Gianni Iurato ferma lo sviluppo di 96 alloggi di edilizia economica e popolare, nati nel 2010, già l’anno dopo, nel 2011, uno sviluppo precoce e gli alloggi diventano 103, 8 anni dopo un’altra richiesta, dopo che i lavori delle relative opere di urbanizzazione presero il via il 9 settembre del 2011, di modifica per aumentare il numero degli alloggi, da 103 a 126.
Tutto bloccato, nella seduta del civico consesso che doveva approvare la variante al Piano Urbanistico Attuativo per la costruzione di 126 alloggi delle cooperative Albatros, Aldo Moro, San Giorgio e Orsa Minore, ma non perché qualcuno dei consiglieri ha eccepito qualcosa sull’aumento spropositato delle unità immobiliari, pur mantenendo la stessa cubatura, fenomeno strano del quale appresso il consigliere Gianni Iurato fornisce le sue spiegazioni possibili, ma per un rilievo sollevato dallo stesso consigliere.
In pratica, in aperto scontro con la segreteria generale dell’ente, il consigliere Iurato eccepisce che l’atto potrebbe essere inficiato perché nessun consigliere è stato messo nella condizione, da parte degli uffici dell’ente di palazzo dell’Aquila, di potere verificare i nominativi dei componenti delle cooperative che intendono realizzare il completamento degli alloggi per appurare se ci sono parenti o amici, così come previsto dalle norme vigenti, circostanza che impone di fatto al consigliere eventualmente interessato non solo di astenersi dalla votazione ma anche dalla trattazione del punto.
Non essendo stata valutata con attenzione la compatibilità di ciascun componente del Consiglio Comunale, anche i consiglieri di maggioranza hanno ritenuto opportuno seguire la linea di Iurato e hanno votato per il rinvio del punto.
In una nota, dove Iurato parla delle possibili incompatibilità dei consiglieri ma, in effetti, spiega la stranezza di questo aumento delle unità abitative, viene spiegata la questione come raramente avviene per questioni urbanistiche ed edilizie, i cui atti sono sempre resi oscuri dal groviglio di norme e regolamenti poco comprensibili ai non addetti ai lavori
Ancora una volta il competente e preparato consigliere Iurato mette in imbarazzo amministrazione, uffici e maggioranza che si apprestava a votare l’atto, senza alcuna discussione in merito, motivando le sue osservazioni in maniera specifica e con puntuali riferimenti normativi.
La vicenda è molto complessa e merita di essere inquadrata con tutti gli elementi necessari per farsi un’adeguata idea. Si comincia con la delibera n. 30 del 29 marzo del 2010 quando il Consiglio comunale votò il progetto di quattro cooperative per la realizzazione di 96 alloggi in contrada Nave a Marina di Ragusa.
Il 10 febbraio del 2011 il Comune stipulò la relativa convenzione urbanistica. Contestualmente alla stipula della convenzione, le cooperative presentarono una richiesta di modifica per aumentare il numero degli alloggi, mantenendo salva la superficie della cubatura, da 96 a 103. Modifica che fu autorizzata dal civico consesso qualche settimana dopo.
I lavori delle relative opere di urbanizzazione presero il via il 9 settembre del 2011.
Dopo 8 anni, il 12 settembre del 2019, queste cooperative avanzano una seconda richiesta di modifica, per portare gli alloggi da 103 a 126, sempre nel pieno rispetto della cubatura.
Del fatto che tutte e quattro le cooperative, pur avendo le necessarie autorizzazioni, non abbiano iniziato per 8 anni i lavori suona strano, come se ci fosse una regia unica per un progetto che è facilmente intuibile, ancorché reso possibile dalle normative.
Lo stesso consigliere Iurato, nella sua nota, evidenzia come si sia fondamentalmente opposto, negli anni, all’edilizia economica e popolare a Marina di Ragusa, perché il rischio era quello di creare, come in effetti sembra essere accaduto, un certo numero di seconde case dei ragusani, circostanza che non rispondeva affatto all’esigenza di questa tipologia di edilizia i cui costi, in fondo, ricadono sulla collettività.
“Oggi, magari, può essere diverso perché un certo numero di giovani ha riscoperto la bellezza di risiedere a Marina e quindi ha la necessità di potere contare su una prima casa a prezzi agevolati.
In ogni caso, a fronte della richiesta avanzata dalle cooperative, c’è il rischio che si possano prefigurare condizioni presunte legate al fenomeno della speculazione edilizia, come dire che i piccoli appartamenti a Marina risulterebbero più vendibili. Quindi, a fronte della stessa cubatura, si prova a ricavarne molti di più. Un’operazione che, se così fosse, evidentemente non vedrei di buon occhio”.
Questo dice il consigliere Iurato che, di fatto, spiega tutto in maniera chiara e inequivocabile.
Poi aggiunge: “Occorre precisare che l’atto approdato in Consiglio comunale godeva dei pareri favorevoli del settore VI del Comune e della Soprintendenza. Quest’ultimo rilasciato a patto che si proceda alla pulizia e al consolidamento di una piccola trincea della Seconda guerra mondiale e di una casermetta che sorgono ai margini dell’area presa in considerazione (strutture che, per dirla tutta, sono già salvaguardate dall’articolo 67 del regolamento sulle norme tecniche di attuazione del Prg, articolato che ho presentato io stesso a suo tempo e grazie a cui sono stati vincolati tutti i monumenti riguardanti la Seconda guerra mondiale)”.
Iurato, in Consiglio, ha precisato che esiste una specifica ed ampia normativa che riguarda sia i dipendenti pubblici sia i consiglieri comunali circa l’obbligo di astensione su alcuni atti amministrativi.
“Mentre l’incompatibilità per i dipendenti – sottolinea il consigliere di Ragusa Prossima – è prevista dall’articolo 7 del dpr n.62 del 2013, includendo parenti sino al secondo grado per non parlare di amicizie abituali, le norme che riguardano i consiglieri comunali sono il decreto legislativo 267/2000 testo unico Enti locali nonché la sentenza della quinta sezione del Consiglio di Stato 2790 del 13 giugno 2017 in cui si precisa l’obbligo d’estensione che gli stessi sono chiamati a osservare.
In questo caso stiamo parlando di parentela sino al quarto grado oltre che di amicizie abituali.
Un vincolo vigente sin dal momento in cui arriva in discussione la proposta. Infatti, il consigliere comunale con potenziali vincoli di incompatibilità non può neppure trattarla per evitare di influenzare o di orientare le votazioni. La violazione di quanto sopra determina un vizio complessivo sull’intero atto”.
In definitiva, superando le resistenze della segreteria generale, che ha insistito sulla necessità di procedere comunque all’esame del punto., Iurato ha ottenuto il riconoscimento che, prima dell’arrivo in aula del punto in questione, tutti i consiglieri comunali dovevano essere messi a conoscenza dei nomi dei componenti delle cooperative per determinare o meno l’incompatibilità di ogni singolo componente del civico consesso.
Sollevando la questione, ha potuto ottenere che l’atto non venisse esitato è fosse rinviato.
Se, nelle more della verifica di eventuali incompatibilità, i consiglieri comunali, soprattutto di maggioranza, dovessero riflettere sulla stranezza dell’aumento delle unità immobiliari, diminuendo la superficie mantenendo la cubatura, è tutto da vedere.
