiglieri PD D’Asta e Chiavola che si sono soffermati sulle vicende della maggioranza e hanno accennato al destino dei lavoratori dell’idrico, Giorgio Massari si è distinto con un intervento sull’assenza di un piano strategico culturale per la città, la Marino, La Porta e Morando hanno parlato di TARI, di mancanza di personale allo stato civile e della precarietà degli uffici tributi.
Sulla precarietà del personale l’incisiva risposta del Segretario Generale che ha ribadito come non ci sono risorse per il personale per le stringenti normative regionali e nazionali che impediscono di sopperire alle fisiologiche diminuzioni della forza lavoro, per i pensionamenti.
Sonia Migliore ha censurato l’atteggiamento dell’assessore di Partecipiamo che non chiarisce la sua posizione, né al suo partito, né alla maggioranza, né alla città, dicendosi preoccupata per una maggioranza a brandelli che non potrà affrontare serenamente prossimi importanti atti di bilancio e che si rivela, sempre più, ostaggio della vecchia politica tanto vituperata, arrivando ad affermare che l’assessore Martorana non è il cambiamento tanto auspicato.
Lo stesso Salvatore Martorana ha ribattuto alle critiche in aula e a quelle sui giornali, forse con particolare riferimento al nostro, mostrandosi deluso per aver accertato tramite legale che non ci sono estremi di querela nelle considerazioni esternate sulla persistente resistenza dell’esponente in Giunta di Partecipiamo a mantenere la poltrona. L’assessore ha insistito sul senso di responsabilità che si vuole dimostrare, nonostante il gravissimo evento, l’atto ignobile perpetrato ai danni di Giovanni iacono, insistendo sul fatto che Partecipiamo avrebbe una sola voce e aspetta chiarimenti (che, però, non arrivano, anzi arrivano solo conferme su quanto avvenuto).
Su temi attuali, nell’alveo della normalità, gli interventi dei consiglieri Leggio, Nicita e Tumino.
Di maggiore pregnanza, per i contenuti, quello del consigliere Porsenna che solleva spesso, con grande realismo e senza paure di dare fastidio, grandi verità, purtroppo spesso animato, anche in momenti poco opportuni, di una vena polemica che nasce dall’appartenenza grillina che, il più delle volte, lo fa parlare con i paraocchi.
Un soggetto, Porsenna, insieme al consigliere Leggio e a pochi altri, che tutti i Partiti vorrebbero, per la cieca appartenenza ma anche per l’indipendenza di opinione che li caratterizza, come anche avviene nel corso delle riunioni interne di gruppo.
Intervento, quello di Porsenna che riunisce i pregi e i difetti, accennati, in una sola occasione, che vorrebbe fare chiarezza su tante inesattezze, aggiungendone altre.
Sul trasporto disabili, ignorato, prima, dalla Regione siciliana, per poi ricorrere all’intervento dei ‘salvatori della patria’, strategia ormai nota e consolidata, ci sarebbe da stendere un velo pietoso, con adeguati rimbrotti ai vertici regionali che, purtroppo sono sempre estremamente morbidi, senza ‘rivoluzioni’, verbali e di fatto.
Quanto ai 500.000 mila euro stornati, due anni prima, dalla legge su Ibla, il Sindaco fu attaccato non per il gesto di approvazione quanto perché i soldi andavano a coprire le inefficienze di comuni viciniori, che si erano dati alle spese pazze e, per giunta, avversi campanilisticamente verso la città di Ragusa.
Quanto ai rappresentanti locali del governo Crocetta, poco da dire se non che sono inquadrati nelle comiche della compagnia.
Ancora Porsenna addebita all’onorevole Dipasquale la cancellazione della Legge della Ibla, asserzione che rivela totale ignoranza delle dinamiche politiche attualmente in atto.
Per le vicende di palazzo, Porsenna rallegra l’uditorio con la barzalletta che la maggioranza non è in crisi: non si comprende come si possano scrivere simili fandonie, conoscendo, fra l’altro i contenuti dei suoi interventi nelle riunioni di gruppo.
Se il consigliere considera un chiarimento quello di Partecipiamo, che chiede, non ricevendo ancora risposta, l’azzeramento di quanto avvenuto, ha letto, di certo, di sfuggita, il comunicato della stessa associazione.
Politicamente accettabili le critiche sui cambi di casacca e sulle nuove alleanze politiche, con la leggerezza della valutazione sulle adesioni sconfessate superate dall’autorevole intervento dell’on.le Minardo che non viene nemmeno considerato. Le normali agitazioni all’interno dei rispettivi gruppi che si sono alleati, rientrano nelle normali fibrillazioni di personaggi di terza e quarta fila che non sembrano meritorie di attenzione in un civico consesso.
Il finale è degno di uno spettacolo pirotecnico, quando si dà il massimo alla fine dello spettacolo: dopo averne assecondato i capricci per oltre un anno, Porsenna scopre ora che il tavolo dell’Osservatorio per la Tassa di soggiorno è un tavolo parapolitico e rivendica la decisione di verificare bene la destinazione delle somme per l’aeroporto di Comiso, in origine contestualizzato nel girotondo di ‘favori’ al quale i grillini assistettero impotenti.
Ovvie, alla fine, le considerazioni sulla questione dei lavoratori dell’idrico.
Restiamo sempre dell’opinione che non valga la pena di convocare una seduta del consiglio comunale per interventi di questo tipo, con argomentazioni, spesso, di scarso livello e prive di fondamento, anche politico.
