di Cesare Pluchino
Si accendono le luci su una questione poco chiara, tipica della prima repubblica, strumentalizzata in nome della tutela dei cittadini e della sicurezza pubblica
Storie vecchie, della prima repubblica, di quando costruttori e ampi strati della pubblica amministrazione operavano con scarsa trasparenza. Qualcuno dice che ancora oggi accadono cose strane e, forse, non ha torto.
Di certo, con l’avvento dei grillini, molti, ingenuamente, pensavano che tutte le questioni oscure fossero venute alla lice e che si sarebbe fatta luce su aspetti oscuri del passato.
Purtroppo, troviamo ancora i grillini di Ragusa, che tanto rivoluzionari non sono, a mettere pezze sulle cose poco chiare del passato, guardandosi bene dal denunciare all’opinione pubblica i fatti, i misfatti, ma soprattutto i protagonisti degli stessi.
Era stato un ex consigliere comunale, Peppe Calabrese a denunciare come alcune strade di cda Nave, a Marina di Ragusa, fossero rimaste al buio durante il weekend pasquale.
Con onestà intellettuale, però, lo stesso Calabrese evidenziava come la problematica della pubblica illuminazione nella zona fosse materia di una vecchia controversia tra lottizzatori dell’area e Comune, ma, dal momento che erano i cittadini a farne le spese, la collettività sarebbe stata costretta a pagare.
La storia è sempre la stessa, si costruisce, la gente compra casa, non si sa di chi sono le strade, non si sa chi ha installato la pubblica illuminazione, ma intanto si pretendono asfalto e lampioni, a spese della collettività.
E Calabrese vanta l’operato delle passate amministrazioni che hanno sempre evitato di spegnere la pubblica illuminazione.
Immaginarsi il giudizio sui nuovi amministratori che si permetto di far rispettare regole e legalità!
Poi Calabrese si perde in affermazioni che lasciano molto perplessi, soprattutto per un ex amministratore che, di certo, ambisce a ritornare sulla scena politica: le strade sarebbero comunali ormai da vent’anni, nessuno potrà farle tornare private, si trovi una soluzione definitiva sulla questione caricando sul Comune tutti gli oneri e le responsabilità civili e penali qualsiasi cosa accada.
Addirittura si sostiene che “dobbiamo salvaguardare i cittadini dalla corresponsione di tali oneri come qualcuno aveva ipotizzato all’interno della Giunta Piccitto”
Appare evidente che c’è qualcosa di poco chiaro, che sarebbe opportuno spiegare all’opinione pubblica prima di caricare spese sulle casse comunali.
La speranza che una amministrazione pentastellata faccia chiarezza sulla questione viene meno leggendo il comunicato che arriva dall’Ufficio Stampa del Comune, che riporta dichiarazioni del dirigente del Settore Programmazione opere pubbliche, ing. Michele Scarpulla:
“La viabilità interna e relativa illuminazione della lottizzazione di Contrada Nave, sono di pertinenza della stessa lottizzazione e ciò ha pertanto giustificato il provvedimento adottato di stacco dell’energia elettrica. Tuttavia, acquisito il parere dell’Avvocatura comunale e del Comando della Polizia Municipale, in considerazione della circostanza che oltre all’uso privato della strada vi è anche un utilizzo pubblico, perché di libero accesso, si è pervenuti alla decisione di adottare una delibera di Giunta Municipale, in corso di definizione.
Con tale provvedimento si stabilirà di compartecipare alle spese di gestione e manutenzione della viabilità interna alla lottizzazione, con l’assunzione a carico dell’Ente dell’onere economico per la fornitura dell’energia elettrica degli impianti di illuminazione.
Con l’esecutività della delibera, verrà data disposizione agli uffici di ripristinare la fornitura in atto sospesa”.
In pratica il Comune abbassa la testa e lo fa senza spiegazioni di sorta sulla questione e, soprattutto, sugli aspetti del passato.
In pratica tutto è come prima!
Della questione ci si era occupati, già, nel marzo del 2014, quando una seduta del Consiglio Comunale fu sospesa dal Presidente Iacono, per ascoltare i residenti sulla problematica,
Si tratta degli dell’impianto di illuminazione di pertinenza della lottizzazione 51/80 per cui il settore manutenzione e gestione infrastrutture del Comune intendeva chiedere la cessazione della fornitura di energia elettrica, in caso i residenti delle vie in questione non provvedano a volturare a nome proprio i contratti con la società fornitrice dell’energia elettrica.
Una questione che si trascina da anni, perché i tecnici comunali non hanno ritenuto possibile che l’ente acquisisca la manutenzione e il controllo di strade e impianti che non risponderebbero ai requisiti di legge.
I residenti, dal canto loro, si fanno forti di una delibera di giunta de 1998 che assumeva al Comune l’onere della manutenzione e gestione dell’impianto di pubblica illuminazione.
Le tipiche storie, di sapore pirandelliano, italiane e, specificatamente, siciliane: quattro diverse amministrazioni, di diversa estrazione politica, si sono succedute e hanno avallato lo status quo.
Solo dal 2006 parte un invito-diffida a volturare l’utenza della pubblica illuminazione, ma passano 8 anni senza che accada nulla, solo formali diffide scritte, nell’ottobre del 2012 e nell’ottobre del 2013, a cui non viene dato seguito, né dai residenti, né dagli uffici mittenti, senza che siano state trovate soluzioni.
Le strade, intanto sono aperte, come da sempre alla pubblica fruizione, addirittura costituiscono congiunzione fra vie importanti di Marina di Ragusa, per gli stessi motivi il Comune potrebbe essere chiamato in giudizio per interruzione di pubblico servizio.
Il cambiamento auspicato dalla maggioranza dei ragusani non ha influenzato più di tanto l’esito della vicenda che si avvia verso una soluzione tutta italiana e siciliana in particolare.
(le foto si riferiscono all’incontro con i residenti del marzo 2014)
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