I democratici Chiavola e D’Asta scatenati dopo la seduta di bilancio, interventi in aula, comunicati, conferenza stampa e interviste TV

Non si può dire che i consiglieri comunali del Partito Democratico abbiano sottovalutato l’importanza dell’esame del bilancio preventivo 2020, presentato dall’assessore Giovanni Iacono per conto della Giunta Cassì.
Un impegno ininterrotto, che ha visto Mario Chiavola e Mario D’Asta firmatari di circa 60 emendamenti, con una partecipazione accorata ai lavori d’aula, una attenta strategia che ha ottenuto il rinvio della seduta per mancanza del numero legale, l’esposizione puntuale degli emendamenti, fino alla votazione finale.
Ma, evidentemente, non è bastato, perché hanno fatto passare il Capodanno e, subito, c’è stata la convocazione di una conferenza stampa, per parlare alla città, a quella parte magari distratta nei giorni della festa. E ancora intervento nel TG di Teleiblea, con Mario D’Asta ospite del Direttore Papa.
Si deve dire che, in aula, Chiavola e D’Asta, come pure ha fatto Mirabella, negli interventi della discussine generale hanno volato come falchetti sull’argomento, pronti ad addentare una preda che non sapevano da che parte prendere, avendo la consapevolezza di non poter afferrare la preda in maniera ferale.
Già lo stesso fatto che tutti hanno tenuto ad evidenziare come l’esposizione dell’assessore Iacono sullo strumento finanziario fosse stata esaustiva e puntuale, come lo era stata i Commissione, ha denotato le prerogative di un atto che non ha lasciato nulla al caso, difficilmente attaccabile, se non sulle scelte.
Poche le discese sui numeri, più che altro una occasione per parlare di politiche amministrative, per poter esplicitare quel ruolo di opposizione che trova sempre meno spazi di esibizione, nella consapevolezza di un atto la cui stesura sarà soggetta a modifiche e variazioni nel corso dell’anno e i cui contenuti effettivi potranno essere valutati solo dopo l’approvazione dei PEG.
Interminabili le disamine sui tempi di pubblicazione degli atti, sulla convocazione della Commissione, sui tempi per gli emendamenti e sulle sedute dell’ultima ora, sul mancato rispetto del civico consesso che ha visto smorzate le sue potenzialità, come ha voluto sottolineare Mario D’Asta in aula.
In conferenza stampa, il capogruppo Chiavola ha rigettato le accuse di comportamenti disonorevoli, accusando di mancanza di bon ton i colleghi di maggioranza ai quali hanno voluto togliere il piacere di gridare NO agli emendamenti proponendo di ricorrere al voto per alzata di mano.
Ha parlato di bullismo politico, di tracotanza degli avversari, di atteggiamenti che lasciano a desiderare, da stadio, lui che è un professionista guastatore, come pochi, prova ne è che alla prima occasione ha provocato il rinvio della seduta dopo aver annunciato, precedentemente, nel suo intervento, “stiamo collaborando, non stiamo qui per chiedere la verifica del numero legale”.
Istituzionalmente scorretto, secondo il capogruppo, ritardare l’appello e iniziarlo alla moviola, con un Presidente palesemente teso e nervoso che ha voluto ricorrere all’impacchettamento degli emendamenti, escamotage criticato in aula ma che Chiavola ha definito del tutto legittimo, consentito dal regolamento e ineccepibile sotto l’aspetto formale.
Un accenno ai temi degli emendamenti, tutti bocciati, dallo stato delle strade rurali ed extraurbane agli emendamenti sociali che volevano agevolazioni sulla TARI per famiglie in difficoltà, dai contributi alle associazioni al progetto di genobioma che non è stato nemmeno considerato.
Più a fondo è andato Mario D’Asta che ha evidenziato i tagli a settori importanti, meno soldi alla cultura, per i giovani, per le politiche energetiche, senza una idea di città accettabile, senza segnali per il centro storico, per il PRG, per il piano particolareggiato, senza notizie sulle intenzioni per il Marino e per il palazzo Tumino.
Un bilancio deludente per lo sport, per le politiche sociali, per l’efficientamento energetico che vede ridurre i fondi da 6 milioni a zero.
Una città messa in ginocchio dagli accertamenti Lamco, che non vede premialità per i risultati raggiunti nella differenziata, che non riceve attenzione per le periferie, che vede ridurre i fondi per il turismo.
D’Asta lo definisce un bilancio degli incubi, ma nella sua esposizione è malcelata la propaganda perché, alla domanda su dove possano essere dirottati questi tagli, preferisce attendere i PEG per esprimere un giudizio definitivo.
Specifica solo che ci sono maggiori fondi per edilizia abitativa e assetto del territorio, per i trasporti sostenibili, ma servono i PEG per capire cosa vuole fare l’amministrazione.
D’Asta non ritorna nemmeno sull’utilizzo delle royalties, dopo che in aula l’assessore Iacono, sempre puntuale, ha specificato il numero della pagina del DUP dove trovare la risposta.
Forse più saggio è stato il consigliere Iurato che, in aula, aveva detto di esprimere il vero giudizio al consuntivo, dove si vede cosa ha fatto, realmente, una amministrazione.

Ultimi Articoli