Dall’ascensore del parcheggio dell’Aquila all’accessibilità dei locali aperti al pubblico, nessuna tutela per i diversamente abili

di redazione
Per il geometra Nello Veloce, solo ‘disattenzioni’ per la disabilità, in barba alla legge e alle normative

Una nota forte, quella del geometra Nello Veloce, un esperto sulle normative tese all’eliminazione delle barriere architettoniche. Una attenzione particolare, quella sua, per la disabilità e i problemi legati al superamento delle barriere architettoniche, che si concretizza nell’attività a favore di numerose associazioni che si occupano di disabilità e di turismo sostenibile, che aveva avuto anche il riconoscimento lavorativo, come dipendente del Comune di Ragusa, nel 2013, di responsabile dell’Ufficio accessibilità, ruolo dal quale, inspiegabilmente, ma poi non tanto, è stato spostato ad altri compiti.
Un comunicato il suo, come ha tenuto a precisare, che ha diffuso a titolo personale, come comune cittadino che solleva rilievi ed eccezioni sulla materia, sicuramente fondati e forti di competenze specifiche.
Un comunicato ad orologeria, che segue, di poco, la firma di una convenzione del Comune con alcune associazioni per l’abbattimento delle barriere architettoniche, ma, come ci ricorda Veloce, anche nel 2013 fu sottoscritto analogo documento, al quale non fu dato seguito.
Lo spunto del comunicato è dato dalla riattivazione dell’ascensore che permette di collegare i piani del parcheggio sotterraneo di piazza Poste con l’esterno.

Questo il testo integrale della nota, alla quale faremo seguire alcune brevi considerazioni:

Rimesso in funzione l’ascensore esterno del parcheggio di Piazza Matteotti
Da circa un paio di mesi, misteriosamente, viene rimesso in funzione l’ascensore che collega il parcheggio SISOSTA a Piazza Matteotti.
Era stato dismesso, se così si può dire, perché non conforme alla normativa sull’accessibilità, per la mancanza delle misure minime della piazzola di sosta antistante lo stesso, e per la pericolosità che rappresentava a chi, seduto in carrozzina, avesse voluto farne uso dopo aver parcheggiato, per accedere sulla piazza stessa.
Oggi, invece, è normalmente funzionante, grazie alla realizzazione di una porta a vetro misteriosamente apparsa quasi a voler sanare l’irregolarità progettuale e costruttiva dell’ascensore stesso.
Mettere una pezza invece di mettere a norma e in sicurezza quanto malamente realizzato, sarà stato sicuramente un gran ben colpo di genio.
E in questo il comune di Ragusa eccelle e non finisce mai di stupirci, soprattutto nel trovare soluzioni alternative alla messa a norma.
Se come dice Grillo, “uno vale uno”, in questo caso riteniamo si possa asserire che una presa in giro vale l’altra.
Quindi ricapitolando, non basta un lungomare che non consente nessun accesso ai disabili alle spiagge, non basta la realizzazione di un porto turistico che non permette di accedere ai servizi e alle attività commerciali o al consumo se non dall’ingresso carrabile, (come se i disabili vivono esclusivamente in auto), non basta aver realizzato un attraversamento pedonale da Piazza San Giovanni a via Matteotti, non utilizzabile dai disabili su sedia a ruote, come non basta nemmeno realizzare i lavori di consolidamento della palazzina della Polizia Municipale, senza accennare minimamente alla soluzione dell’accessibilità al primo piano e non basta nemmeno aver approvato un Piano di  Utilizzo del Demanio Marittimo,
Oggi ci chiediamo se la posa in opera della porta a vetro dell’ascensore di piazza Matteotti sia stata realizzata dietro autorizzazione o parere della Commissione Centri Storici, e se è stato rifatto il collaudo del parcheggio stesso, alla luce della nuova realizzazione e messa in funzione dell’impianto di elevazione.
L’evidenza dei fatti rivela che, nonostante i buoni propositi, questa amministrazione definisce ancora la società come insieme di persone che possono compiere gli atti quotidiani della vita, come correre, saltellare o salire e scendere i gradini.
Ma le domande che ci poniamo in tutta sincerità sono queste:
– Quali interessi si celano sulla continua apertura di attività pubbliche o aperte al pubblico che non sono conformi alle previsioni normative e che non consentono l’accessibilità?
– In che modo sono state rilasciate le dovute autorizzazioni, comprese quelle di agibilità, e quali provvedimenti intende intraprendere per ripristinare lo stato di legalità previsto dalla norma?
– In che modo sarà recuperato il danno provocato ai cittadini con disabilità?
– Quante e quali sanzioni saranno emesse nei confronti dei responsabili?
Riteniamo che a breve la magistratura dovrà fare chiarezza sull’applicazione del principio di parità di trattamento e delle pari opportunità nei confronti delle persone con disabilità, previsto dalla Costituzione e ribadito dalla legge contro la discriminazione delle persone con disabilità, e verificare se l’omissione delle verifiche previste dalla legge sia un atto lecito e legittimo.

Un fiume in piena, il geometra Veloce che, sinteticamente, ha rilevato quanto non funziona a proposito di accessibilità in città.
Valutazioni e quesiti che, una volta sollevati, non potranno non avere risposte adeguate: se i ritmi dell’attuale amministrazione non sono esaltanti in termini temporali e occorre fare fede sulle buone intenzioni, in primis espresse dall’assessore Corallo, ancora una volta non ci si può esimere dal fare chiarezza su fatti che riguardano il passato e, in proposito, il primo chiarimento va chiesto allo stesso geometra Veloce che, forse, ha indugiato troppo nel sollevare problematiche di una certa gravità.
La non conformità alla normativa sull’accessibilità dell’ascensore del parcheggio doveva essere denunciata all’apertura dello stesso. Occorre chiarire se la misteriosa porta a vetri sia un rimedio, una soluzione, un pannicello caldo e da chi sia stata autorizzata.
Non ci sono escamotage o alternative alla messa a norma, per un impianto pubblico di queste dimensioni.
Ma occorre verificare, ed è il momento opportuno dal momento che a gestire il porto, attualmente, è la magistratura, se l’accessibilità al porto turistico è garantita secondo legge, se è possibile l’apertura dell’attraversamento pedonale fra piazza San Giovanni e via Matteotti senza possibilità di transito per i disabili in carrozzina, se sarà garantita l’accessibilità al piano primo dello stabile comunale di via Spadola, se risulta secondo legge l’approvazione del PUDM che non preveda né la messa a norma del lungomare e del porto, e tanto meno l’utilizzo delle spiagge libere da parte dei disabili.
I rilievi eccepiti da Veloce sarebbero di una gravità enorme, ove fosse dimostrata la legittimità dei quesiti proposti: occorrerà sgombrare immediatamente il campo da possibili interessi sulle aperture di attività pubbliche o aperte al pubblico che non sono conformi alle previsioni normative e che non consentono l’accessibilità.
Occorrerà verificare le autorizzazioni, con particolare riguardo a quelle inerenti accessibilità e agibilità da parte di soggetti diversamente abili, soprattutto per i locali di nuova realizzazione.
Ogni eventuale adempimento delle autorità preposte sarà conseguenza di uno stato di cose che, di certo, non risulta totalmente in linea con le normative.

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