Salta la seduta di Consiglio Comunale che doveva approvare il Bilancio preventivo 2020

Squallida seduta di Consiglio Comunale che doveva approvare il Bilancio Preventivo 2020.
L’amministrazione voleva appuntarsi la medaglietta dell’approvazione entro i termini naturali del 31 dicembre, senza usufruire della proroga già stabilità al 31 marzo, dopo i successi del 2019 che hanno visto approvati i bilanci, preventivo e consuntivo, entro i termini stabiliti del 31 marzo e del 30 aprile.
Non è detto che l’obiettivo non possa essere raggiunto nella prosecuzione di seduta dell’ultimo giorno dell’anno, magari a rischio di fare aspettare i commensali al cenone, ma è chiaro che tutto dipende dal gioco che vogliono tenere le opposizioni che, dopo aver fatto mancare il numero legale per ben due volte, dovrebbero proseguire la strategia che è puramente ostruzionistica.
Se l’amministrazione voleva appuntarsi la medaglietta dell’approvazione del bilancio entro i termini, le opposizioni portano a casa il risultato di essere riusciti a bloccare, temporaneamente, il tentativo, riuscendo a dare solo fastidio, ma anche a sé stessi.
Perché non sarà certo piacevole passare l’ultimo giorno dell’anno nell’aula consiliare, senza un obiettivo importante per ciascuna delle due parti.
Nella passata consiliatura c’era pure una opposizione strumentale e ostruzionistica, ma era fatta con arte politica, nello stesso periodo dell’anno, per delle semplici variazioni di bilancio, c’erano anche le volanti della polizia davanti al portone e gli agenti fra i consiglieri comunali. Quello sì era spettacolo, ancorché politicamente, anche quello, di bassa lega, alla luce dei risultati alle successive elezioni.
Ma, almeno, c’era l’emozione del momento, le sedute si prolungavano fino a tarda ora, qui siamo in orario da educande.
Ma quali le posizioni quest’oggi?
Una opposizione di scarso livello, per i suoi limiti numerici e qualitativi politicamente, non preparata a sufficienza per smontare atti relativi a strumenti finanziari, peraltro allestiti da gente del calibro di Giovanni Iacono e del dirigente Sulsenti, trova in queste esibizioni estemporanee il motivo di esistere.
È più la rivalsa del bambino capriccioso che una seria azione politica, non a caso gli elementi validi dei 5 Stelle non c’erano, solo D’Asta è entrato nel merito delle scelte con una disamina delle stesse con relativa critica annessa.
Per il resto, il consigliere Iurato silente, ma anche lui pronto ad uscire dall’aula nonostante i trattamenti ricevuti da parte dell’amministrazione per la sua parte politica, Mirabella e Chiavola affannati a soffermarsi sui tempi stretti di presentazione del DUP, con annesse commissioni e spazi angusti per gli emendamenti.
La soddisfazione di obbligare la truppa a passare l’ultimo giorno dell’anno, li ripaga dell’anonimato del ruolo di oppositori.
La maggioranza consiliare esce con le ossa rotte, non tanto perché è mancato il numero legale ma, piuttosto, per la ridda di voci e di pettegolezzi, scaturiti dall’interno della stessa.
Una maggioranza che, come più volte abbiamo evidenziato, è senza una guida forte e capace, adeguata al ruolo, dal 2 gennaio sostituire il capogruppo sarebbe il minimo per dare un senso all’azione politica e diplomatica all’interno del gruppo.
Una maggioranza che appare sempre più slegata, soprattutto dopo le voci di nomine assessoriali che non sono per nulla smentite.
E così anche il Capodanno fuori porta o qualche linea di febbre, che sarebbero del tutto plausibili, considerato il periodo, diventano segnali che gli stessi colleghi di maggioranza, non certa stampa alla ricerca di notizie a sensazione, interpretano come di ambizioni assessoriali o in subordine di presidenze di commissione.
Del resto, con i nomi che circolano, è legittimo per chiunque avanzare ambizioni, mentre il Sindaco si trastulla a dirimere le piccole rivalità fra assessori all’interno della giunta, evitando con attenzione di tarpare le ali a chi vorrebbe volare più in alto degli altri.
All’amministrazione non fa tanto male la mancanza del numero legale quanto questi pettegolezzi, che, ripetiamo, sgorgano dall’interno della maggioranza stessa, fornendo una immagine di gente che, ormai è chiaro nella mente di tutti, non meritavano i posti che occupano, soprattutto per palese incapacità a gestire il ruolo, oltre che per qualche scivolone amministrativo che si aggiunge all’assenza di risultati.

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