di Cesare Pluchino
Inevitabile non andare, con il pensiero, anche all’eleganza degli ex assessori Dimartino, Brafa e Conti
Scomposte le reazioni verbali dell’assessore dimissionario: le indiscrezioni, provenienti anche dall’interno della stessa associazione Partecipiamo, sui comportamenti e sulle reazioni da tenere dopo la mancata rielezione di Giovanni Iacono a Presidente del Consiglio, le minacce di querela profferite in aula per chi aveva parlato di attaccamento alla poltrona, la carenza di parole ufficiali a sostegno del leader di Partecipiamo, le assicurazioni ai colleghi di giunta sull’effettiva valenza dell’ultimatum di Partecipiamo e il minimizzare i livelli di esasperazione politica del leader, il ritardo di trentasei ore nella formalizzazione delle dimissioni, ci avevano consegnato un quadro abbastanza fedele della statura politica di Salvatore Martorana, al momento ex assessore della Giunta Piccitto.
Le dichiarazioni riportate da un autorevole giornale on line, che non attengono solamente alle dimissioni ma spaziano, con considerazioni personali, sull’universo del gruppo consiliare pentastellato e si addentrano in poco eleganti valutazioni su colleghi di giunta, hanno segnato la differenza con i predecessori dimissionari o dimissionati.
Il dimissionario Martorana ha sbroccato di brutto, in malo modo, forse ancora prima di aver consegnato le dimissioni al protocollo, malcelando nervosismo e cogliendo di sorpresa anche il suo leader per i contenuti di una intervista rilasciata, forse, troppo presto per non tentare di condizionare eventi prossimi, o, forse, come pensano alcuni, volutamente tempestiva per condizionarli, magari d’accordo con qualcuno molto in alto.
Quanta eleganza nell’uscita di scena di Stefania Campo, quanta signorilità in quella di Giuseppe Dimartino, quanta riservatezza nel comportamento di Flavio Brafa, quanto autorevole contegno nei comportamenti di Claudio Conti.
Elementi tutti da rivalutare e, in qualche caso, consigliabili di riutilizzo.
Cosa non ci va giù dell’intervista ripresa da reteiblea.it ? ( http://reteiblea.it/53649/ )
Intanto toni da tregenda, svicolando dalla lucidità tenuta da Giovanni Iacono, veramente impegnato a salvare il salvabile nell’interesse della comunità.
L’ex Presidente del Consiglio aveva sottolineato il gesto sconveniente, iniquo, prevaricatore, la mancanza di condivisione nelle scelte, che facevano emergere il venire meno delle condizioni di fiducia, di lealtà, di pari dignità che erano alla base dei patti sottoscritti. Un capolavoro di dialettica, consueto per Giovanni Iacono.
Perché Martorana ci parla dei motivi che avevano invogliato ad appoggiare il governo a 5 Stelle per raggiungere determinati obiettivi, vanificato dai consiglieri che hanno reso impraticabile questa strada?
Le dimissioni, per il tradimento o per la mancata verifica che, pure, andava avanti da mesi senza riscontri?
Martorana si preoccupa di più per come è stato trattato, senza accennare a come è stato trattato Giovanni Iacono!
Si lamenta delle accuse gratuite e offensive alla sua persona e alla sua storia politica: questa volta lo fa senza minacciare querele, come, invece, aveva fatto in aula, ma sbrocca nei confronti dei consiglieri grillini: auspica che qualcuno si renda conto che le accuse provengono da chi “non ha alcun titolo e diritto per sedere in Consiglio”, gente che, secondo Martorana dovrebbe dimettersi.
Ma perché non ha mai tirato fuori questa storia? Fino a quando è stato in Giunta, questi tizi avevano titolo e diritto per sedere in Consiglio?
Per Salvatore Martorana una maggioranza consiliare che ha, come unica cifra, quella degli attacchi, non solo alla sua persona e all’alleanza con Partecipiamo. Si preoccupa, piuttosto, e questo ha scatenato mille illazioni, degli attacchi al Sindaco che verrebbe indebolito e pericolosamente delegittimato, entrando, inopinatamente, nelle questioni interne di una maggioranza che si “auto danneggerebbe con questi colpi di testa, esponendosi a critiche pesantissime in Consiglio, critiche a cui è difficile, se non impossibile, rispondere”.
Le stesse critiche, rivolte sempre ai pentastellati, che, prima, rintuzzava puntualmente dai banchi dell’amministrazione. Allora non era né difficile, né impossibile!
In chiusura dell’intervista, Martorana eccepisce sulle scarse capacità comprensive di chi metterebbe in discussione il leader, cioè il Sindaco, senza capire che, per quello che ci hanno propinato, nel Movimento 5 Stelle c’è la base e non ci sono i leader, meglio non addentrarsi in casa d’altri.
Prende poi le difese del collega omonimo, per il quale gli attacchi sono inutili, servono solo a delegittimare il Sindaco, scivolando in una pericolosa caduta di stile nei confronti dei suoi ex colleghi di Giunta.
Martorana, al culmine del suo sfogo, sentenzia che il sindaco “ha due uomini di fiducia uno è Martorana e l’altro è Iannucci”, derubricando a pura manovalanza gli assessori Corallo e Zanotto e innescando una serie di illazioni che, tenendo conto della incontestabile e seria fede grillina dei due, lascia spazi aperti, invece, alle considerazioni sulla natura pentastellata dei suoi preferiti.
Qualcuno è arrivato a pensare a mosse concordate, propedeutiche ad un azzeramento della compagine assessoriale, in preparazione di una giunta di salvezza nazionale nella quale i salvatore sarebbero presto ingaggiati, sul modello di precedenti esperienze, purtroppo fallimentari, già note a Palazzo dell’Aquila.
Con le opposizioni che ci ritroviamo e con i consiglieri pentastellati intenti a postare sorteggi di scrutatori e riserve sugli Odg approvati, tutto è possibile.
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