di redazione
Il primo cittadino diffida il Direttore Generale per il trasferimento di alcuni reparti, l’Associazione Costruttori Edili lamenta procedure estremamente restrittive per l’aggiudicazione dei lavori per il nuovo ospedale
Non sarà stato un rientro piacevole, dopo la pausa pasquale, per il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria, il dr. Maurizio Aricò, trovandosi bersaglio di comunicati ostili per il trasferimento di reparti e per le gare relative all’affidamento di importanti lavori presso il nuovo ospedale.
Già nella settimana precedente, c’era stata la nota di diffida dell’Associazione Partecipiamo, di cui è leader Giovanni Iacono, vicepresidente nazionale e presidente regionale di FederSanità – ANCI, che, anche nella veste di ex Presidente del Consiglio Comunale di Ragusa, aveva seguito particolarmente le questioni relative all’Atto Aziendale ASP.
Confermando i contenuti del comunicato di Partecipiamo, anche il Sindaco della città, Federico Piccitto, ha inviato, al Direttore Generale dell’ASP di Ragusa, una nota di diffida rispetto al paventato trasferimento, dopo le festività pasquali, di alcune unità operative (in particolare Otorinolaringoiatra e Malattie Infettive) da Ragusa a Modica
Piccitto ha invitato il vertice dell’ASP a sospendere eventuali trasferimenti, considerato anche che il Comune di Ragusa sta predisponendo gli atti di impugnazione, avanti il Giudice competente, del Decreto di approvazione del Piano aziendale dell’ASP di Ragusa, pubblicato sulla GURS del 4 marzo 2016, nonché dello stesso Piano Aziendale.
Il Sindaco sottolinea che sarà chiesta, anche, la sospensione della efficacia del Decreto e del Piano Aziendale, per cui, in caso di accoglimento della domanda cautelare, l’ASP andrebbe incontro a possibili sprechi di risorse e attività.
Il primo cittadino chiederà la sospensione del trasferimento, “considerato che entro breve termine si potrà conoscere l’esito del giudizio cautelare promosso dal Comune di Ragusa”, e ritiene che non ci siano ragioni di urgenza che possano giustificare un immediato trasferimento delle Unità Operative in questione.
Sul fronte dei lavori per il nuovo ospedale di Ragusa, si muove, invece, la sezione di Ragusa dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili che, in una nota a firma del Direttore, dott. Guglielmino, critica i criteri di aggiudicazione della gara relativa alla realizzazione della centrale di sub-sterilizzazione ed al completamento dei locali da destinare alla U.O. di Pediatria.
Secondo i rappresentanti di ANCE Ragusa, il criterio della miglior offerta, che si vuole utilizzare nella gara per i lavori citati, che prevedono l’acquisizione della progettazione definitiva ed esecutiva, nonché l’esecuzione di tutte le opere e provviste occorrenti per eseguire e dare completamente ultimate e a regola d’arte le opere inerenti, sono da considerare eccessivamente restrittive, non consentendo una partecipazione agevole per le aziende locali.
In particolare si contesta l’obbligo di associarsi con una delle pochissime aziende nazionali abilitate alla fornitura di sistemi di sterilizzazione, fattore che limita il mercato e la libera concorrenza.
Inoltre viene giudicato eccessivo il potere della commissione che, come previsto, può escludere quelle ditte che non raggiungono il 75% di valutazione tecnica.
Il Presidente dei Costruttori, Caggia, rivolge un appello alla Direzione aziendale, affinché venga bloccata, in autotutela la procedura di gara, provvedendo a formulare criteri nuovi e più trasparenti che possano allargare la partecipazione, riservandosi di adire l’Autorità Nazionale Anticorruzione che, già per analogo procedimento di un altro Ente appaltante, ha avuto modo di censurare questo tipo di procedure.
Desta qualche perplessità l’accorpamento in un’unica gara dei lavori per la centrale di substerilizzazione, di certo richiedenti massima specializzazione, con quelli per l’allestimento del reparto di pediatria.
Non solo perplessità, invece, ma sgomento, nel constatare come era stato propinato all’opinione pubblica il completamento di un’opera che assomma, ogni giorno di più, elementi mancanti, anche essenziali, tali da rendere necessaria una attenta verifica di quelle che erano le opere comprese nell’appalto originario.
Occorrerebbe verificare quali opere non erano state comprese nel progetto e perché, come pure occorrerebbe conoscere i motivi del mancato completamento delle sale operatorie, unitamente a tante altre discrasie, nella consegna dei lavori, che andrebbero evidenziate e rendicontate da chi ha firmato i verbali di consegna.
Si parla tanto di trasparenza e di pulizia, ma a nessuno viene da chiedere chiarimenti su aspetti così poco chiari relativi alla realizzazione del nuovo nosocomio.
