di Cesare Pluchino
Le condizioni dell’attività consiliare sono connotate da profonda criticità della maggioranza che non trova più i suoi numeri
Impossibile, ormai, trovare aggettivi per definire le condizioni del Consiglio Comunale di Ragusa, del tutto allo sbando dopo la mancanza dell’appoggio di Partecipiamo che attende solo di essere ufficializzata.
La mancata rielezione di Giovanni Iacono alla Presidenza del Consiglio, l’indifferenza nei confronti del suo gesto di dimissioni a difesa della città, il silenzio ufficiale dell’amministrazione, hanno provocato legittime reazioni che hanno visto solo il gesto di responsabilità di Iacono, per altro poco capito e, comunque, non apprezzato, che ha garantito, con la sua presenza, l’approvazione dei correttivi richiesti dalla Corte dei Conti sul consuntivo 2013.
Per il resto un disimpegno non ufficiale, assimilabile alle assenze di due componenti la maggioranza grillina, per impegni non meglio specificati dei due consiglieri di Partecipiamo che hanno determinato la chiusura anticipata, per mancanza del numero legale, di due sedute.
Ma occorre rilevare che sull’atto riguardante l’area di approdo dell’elettrodotto c’è stata l’assenza strategica di tutti i consiglieri che, a questo punto, per vari motivi, costituiscono il ‘male’ che affligge consiglio e amministrazione pentastellata
Le opposizioni non ritengono di offrire sostegno nella particolare situazione e procedono sulla via di strategici abbandoni dell’aula, non prima di aver dedicato tempo ai consueti interventi, in apertura di seduta, caratterizzati dalle solite inefficaci giaculatorie sulle criticità politiche ormai a tutti note.
Il gruppo consiliare non sembra particolarmente impressionato dalla situazione, ci scherza sopra, rassegnato, confida nel terzo appello del giorno successivo alla seduta, dove occorrono solo 12 presenze per illudere e illudersi che tutto si può risolvere.
Non c’è da meravigliarsi per l’atteggiamento per nulla preoccupato dei consiglieri, se anche il sindaco, a detta degli esponenti del Movimento, se la prende comoda a risolvere le questioni in sospeso e sembra, addirittura, irremovibile di fronte alle richieste del gruppo consiliare.
Anche la venuta del leader regionale del Movimento 5 Stelle, l’on.le Cancelleri, come confermato da diversi consiglieri nel corso dell’ultima seduta del civico consesso, non è riuscita a dare una svolta, pare, addirittura, che le discussioni si siano incentrate sui due consiglieri che hanno votato per Iacono, alla ricerca delle motivazioni che li hanno indotti a dissentire dal gruppo, come se la cosa potesse contribuire a risolvere la situazione, ancorché non siano state motivazioni condizionanti dell’esito finale della votazione.
Segno evidente che sono tutti nel pallone e che il gruppo dei contestatori, che, dal mese di luglio dell’anno scorso, emette segnali di sofferenza, non accenna a rivedere posizioni che diventano, ogni giorno di più, determinanti per il prosieguo della vita amministrativa a palazzo dell’Aquila.
Una maggioranza ormai sbrindellata, le cui fratture difficilmente potranno essere ricucite se il primo cittadino non si affetta a prendere le decisioni del caso che, viste le tensioni esistenti, non è detto che risolvano tutti i problemi.
Disorientate sembrano anche le opposizioni che non mostrano la grinta che ci si aspetterebbe: si muovono a tentoni, non afferrano del tutto le motivazioni politiche alla base della protesta, hanno cavalcato la tigre della fronda contro Giovanni Iacono, uscendone in maniera anonima dalla contesa.
Qualcuno tenta di segnare gli interventi con toni forti e argomentazioni di una certa rilevanza, ma appare evidente che nessuno si salva: se la maggioranza non riprenderà le fila di una indispensabile sinergia con l’amministrazione, complice la risicata superiorità numerica, c’è il rischio che si vada tutti a casa e definitivamente, perché con lo spettacolo offerto alla città, sono pochissimi i consiglieri validi, che possono vantare coerenza di comportamenti e di atteggiamenti tali da potersi riproporre alle prossime amministrative.
Dopo il repulisti delle amministrative 2013, le prossime elezioni comunali non potranno vedere in competizione elementi che, per quanto hanno fatto vedere, sono destinati a essere consegnati agli affetti familiari e lavorativi, per il bene e il futuro della città e della collettività
Poteva essere il primo giorno di primavera, è stato ancora l’inverno della politica locale.
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