di Cesare Pluchino
Il caso Sigona opportunità per sottacere l’aumento del carico tributario e altri problemi interni all’amministrazione e ai rapporti con il gruppo consiliare.
Nessuno dice che fino a poco prima che qualcuno si interessasse di fornire alla stampa nazionale gli elementi che i grillini conoscevano da tempo, alla Sigona era stata proposta la carica di capogruppo
Risaputo che la confusione alimenta il caos e ne trae spunti per alimentarsi. Quello che sta accadendo attorno al Consiglio Comunale di Ragusa, ormai, è anche difficile da seguire, per i continui mutamenti e sconvolgimenti.
L’amministrazione, quasi, ne ricava vantaggi perché, nella assoluta legittimità, va avanti con i suoi programmi e con la sua linea di governo, riuscendo a mascherare, ora per la fretta dovuta ai termini imposti dalla legge, ora per i contrasti interni al gruppo, ora per l’ormai malcelato sostegno di porzioni ben identificate delle opposizioni, azioni che appesantiscono il carico tributario sull’utenza.
Direttive centrali che si conoscevano da anni e che potevano essere adempiute con ampia condivisione non sono state nemmeno sottoposte al gruppo di maggioranza, se non in extremis e presentate come atti blindati, immodificabili, compreso un regolamento dell’idrico che di termini per l’approvazione non ne aveva.
Su questo scenario che, per molti, definire apocalittico non è esagerato, si è inserito l’autorevole intervento in aula del Sindaco Piccitto, uno dei pochissimi di tutta la sindacatura, per dare manforte al suo pupillo, l’assessore Martorana, acclarando che c’erano difficoltà che senza il suo intervento si potevano trasformare in tragedia.
Naturalmente il primo cittadino, come più volte ha avuto modo di evidenziare, sorriderà e valuterà queste considerazioni come chiacchiericcio, come gossip, come divagazioni di operatori dell’informazione di terza e quarta scelta, ma, come sempre i fatti, gli scritti, le dichiarazioni, le registrazioni dei lavori consiliari, le esternazioni a microfoni spenti (o quasi) rendono il giusto tributo alla verità.
Il tutto, come ormai consuetudine, si trasforma in commedia, con assenze strategiche in occasione della votazione, che vanificano ore di inutili interventi propagandistici e attestano patti di desistenza che, al di fuori del politichese, non sono altri che la conferma di inciuci in essere per finalità ancora da definire nei particolari ma, fondamentalmente, comprensibili. Situazioni equivoche che sono rese ancora più indegne dai tentativi mediatici di far emergere forti cirtiche all’amministrazione per l’accentuata pressione tributaria dopo che, in aula, si è accuratamente evitato di contribuire a tentare il colpo di mano per vanificare, sia pure in parte, i disegni dell’amministrazione.
Sulla confusione politica del momento cade a fagiolo il caso Sigona, la consigliera comunale del Movimento 5 Stelle che, da sempre, e pubblicamente sui social network, ha inneggiato al fascismo e a Mussolini, con il silenzio indifferente dei suoi sodali.
Non è che la Sigona possa essere considerata una figura politica tale da registrane con attenzione ogni minimo cinguettio o post sui social, ma i riferimenti al 25 aprile, l’ostentata provocazione e l’esigenza di trasformare in gran cassa irresponsabili dichiarazioni connotate da scarsa maturità politica, hanno fatto il resto.
Di tutta evidenza che era più facile rendicontare i particolari del caso Sigona, con tanto di montatura sull’arrivo delle decisioni centrali sull’espulsione, arrivate solo in tarda serata. Più complessa sarebbe stata una attenta analisi delle due sedute del consiglio comunale, con tutte le sfaccettature reali da considerare.
Sul caso Sigona si è sdetto di tutto e di più, ma si è evitato, accuratamente, da parte dei tanti consiglieri intervenuti, che poco prima la Sigona, per carità di maggioranza, era stata indicata come capogruppo, in sostituzione di Nella Disca.
Ogni commento è superfluo.
Ora è tutto da rifare, si voleva far credere che la maggioranza era stata ricucita, ma non era vero, che si fossero rimessi a posto i cocci di un gruppo consiliare sbrindellato, dalle opinioni sempre variabili, ma i numeri parlano chiaro: solo quindici i componenti del gruppo consiliare, anche se è tutta da dimostrare l’ipotesi che la Sigona passi ad altro gruppo consiliare, dal momento che le sarebbe permesso dalle enormi falle del regolamento che non può imporre l’abbandono del gruppo originario di appartenenza, in seno al Consiglio.
Ma la maggioranza pentastellata e l’amministrazione non potrebbero accettare l’approvazione di atti con il concorso determinante della ‘fascista’.
Ma è pure vero che non mancheranno gli adeguati “sostegni” “provvidenziali”.
Per quanti volessero godere non di una sola commedia, assicuriamo che la stagione propone già altri spunti.
Il primo è quello delle intenzioni del neo assessore al turismo di rivedere protocolli d’intesa e accordi con la Curia, perché la consigliera Disca, notoriamente, mal digerisce le erogazioni pubbliche a favore della Chiesa.
Niente di particolarmente importante, ma un annunciato incontro con S.E: il Vescovo vuole fare il punto, se non altro, per il rispetto totale dei protocolli finora concordati, pare disattesi in qualche punto.
E in una città, abituata da anni, a considerare normali restauri e valorizzazione del patrimonio artistico architettonico, di proprietà della Chiesa, con i soldi di tutti i contribuenti, ancorché favoriti dai principi della Legge su Ibla, i distinguo del neo assessore non potranno non fomentare qualche polemica e qualche mal di pancia di troppo.
E siamo solo all’inizio della nuova stagione pentastellata.
