In previsione di un alleggerimento delle misure restrittive, propedeutiche alla fase due, da più parti richiesta per finalità economiche-sociali più che su evidenze sanitarie, il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle interviene per sollecitare un intervento del Sindaco finalizzato alla verifica delle condizioni per la ripresa delle attività.
Certo, sulla materia regna la più assoluta confusione, per merito, peraltro, di un governo anche a guida 5 Stelle, dove si accavallano scelte e decisioni di politici, protezione civile, comitato tecnico scientifico, oltre alle decisioni dei singoli presidenti di regione e alle situazioni locali.
Come sottolineano i consiglieri comunali pentastellati di Ragusa, nella nostra città c’è una situazione del tutto positiva, i positivi al virus sono stati pochi, e non aumentano, grazie anche al rispetto delle prescrizioni da parte di tutti i cittadini.
Ma non si può tacere, evidenziano i 5 Stelle, come manchino all’appello numerosi tamponi: basti solo dire che l’ordinanza del giorno 11 del Presidente Musumeci imponeva il tampone a tutti i soggetti rientrati dal nord dopo il 14 marzo, alla fine della quarantena, ma l’operazione è stata attuata solo parzialmente, senza dire che quelli che avevano completato la quarantena prima del giorno 11, dopo la regolare comunicazione al medico curante, sono stati liberi di uscire, sia pure in attesa di una chiamata per il tampone che non è arrivata.
I 5 Stelle segnalano casi di tamponi effettuati all’ultimo momento, di lavoratori tornati sul posto di lavoro e poi avvisati dell’esito positivo del tampone, addirittura di soggetti, sempre secondo quanto riferiscono i 5 Stelle, dei quali sarebbe stata smarrita l’anagrafica sanitaria nei database.
Sono tutti tasselli di un quadro che non induce a riaprire in tutta serenità, sarebbe meglio, per i 5 Stelle, verificare bene se ci sono le condizioni.
Un motivo in più per sollecitare il Sindaco ad accertamenti sullo stato reale della situazione, con la verifica dei tamponi.
