Caos totale a Palazzo dell’Aquila

di Cesare Pluchino
Le questioni irrisolte all’interno del Movimento 5 Stelle riportano tensioni e fibrillazioni nei lavori del Consiglio Comunale

Situazione ormai insostenibile, destinata stancare anche i più pazienti nell’attendere le soluzioni auspicate.
La tensione, nel pomeriggio di giovedì 17 marzo, al primo piano di Palazzo dell’Aquila, era palpabile, e non per un solo motivo.
Una seduta del Consiglio Comunale diventa, puntualmente una giocata alla roulette, consiglieri, giornalisti e lo scarso pubblico sembrano quei giocatori che stazionano nelle ricevitorie del lotto, con gli occhi incollati alle tv a circuito chiuso che diffondono in tempo reale le estrazioni dei vari giochi.
Nell’aula consiliare di Palazzo dell’Aquila, il divertissement è quello di contare il numero dei presenti in aula, utili a mantenere il numero legale: basta che uno si alzi per andare a prendere una bottiglietta d’acqua per suscitare il panico, mancherà il numero legale? si aggiornerà la seduta a un’ora dopo? si aggiornerà alle 24 ore? e via alla conta, con qualche puntata nei corridoi per verificare se qualcuno si attarda a entrare in aula o è andato via.
Esito scontato, del resto annunciato, del primo appello, alle 18.30 si constata la mancanza del numero legale e si aspetta la seconda chiamata. È l’occasione per contatti, per riunioni ristrette, per uno scambio di opinioni sulla situazione non certo felice, per carpire informazioni su possibili sviluppi per le tante questioni irrisolte.
In particolare, si guarda all’ingresso per vedere l’arrivo dei consiglieri di Partecipiamo, la cui presenza risulta determinante per il raggiungimento del numero legale, al netto dei consiglieri di minoranza che sono allenati a defilarsi istantaneamente al suono della campanella per l’appello.
Nell’intervallo fra le due chiamate, l’episodio forse più importante della serata, di certo quello che ha determinato un nervosismo diffuso, facilmente percebile, ancora di più malcelato e, addirittura, candidamente svelato dagli stessi consiglieri del Movimento 5 Stelle.
C’è stato un incontro dei consiglieri pentastellati con il Sindaco, è venuta fuori, per bocca del primo cittadino, la possibilità che, nel contesto del rimescolamento di posti in Giunta, nell’ambito della questione da risolvere con Partecipiamo, non sarebbe esclusa l’ipotesi di non estromettere dalla compagine assessoriale l’assessore Stefano Martorana.
Per molti la conferma di una posizione, da tempo malcelata, di non voler dare seguito ad assicurazioni, promesse e strette di mano al cospetto dei pezzi grossi del Movimento, l’ennesima conferma della totale indisponibilità a far fuori l’assessore nel mirino dei contestatori, dei dissidenti che, però, l’hanno presa molto male.
Evidente il nervosismo, la stizza, la delusione che si traduceva, per la prima volta, in più di un consigliere, in una improvvisa disponibilità ad esternare il malessere e a raccontare l’esito dell’incontro senza particolari elementi di riservatezza.
La seduta rispecchiava lo stato di latente nervosismo, si affrontava il punto all’OdG relativo all’adozione delle misure correttive sul consuntivo 2013 imposte dalla Corte dei Conti, non mancavano, negli interventi, gli elementi di critica da parte dei consiglieri di Partecipiamo e dello stesso Movimento 5 Stelle, con l’anticipazione dei temi che domineranno il prossimo futuro, inerenti il bilancio preventivo 2016 e quello consuntivo 2015.
È stato evidenziato che, ancora una volta, a soli 12 giorni dalla scadenza attualmente in vigore, non c’è traccia del bilancio, nemmeno sotto forma di bozza da sottoporre ai consiglieri, nonostante le reiterate sollecitazioni che, già dall’anno scorso, sono pervenute all’amministrazione per il rispetto dei tempi al fine di non sottoporre al Consiglio un bilancio che, presentato in enorme ritardo, assume più i connotati di un consuntivo che non di un bilancio preventivo, di programmazione.
I correttivi mettevano in evidenza criticità delle strategie sui bilanci e paventavano la possibilità di ritrovare le stesse anche nei consuntivi successivi, esponendo le manovre finanziarie ai costanti rilievi della Corte dei Conti.
L’atto veniva approvato con la maggioranza risicata di 16 voti che acclaravano la determinante presenza in aula del consigliere Iacono, unico rappresentante di Partecipiamo che garantiva il sostegno all’amministrazione nonostante le questioni aperte e irrisolte nell’alleanza.
Il secondo punto all’OdG veniva incardinato grazie alla plateale permanenza in aula dei consiglieri di opposizione Tumino, Lo Destro e Migliore che si offrivano di garantire il numero legale per permettere la discussione sulla riqualificazione urbanistica e paesaggistica dell’area di approdo dell’elettrodotto Italia Malta.
Ancora una volta, l’amministrazione impantanata sul passato, su questioni come il bilancio 2013 o la questione dell’elettrodotto, che tolgono tempo ai problemi attuali ed emergenti della città.
Le opposizioni, nonostante l’argomento fosse passato in commissione, tirano fuori ogni sorta di eccezione, le competenze del consiglio comunale, l’abbattimento del depuratore, l’acquisto di un terreno adiacente, la necessaria preventiva approvazione del Consiglio che collide con l’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente, prevista negli accordi iniziali.
Fra polemiche e richieste di sospensione, si arriva alla mancanza del numero legale che fa rinviare la seduta alle 24 ore, non mancano le ipotesi di un ritiro dell’atto, anche per l’assenza in sede del dirigente competente che ha seguito l’iter della pratica, già dalla precedente amministrazione.
E si ricomincia con il conteggio dei possibili presenti nella seduta successiva, evidenziando assenze giustificate, assenze annunciate e possibili impegni che potrebbero ridurre il numero di componenti della maggioranza, potenzialmente esposti ad un colpo di mano delle minoranze.
Una situazione che, di certo, non può andare avanti così per molto, occorre chiarire i termini dell’alleanza con Partecipiamo, ma, soprattutto occorre sanare i malesseri latenti all’interno del gruppo consiliare pentastellato per poter affrontare i prossimi lavori del consiglio con dignitosa tranquillità.

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