La situazione critica del Pronto Soccorso di Ragusa è sotto gli occhi di tutti. E’ evidente, come evidente è la carenza di medici in numero assolutamente inferiore alle richieste di intervento.
Chi ha esperienza di un pomeriggio al Pronto Soccorso del ‘Giovanni Paolo II’, come chi scrive, può dire che ha visto lo stesso medico alle 15 e alle 23, un medico che, alla battuta se fosse di turno h24, ha risposto che dopo il turno era di reperibilità e ha preferito restare in pronto soccorso.
Come pure ci si può rendere conto che se entra uno con una tachicardia o un politraumatizzato per un incidente stradale, i codici gialli o verdi possono anche aspettare ore, solo per la dimissione.
Casomai ci sarebbe da discutere sulla sala di attesa, affollatissima, disordinata, priva della minima privacy, dove ci sono pazienti o aspiranti tali, parenti, amici, assurda per un ospedale nuovo che dovrebbe essere concepito secondo criteri d’avanguardia, con il primo controllo per il triage sotto gli occhi di tutti, c’è più privacy alla Posta per pagare un bollettino.
Naturale che in questa situazione dilagano le critiche e le note di movimenti e partiti politici che trovano argomenti, secondo loro per fare politica.
Quasi sempre, però, le critiche sono rivolte alle persone sbagliate, è abbondantemente chiaro che il Direttore Generale dell’Azienda dipende direttamente dall’assessore alla sanità e dal Presidente della Regione, senza l’avallo dei quali non può prendere nessuna decisione, né può adottare provvedimenti, né, tantomeno, assumere personale come sarebbe logico fare.
Allora qualcuno, invece di fare sfoggio di foto con il Presidente della Regione o di non nascondere precise simpatie politiche che vanno nella direzione dei vertici della sanità regionale, invece di fare comunicati potrebbero direttamente telefonare ai loro amici e diffondere comunicati per riferire delle risposte avute.
E’ il caso del presidente dell’associazione politico culturale Ragusa in Movimento, Mario Chiavola, che, con una lettera aperta, sollecita interventi al Direttore Generale Aliquò per i disagi che non accennano a diminuire, nonostante le tante proteste.
Per Chiavola, la situazione al Pronto Soccorso del ‘Giovanni paolo II’ è un disastro, per le tante ore di attesa alle quali è costretta l’utenza.
Il manager è sollecitato a reclamare l’attenzione che il Pronto Soccorso richiede merita, pur riconoscendo che lo stesso si impegna e fa il possibile per venire incontro alle criticità per assicurare degli standard qualitativi di un certo tipo.
In chiusura del suo intervento il Presidente di Ragusa in Movimento è particolarmente critico con Aliquò per i suoi silenzi, perché non dice nulla sull’argomento, dovrebbe, invece, aver il coraggio di attivare i provvedimenti necessari, nella certezza che avrà, dice Chiavola, la popolazione ragusana dalla sua parte, popolazione pronta a scendere in piazza, a fare le barricate, per avere un Pronto Soccorso efficiente al massimo per l’utenza.
Ma non sarebbe meglio rivolgere le stesse istanze all’assessore regionale competente o, meglio, al capo del Governo regionale ?
