Partecipiamo conferma la netta opposizione all’Atto Aziendale ASP

di redazione
Si preannuncia il ricorso al TAR da parte del Comune di Ragusa e si chiede una diffida ai vertici ASP per bloccare ogni spostamento di strutture

Le notizie inerenti le delibere dell’Azienda Sanitaria relative al recepimento dell’approvazione regionale dello stesso, con la relativa dotazione organica, unitamente quelle sulle sollecitazioni della periferia per attuare spostamenti di strutture, provocano le reazioni del Direttivo dell’associazione Partecipiamo, di cui è leader Giovanni Iacono, già Presidente del Consiglio Comunale di Ragusa, vicepresidente nazionale di FederSanità – ANCI

Questo il testo integrale della nota diffusa sulla questione:

Da Ragusa non si sposta nessuna struttura!

La sanità a Ragusa città, come ha voluto il piano aziendale dell’Asp, è sempre più sanità ‘privata’.
Il tutto a carico e a spese dei cittadini di Ragusa e con buona pace dei quasi 60 milioni di euro spesi per un ‘nuovo’ Ospedale che, sulla carta, nelle norme, dovrebbe essere di riferimento e di ‘primo livello’ e che invece è stato spogliato prima ancora di essere inaugurato!
Anche in questo caso sono gravissime le responsabilità della deputazione regionale che ha sostenuto ed avallato un piano aziendale privo di qualsiasi dato a supporto delle scellerate scelte ed in contrasto con le norme stesse a cominciare dal DM 70/2015.
Un piano aziendale che è stato ‘approvato’ dal governo Crocetta e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4.3.2016.  Un decreto, incredibilmente e palesemente contradditorio, una somma, un capolavoro del tutto e del contrario di tutto, un assemblaggio dove si citano una sfilza di norme e decreti assessoriali che dal piano stesso sono in oggettive e chiare distonia e distanza!
Tre su tutte: il DM 70/2015, il D.A. 46/2015 e la risoluzione 54 approvata dalla VI Commissione dell’ARS nella seduta n. 192 del 27/01/2016.
Nel decreto si citano a iosa questi riferimenti normativi che prevedono in maniera chiara quali  strutture deve avere l’ospedale di primo livello, come Ragusa, e la dotazione di  strutture che devono avere i ‘presidi ospedalieri di base’ ed anche la Commissione dell’ARS, presieduta dall’on.le Di Giacomo, vincolante,  nella risoluzione 54 (che cita a riferimento lo stesso contraddittorio decreto) recita testualmente: “il mantenimento dell’UOC di malattie infettive e tropicali a Ragusa” oltre al “mantenimento e l’eventuale ripristino di tutte le UOS e UOSD previste nel D.A. 46/2015 ‘riqualificazione e rifunzionalizzazione della rete ospedaliera territoriale.”
Le norme citate sono chiare e la ‘traduzione’ delle stesse fa il contrario di ciò che le norme prescrivono!
Un modo per eludere quanto previsto nel Decreto Balduzzi e nei rilievi emanati dal Ministero della Salute.
Il Comune di Ragusa presenterà ricorso al TAR e chiediamo anche l’immediata diffida alla direzione delll’ASP di Ragusa a non spostare nulla da Ragusa.
La vicenda non è per nulla chiusa anzi per certi versi “comincia” adesso!
Nei prossimi giorni, inviteremo i Cittadini a presidiare l’Ospedale di Ragusa perché se di ‘trasloco’ si deve parlare ci sembra più logico sostenere il “trasloco “di Aricò, del suo entourage e dei suoi riferimenti politici perché la sanità pubblica a Ragusa non permetteremo a nessuno di smantellarla!
Il Direttivo di Partecipiamo

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