Acquisito il riconoscimento della ZES, la CNA di Vittoria chiede ulteriori misure a supporto dell’economia locale.
Questa la nota della Confederazione di Vittoria:
Il Piano di sviluppo rurale (Psr) ci dice che il territorio di Vittoria è un’area rurale ad agricoltura intensiva, cioè una macro-area B. Questa classificazione, paradossalmente, ci ha penalizzato perché se è vero che la serricoltura sfrutta al massimo la capacità produttiva del terreno, è anche vero che la stessa si sviluppa quasi esclusivamente lungo la fascia costiera. Il resto del territorio agricolo ricade in un contesto che è di area rurale intermedia, cioè macro-area C.
Se questa parte significativa del nostro territorio avesse avuto questo riconoscimento, Vittoria sarebbe entrata in uno dei due Gruppi di azione locale (Gal) nati in provincia e quindi avrebbe ottenuto fondi per interventi riguardanti agriturismo, b&b, fattorie didattiche.
E’ la riflessione formulata dal presidente della Cna territoriale di Ragusa, Giuseppe Santocono, in uno al presidente della Cna comunale di Vittoria, Rocco Candiano, rispetto a una determinazione di primaria necessità per la crescita e lo sviluppo del territorio. “
Facciamo notare che un pezzo dell’agro di Vittoria – continuano Santocono e Candiano – ricade nel comprensorio dell’olio Dop Monti Iblei; l’area più significativa del Docg Cerasuolo classico è dentro lo stesso agro, tant’è che Vittoria dà pure il nome al vino (Cerasuolo di Vittoria Docg); a queste due eccellenze va aggiunto il recente riconoscimento del distretto del cibo.
È fin troppo evidente come queste eccellenze agroalimentari si realizzino in ambienti agricoli per nulla intensivi e gli stessi sono forti attrattori di nuove forme di turismo che stanno via via crescendo.
Alla luce di questi fatti concreti emergono due domande che giriamo alla deputazione regionale tutta: perché la classe politica locale, pur conoscendo queste caratteristiche agro-produttive, non ha fatto nulla per farle entrare in una classificazione che le differenziasse?
Esiste la possibilità, o meglio la volontà politica, per poter rimodulare queste aree che non riguardano solo il Comune di Vittoria ma anche il comune di Comiso e di Acate?
In questi tre comuni del libero consorzio operano oltre 1.800 imprese artigianali molte delle quali a servizio di attività agricole non intensive; valorizzare e sostenere queste ultime significa promuovere e rafforzare le prime oltre a incentivare chi vuole crearsi un’impresa; a meno che non si pensi che quest’area sia figlia di un dio minore e quindi non meriti attenzione”.
“La politica – aggiungono i vertici della Cna locale – non ha il compito di creare posti di lavoro in senso stretto ma senz’altro quello di gettare le basi per favorirne la nascita perché il lavoro si crea sostenendo le risorse che il territorio offre e promuovendo le capacità proprie del suo patrimonio umano”.
Con una lettera inviata alla CNA di Vittoria, l’on. Nello Dipasquale, parlamentare regionale del Partito Democratico, ha risposto a una nota dello stesso ente confederale nella quale i vertici della CNA cittadina e provinciale esprimono soddisfazione per il riconoscimento della Zona Economica Speciale per il Comune di Vittoria, ma allo stesso tempo chiedono la possibilità di rimodulare la classificazione delle aree relative al Piano di Sviluppo Rurale che, nella formulazione attuale, penalizza alcune zone della provincia come, appunto, Vittoria, Comiso e Acate.
“Sono disponibile a un incontro con i rappresentanti della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa – scrive Dipasquale nella missiva – per affrontare i temi sollevati e cercare una soluzione proprio come è stato fatto per le ZES nel bel mezzo dello scorso agosto, il 14 per la precisione, quando paventatosi il rischio del mancato riconoscimento ho sollecito l’azione dei commissari prefettizi per preparare la documentazione necessaria e l’attenzione dell’assessore regionale competente arrivando infine all’approvazione della Zes.
Per una rimodulazione della classificazione delle aree del PSR, che il sottoscritto sostiene da tempo anche se da un ruolo di opposizione, si dovrà procedere con un’azione coordinata tra politica, Confederazione e altri attori interessati alla questione”.
“Concordo sulle problematiche segnalate, ma bisogna tenere presente, comunque – aggiunge Dipasquale nella lettera alla CNA – che un eventuale processo di modifica delle procedure per la programmazione comunitaria comporta un impegno trasversale e la ‘volontà politica’ cui si è fatto cenno va ricercata non solo tra le forze politiche, ma anche nelle sedi e nei tempi opportuni.
In ogni modo, così come è sempre accaduto quando interpellato – conclude il parlamentare ibleo – sono pronto a sostenere le richieste poste per la futura programmazione o se si dovesse presentare una qualsiasi opportunità di intervento”.
