Di nuovo c’è che l’amministrazione replica

di Cesare Pluchino
Come sulla questione della pubblica illuminazione in cda Nave, anche per i lavori alla villa comunale di Ibla arriva la replica del dirigente di settore

Come avevamo rilevato, per primi, dai commenti scatenati da un post su facebook, relativo ai lavori all’interno della villa comunale di Ibla, si è generato un putiferio di polemiche, alle quali, per la prima volta, tramite il dirigente di settore, l’amministrazione replica, mettendo a tacere, di fatto, ogni ulteriore teatrino, inscenato strumentalmente per avere modo di criticare l’operato del sindaco e dei suoi assessori.
Questo il testo integrale della nota fatta pervenire:
“L’intervento nelle scalinate della “montagnola”, all’interno dei giardini iblei, non è ancora completato.
In riferimento alle polemiche scaturire dalla esecuzione dei lavori nelle scalette della “Montagnala”, all’interno dei Giardini Iblei, il dirigente del Settore Programmazione opere pubbliche, ing. Michele Scarpulla, precisa quanto segue:
“In via preliminare, il progetto che si sta eseguendo ha l’obiettivo, tra l’altro, di garantire un requisito minimo di sicurezza delle scalette per l’accesso alla “Montagnola”, in atto costituite da massi informi semplicemente incassati nella terra naturale. Pertanto in fase progettuale è stato previsto il rifacimento della stessa con materiale lapideo, soluzione approvata dalla Commissione centri storici e dalla Soprintendenza ai beni culturali.
In atto, l’intervento è ancora incompleto in quanto si dovrà procedere, oltre alla collocazione degli elementi lapidei, così come concordato con la Soprintendenza in corso d’opera, all’irruvidimento mediante picconatura e ad attuare un processo di invecchiamento mediante l’utilizzo di ossidi naturali al fine di mitigarne l’impatto con l’ambiente circostante.
Sarà altresì collocata una ringhiera di protezione in ferro, della stessa tipologia di quelle già esistenti nel giardino”. 
Basterebbe per chiudere, la vicenda: fiumi di parole, anche colte, per una polemica puramente strumentale, viene da sorridere perché non c’è lo stesso impegno, di residenti, di studiosi, di politici, e soprattutto dei giornalisti, sui fondi residui della Legge su Ibla che si sono volatilizzati, pardon, si sono disallineati.
Una scala, ancora da completare, bruttina ma che sarà coperta dallo strascico degli abiti delle spose che accorreranno a frotte per le foto dell’album di matrimonio, incuranti dello sprezzo degli aristocratici iblei e del volgo zelante per il bianco che ‘spara’, evidentemente, vale più di 16 milioni di euro scomparsi nelle pieghe dei bilanci, almeno si spera.
Replica comunale che si avvale, oltre che delle competenze del progettista, dei pareri favorevoli di Soprintendenza e Commissione Centri Storici, sbarrando la strada a studiosi, appassionati e cultori della memoria storica di Ibla.
Di esilarante resta il tentativo di ‘chiudere’ il cantiere alla vista, tardivamente, con apposita pannelli, con la copertura della scala, improvvisata con il telo traforato arancione per le recinzioni, forse per riparare il fulgore della stessa che si vuole consegnare integro nel suo splendore alla committenza.

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