Aeroporto di Comiso, Dipasquale pronto alla battaglia, la società civile blatera inutilmente

Sull’aeroporto di Comiso l’on.le Dipasquale, deputato al parlamento siciliano per il Partito Democratico e segretario dell’ufficio di Presidenza della stessa Assemblea Regionale Siciliana, si mostra deciso alla lotta politica, alle barricate, di fronte alle voci che vorrebbero i fondi destinati per l’aeroporto, e per il servizio cargo, distratti per altri utilizzi

Dopo l’approvazione in V Commissione ARS del piano di spesa a sostegno dell’aeroporto Trapani Birgi e Comiso, avvenuta qualche giorno fa, interviene l’on. Nello Dipasquale: “L’approvazione del piano è necessaria per impedire che vengano tagliati i fondi destinati a queste infrastrutture, nonostante il Governo Musumeci sia intenzionato a cancellarli durante l’esame della futura legge finanziaria. Un taglio che ancora non c’è stato – spiega il parlamentare ibleo – e che ovviamente troverebbe da parte mia le barricate nel Parlamento regionale. Sarebbe assurdo”.

“In particolare, le risorse per l’aeroporto di Comiso attualmente disponibili e in attesa di essere erogate – aggiunge Dipasquale – esistono perché da parlamentare di maggioranza nella precedente legislatura e di minoranza in questa mi sono impegnato perché ci fossero e non intendo minimamente rinunciarvi”.

“Da questo Governo regionale ci aspettiamo semmai un incremento degli stanziamenti, ma – conclude – se dovesse proseguire nell’intento di tagliare troverà una dura opposizione”.

Se qualche politico mostra i denti, da parte di esponenti della società civile, di associazioni, di comitati vari, come accade per la Ragusa – Catania, per l’autostrada, solo vane parole, inutili, senza un briciolo di tentativo di rivolta, pacifica, contro i soprusi tollerati da questo territorio.
Gli stessi che nulla hanno eccepito contro i cervellotici contributi per le nuove rotte, gli stessi che non hanno eccepito nulla contro le nomine assurde, del passato, ai vertici dell’aeroporto, gli stessi che non hanno compulsato i politici e gli amministratori locali per azioni forti contro il governo regionale responsabile del mancato rilancio dello scalo.
E’ così che il direttivo del Centro commerciale naturale Antica Ibla si rivolge ai rappresentanti politici e istituzionali del territorio provinciale, ai primi cittadini di Ragusa e Comiso in particolare, alla deputazione nazionale e regionale, ai vertici di SOACO e SAC: “Mentre l’aeroporto di Catania si prepara a festeggiare, lunedì, quota 10milioni di passeggeri in un anno, allo scalo di Comiso si stimano 90mila passeggeri in meno per il 2019 e lo stesso per primavera-estate 2020. Chiediamo: quando avverrà il tanto annunciato rilancio del ‘Pio La Torre’?”.
“Ancora una volta – dicono dal direttivo – come operatori del settore turistico ci troviamo a sottolineare la totale assenza di programmazione per questa importante infrastruttura. Fatta eccezione per il collegamento Comiso-Torino, non risultano al momento altre tratte rilevanti.
Non sono ancora partiti i famosi bandi per diversi milioni di euro (compresi i mai utilizzati fondi ex Insicem) destinati a rendere appetibile lo scalo per le compagnie aeree, non si sa neanche chi li dovrebbe preparare; non ci sono novità per quanto riguarda la definitiva conferma della continuità territoriale annunciata più volte come cosa fatta né si sa qualcosa in merito al nuovo piano industriale di rilancio, del quale ha parlato come intenzione anche l’AD SAC Nico Torrisi, ma senza dare certezze”.
“C’è un territorio fatto di giovani costretti ad emigrare al Nord, mentre quest’area ha appena perso, si stima, circa 25milioni di euro dal settore turistico – concludono – e abbiamo quindi l’impressione che qualcuno si stia accontentando di tenere questa importante infrastruttura vuota. Chiediamo risposte e qualcuno dovrebbe assumersi la responsabilità di parlar chiaro”.
L’ennesimo tentativo di scuotere la classe politica e dirigente con la solita retorica, con la presunzione di definirsi ‘operatori del settore turistico’ in virtù della gestione di qualche B&B e qualche esercizio di ristorazione, con la velleità di risolvere le problematiche del turismo fra qualche visita guidata corredata da degustazioni, con la cecità di seguire chi non riesce a praticare politiche adeguate al rilancio del territorio e della sua economia.

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