di Vilnius Nastavnic
Si sono rivelate fondate le nostre perplessità sul perdurante stato di tensione nei rapporti fra amministrazione e gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle
Se non è tutto da rifare, poco ci manca. Tutto comincia con l’ormai consueta mancanza del numero legale che fa slittare di un’ora la seduta del civico consesso.
Considerati gli argomenti all’ordine del giorno e le avvisaglie della mattinata, dopo i lavori di commissione, tutto secondo copione.
Alla ripresa dei lavori, alle 19.35 di mercoledì 27 aprile, la scena è stata riservata all’intervento in Consiglio del Sindaco Piccitto che ha dedicato dieci minuti alla presentazione dei nuovi componenti la Giunta.
L’intervento del primo cittadino e, soprattutto, quelli dei consiglieri di opposizione, dei quali ci occupiamo in altra parte del giornale, sono stati forieri di numerosi spunti di riflessione sull’attuale situazione politica al Comune di Ragusa.
Gli argomenti da esitare vedevano nei primi due punti all’ordine del giorno gli importanti adempimenti delle variazioni al regolamento IUC e del nuovo servizio idrico integrato.
Si trattava, in entrambi i casi, della approvazione di nuove aliquote e delle nuove tariffe per il 2016, temi delicati considerato che, per l’idrico, si prevede il raddoppio del carico tributario per gli utenti, sulla base di nuove normative di legge.
Deliberazioni di giunta portate in commissione prima, e in consiglio comunale dopo, a poche ore di distanza, all’ultimo momento, con la consueta fretta, ancorché imposta dai termini di legge.
Come più volte avvenuto in Consiglio comunale, il caos più totale: fino alle ore tre della notte si è potuto esitare solo il primo punto all’Ordine del Giorno, tutto il resto rinviato al pomeriggio di giovedì 28 aprile, seduta che, forse, permetterà di esitare l’argomento del servizio idrico integrato.
Una seduta pesante, difficile, resa ancora più nervosa dalle repliche al discorso del primo cittadino che hanno messo a nudo criticità avvertite del Movimento 5 Stelle, ma alle quali sindaco si è opposto con la fermezza che riesce a tirare fuori quando non vuole più contenere il livello di sopportazione.
Per il primo punto all’Ordine del Giorno, al di là del resoconto dei lavori, è emersa l’azione dei consiglieri Stevanato e Agosta, condivisa da diversi colleghi del gruppo pentastellato e da ampie fasce delle opposizioni, che si sono battuti, arrivando all’obiettivo con l’approvazione di un emendamento non fondamentale in termini di carico tributario ma centrale dal punto di vista politico.
Si sono confrontate, in aula, a parte quella canonica, strumentale, delle opposizioni, due posizioni, quella di una parte del Movimento 5 Stelle rivolta alla tutela della collettività, degli interessi della comunità, della difesa del contribuente, chiaramente dalla parte dei cittadini, contro l’atteggiamento ragionieristico, perdurante, dell’assessore al bilancio che agisce secondo quanto prescrive la legge, nei termini imposti, senza sconti ma, cosa più grave, senza nessun tentativo di limitare gli effetti per il cittadino e senza nessuna condivisone con la sua parte politica, con la base, secondo i principi ispiratori del Movimento.
È trapelata la considerazione che i rapporti tesi, delle ultime settimane, fra consiglieri e amministratori, non avrebbero favorito la condivisione dell’atto, ma sono emerse, nella loro totale realtà, gli atteggiamenti rigidi dell’assessore e degli uffici nel ribadire le scelte, per alcuni obbligate, che non ammettono modifiche o aggiustamenti che possano favorire l’utenza.
Con il consueto atteggiamento riservato, defilato, volutamente di basso profilo, i consiglieri Stevanato e Agosta hanno giganteggiato ponendosi a tutela della collettività, curando con forza, convinzione e fondamentale conoscenza della materia, la trattazione del punto in un contesto di atmosfera assai poco dignitosa per il civico consesso.
Legittima la posizione dell’amministrazione, ma non ci sono state risposte per l’intervento circostanziato di Maurizio Stevanato che, senza peli sulla lingua, ha parlato di situazione insostenibile per i cittadini.
Come pure si rilevava un’atmosfera surreale, con una maggioranza silente che non si sforzava di intervenire a difesa dell’amministrazione sul tema in oggetto, dimostrando palese scarsa contezza dell’atto e assoluta incapacità alla trattazione in aula.
Con una maggioranza di questo tipo non si può andare molto lontano, è una situazione insostenibile, il Movimento 5 Stelle avrà sicuramente bisogno di un’opera di revisione e risanamento interno come quella avvenuta nella vicina Vittoria, perché non può sostenersi sulle colonne portanti di un esiguo numero di consiglieri che, per colmo dell’assurdo, viene considerata componente minoritaria e che il Sindaco si ostina a considerare come tale.
È opinione diffusa, e radicata anche nelle opposizioni, che le menti pensanti del Movimento sono poche ma valide: tutto il resto sono figurine, soldatini obbedienti che, spesso, non non conoscono ciò per cui dicono SI.
Si deve assolutamente evitare di arrivare in aula nelle condizioni surreali riscontrate durante la seduta: consiglieri in doppia veste, consiglieri della stessa maggioranza che smontavano gli atti della giunta, revisori in contrasto fra di loro, un dirigente che deve arginare gli attacchi dei consiglieri, un dramma per la città.
Consiglieri, sulla carta all’opposizione, che fanno scudo a consiglieri della maggioranza, un sindaco che sembra non avvedersi della situazione, un assessore insensibile al quadro sconfortante che si offre alla città, intento solo ad aspettare il senso di responsabilità finale dei protagonisti per portare a casa l’atto, senza guardare al disastro provocato dalle crepe nei rapporti all’interno della maggioranza e del Movimento.
