di redazione
La Marina di Ragusa dell’assessore Corallo e, di spettanza, del Sindaco Piccitto, incamera l’ambito vessillo per il 2016. Tutto il resto è solo stucchevole ricerca di visibilità e inutile propaganda
La crisi economica, politica e morale dilaga, ma i politici, di tutti gli schieramenti sembrano non accorgersene, o, forse, in maniera mirata, sollevano un polverone al giorno per nascondere i veri problemi della città, del Comune, degli assessorati e anche quelli personali che hanno a che fare con il ruolo pubblico rivestito.
Il Comune di Ragusa ha ottenuto, per il 2016, l’ambito riconoscimento della Bandiera Blu, il Sindaco ha ritenuto di organizzare in gran segreto la trasferta romana per la consegna del vessillo, anche se, pure in questo caso, le maglie della riservatezza si sono rivelate larghe, all’interno della compagine assessoriale, del gruppo consiliare e degli uffici che hanno fatto trapelare la notizia prima dell’annuncio ufficiale che il primo cittadino ha voluto lanciare dalla capitale, non appena ha avuto la bandiera in mano.
Resta, comunque, la piacevole constatazione che Piccitto non deve avere granché di pensieri se ha il tempo di studiare queste strategie, forse insieme ai suoi esperti collaboratori, per centellinare le notizie a piacimento e, si deve dire, secondo le simpatie e il gradimento delle testate e dei singoli consiglieri.
Il comunicato ufficiale recita che il sindaco Federico Piccitto, accompagnato dal presidente del Consiglio Comunale, Antonio Tringali e dall’assessore comunale all’ambiente, Antonio Zanotto, si è recato a Roma per ritirare l’ambito riconoscimento.
Incomprensibile, e, forse, eccessivamente penalizzante per la ridente frazione marinara il mancato riconoscimento per l’anno precedente – secondo il primo cittadino – un fatto casuale ed episodico.
Il comunicato cerca di spiegare la strategia del silenzio attorno all’invito per la cerimonia di consegna, portato, invece, a conoscenza, dagli altri sindaci del territorio.
In ogni caso legittime e indiscutibili le decisioni del Sindaco in merito, meno quelle dei suoi più stretti collaboratori e di qualche consigliere comunale che ha voluto anticipare la notizia a qualche giornalista e sui social network.
Il Presidente del Consiglio Comunale, Antonio Tringali, presente alla cerimonia di consegna con l’assessore al ramo, Zanotto, ha esaltato il ruolo del civico consesso per la tutela e la piena fruibilità da parte dei turisti e dei visitatori, del nostro mare e delle nostre spiagge, unendosi al Sindaco per una azione costante finalizzata al raggiungimento di sempre più prestigiosi riconoscimenti.
Anche l’assessore Zanotto ha manifestato grande soddisfazione per il risultato ottenuto e ha rinnovato l’impegno verso il territorio che costituisce modello non solo a livello regionale.
Il resto della truppa ha indugiato alla sterile polemica politica, in testa il consigliere comunale Filippo Spadola che si è soffermato esclusivamente a replicare, a riconoscimento non ancora ufficialmente ottenuto, alla consueta propaganda politica dei consiglieri D’Asta e Chiavola che avevano paventato il mancato premio anche per quest’anno.
Conoscendo lo stile e il livello dei personaggi in questione, sprecate sembrano le considerazioni sulla loro credibilità politica, come esagerate e azzardate sembrano le considerazioni sulla credibilità del partito che non può essere inficiata dai capricci comunicazionali di due esponenti locali.
Piuttosto Spadola e il suo Movimento, alfieri della trasparenza, avrebbero potuto contribuire a far luce sui veri motivi che hanno determinato, l’anno scorso, la decisione di non concedere la Bandiera Blu.
Come pure si deve rilevare il silenzio sull’argomento del Presidente della Commissione Ambiente che avrebbe dovuto far sentire la sua voce in questa importante occasione, di competenza dell’organo consultivo.
Per restare in tema di commenti, gli unici sono pervenuti dalla corrente dipasqualiana del Partito Democratico, evidentemente assai sensibile alla questione della Bandiera Blu: ricordiamo che, addirittura, gli stessi organizzarono una conferenza stampa nella sede provinciale del partito, rivestendo il tavolo con il vessillo blu che non era stato concesso.
D’Asta e Chiavola hanno tentato di rimediare alla topica sulla materia, con un comunicato ancora nello stile consueto, pretestuoso e provocatorio che, per alcune parti, costituisce una toppa peggiore del buco, una maniera per fare entrare, comunque, l’asino a marcia indietro. E ben farebbe l’onorevole Dipasquale, riconosciuto leader di riferimento dei due, a pretendere dagli stessi una comunicazione più consona al suo livello politico, lasciando ad altri piccinerie provocazioni, offese e contumelie personali in ordine alle cariche rivestite.
Perché i cittadini sanno a chi sono dovuti i benefici e i miglioramenti nella città e nella frazione rivierasca, quelli passati e quelli presenti, senza bisogno di sterile strumentale polemica.
E i meriti dell’on. le Dipasquale sono indiscutibili e destinati a restare nella memoria dei ragusani, come lo sarannno quelli del Sindaco Piccitto e del suo assessore “da 34 milioni di euro”.
Il tutto, poi, per un premio per il quale si minimizza se non c’è, si enfatizza quando ritorna, una sorta di medaglietta come quello del Gambero Rosso per i bar o per i ristoranti, riconoscimenti che, spesso, sanno di acquisizioni a pagamento, non trovandosi riscontro alle vantate mirabilie foriere del premio.
Cosa è cambiato, dall’anno scorso, per ottenere di nuovo il riconoscimento? perché lo stesso non è accompagnato da una relazione sui requisiti riconosciuti e riscontrati?
Nell’ultimo comunicato D’Asta e Chiavola indugiano sulle posizioni che sarebbero guadagnate per merito della precedente amministrazione, che farebbero meritare di diritto il riconoscimento, un fatto normale per il quale non si deve esultare. Ci si deve solo preoccupare quando il riconoscimento si perde, ma nessuno sa dire perché.
Un’occasione per chiedere di fare luce sui tempi e sulle modalità della comunicazione ufficiale del premio, ma anche per rinnovare la critica politica sulle materie ambientali (amianto, differenziata, rivoluzione green) e finanziarie dell’ente (il bilancio che non c’è, la minaccia del commissariamento. le tasse infinite.)
Sulla stessa lunghezza d’onda il comunicato del Movimento Territorio che affida ad Emanuele Distefano, ex consigliere comunale, le considerazioni sul riconoscimento ottenuto che costituisce minimo ristoro per quella che è ritenuta la ‘figuraccia dello scorso anno’, quando la città fu offesa dall’interruzione dell’ambito riconoscimento di cui si fregiava, ininterrottamente, dal 2009, grazie agli interventi realizzati dall’amministrazione Dipasquale.
Va citato, per favorirne la comprensione, il passaggio di Distefano quando dice: “Anche quest’anno Ragusa ha rischiato, e molto, ma per fortuna il presidente della Fondazione per l’Educazione Ambientale, Claudio Mazza, cui va il nostro ringraziamento, ha saputo occuparsi di noi facendoci recuperare ciò che avevamo perduto”
Altri spunti per decretare l’inefficienza degli uffici preposti alla documentazione, per sancire che la nuova amministrazione, ancora dopo tre anni, vive di rendita del passato, incapacità di presentare la documentazione corretta, per il 2015, che non è stata degli uffici, dei tecnici e dei dirigenti, ma del Sindaco e del Movimento 5 Stelle.
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