Nello Dipasquale in grande spolvero per la riconquista di Palazzo dell’Aquila

di Cesare Pluchino
Un esposto contro il sindaco Piccitto, per abuso d’ufficio, anche alla Procura della Repubblica di Ragusa, e l’apertura ufficiale del PD a liste civiche e movimenti che vogliono dialogare e si vogliono confrontare sulle idee per la città, le novità scaturite dall’incontro con la stampa.
Non è escluso che Ragusa possa essere scelta come sede della Festa dell’Unità

Avevamo il timore di aver anticipato i temi di una prossima campagna elettorale per le amministrative della Città di Ragusa, ma la conferenza stampa dei circoli cittadini del Partito Democratico, 1° e 3 °, il Pippo Tumino di Calabrese e Rinascita Democratica di D’Asta, ci ha confermato che abbiamo avuto le giuste intuizioni su una macchina già in moto.
Il tema dei primi tre anni di amministrazione Piccitto sembra voler sintetizzare quello della prossima campagna elettorale per le amministrative che si vuole, evidentemente, incardinare sugli errori dell’avversario politico di riferimento.
Come incipit di una innegabile campagna per le prossime elezioni, abbiamo potuto rilevare la fondamentale e consueta semplicità dell’on.le Dipasquale, sempre scevra da parate altisonanti, contrapposta alla malcelata smania dei giovani leoni democratici, impazienti di correre per la conquista di Palazzo dell’Aquila.
Peppe Calabrese e il fido Gianni Lauretta, con Mario D’Asta e Mario Chiavola, pronti a ‘sbranare’ gli esponenti del Movimento 5 Stelle, ci hanno propinato una dose di rinforzo di rilievi ed eccezioni sulle politiche della giunta Piccitto e della sua perduta maggioranza, temi ampiamente trattati, letti e riletti, residuali per un efficace contrasto nei confronti di chi viaggia sulle ali di un consenso indiscutibile e indiscusso anche in ambienti dello stesso Partito Democratico.
È la linea che hanno deciso di portare avanti Calabrese e D’Asta, impegnati, da tempo, a mettere a fuoco ogni discrasia delle politiche di Piccitto e della sua squadra, buona, forse, per chi si vuole fare spazio per un posto da consigliere comunale ma non adatta alle politiche di ampio respiro che attengono ad aspiranti candidati alla guida Comune, che debbono emanare quella visione ampia, moderna e rinnovatrice che è richiesta dalle difficili condizioni amministrative.
La prova di quanto affermiamo è data dalla diffusione, poco dopo la conferenza stampa, di un comunicato di sintesi dell’incontro, riservato agli assenti, nel quale sono stati evidenziate le criticità ormai note dell’amministrazione grillina: percentuali della differenziata, problema discarica, periferie, centro storico, cinema Marino, tasse, idrico, residenza per anziani, le simpatie fasciste della consigliera Sigona, molte delle quali potrebbero essere oggetto di facile replica se solo i 5 Stelle fossero dotati di un apparato di comunicazione minimamente valido.
Poco spazio ai contenuti dell’intervento dell’on.le Dipasquale che, naturalmente, si sono rivelati quelli fondanti dell’incontro.
E’ stato Peppe Calabrese a introdurre il tema della giornata, rivendicando il ruolo di partito di progetto, di governo, di programmi, che vuole approfittare delle politiche poco efficienti dei 5 Stelle per rivendicare l’aspirazione di andare alla governo della città, una meta agognata per i democratici, un ritorno, sia pure indiretto, per Nello Dipasquale, protagonista indiscusso della storia recente di Palazzo dell’Aquila.
Due componenti, un tempo in netto contrasto ma con l’obiettivo comune di amministrare la città, con idee diverse ma sintetizzate da politiche rivolte, comunque, all’interesse generale. Componenti che, oggi, si ritrovano unite nello stesso partito, rinnovato, cambiato.
Calabrese ha evidenziato i problemi nel settore ambientale, per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, in quello dell’idrico dove è rilevata l’assenza di programmazione, per i lavori pubblici che soffrono di una eccessiva spesa corrente alla quale sono riservate le ingenti risorse delle royalties.
Un messaggio alla città da parte di chi si propone come nuova classe dirigente, attualmente impegnata su tutti i fronti per far emergere i limiti degli attuali governanti.
Mario D’asta ha voluto rinnovare, come poi ha fatto in chiusura l’on.le Dipasquale, l’esigenza dell’unità del partito, evitando polemiche ma celando male quella che, all’esterno, viene considerata come la criticità cronica del partito, anche e soprattutto, in sede locale.
Crisi della maggioranza, uso distorto delle royalties, scelte rivelatesi sbagliate, sono acclarate dalla stessa contestazione interna ai 5 stelle.
Anche il segretario del 1° circolo, Lauretta, ha voluto significare il malcontento presso ampi strati della collettività, con particolare riferimento all’attuale crisi del settore idrico.
Il consigliere Mario Chiavola, realisticamente, ha sottolineato l’inevitabile residuo di sindacatura di Piccitto, che non può essere mandato a casa, come un periodo da affrontare con lucidità, di fronte a scelte, spesso, inconcepibili che mettono in serio imbarazzo anche gli stessi appartenenti al Movimento.
Stranamente, nessuno ha eccepito rilievi sul grave ritardo per la presentazione del bilancio preventivo 2016, che vede il nostro Comune, come del resto tanti altri, esposto al pericolo di un commissariamento.
L’intervento di Nello Dipasquale ha messo, innanzitutto, in risalto l’esigenza dell’unità del partito in città, indispensabile viatico per riconquistarla, dopo gli inevitabili passaggi assembleari democratici di confronto che, attraverso le primarie, dovranno portare ad identificare i candidati da proporre alla città per il governo futuro.
Subito la dichiarazione, che si può considerare assai significativa, della grande apertura a tutte le liste civiche e ai movimenti che vogliono costruire un rapporto di dialogo, di confronto per una nuova idea di città.
L’ex sindaco di Forza Italia, creatore di Territorio, oggi pezzo grosso del Partito Democratico, ha rimarcato la sua storia per significare come la città sia stata governata, in passato, nel rispetto delle regole e degli avversari, il PD era avversario di Nello ma c’era in comune un progetto di città, ostacolato dalle idee ma non dalle ideologie, con una sintesi rivolta al dialogo e al confronto.
Si vuole ripartire da queste esperienze comuni per salvare dall’inesperienza che rischia di far saltare Ragusa, una città ferma, allo sbando totale, secondo Dipasquale, che soffrirà le politiche scellerate di bilancio che vedono un aumento costante della spesa corrente che non potrà più essere compensato in futuro per i forti squilibri arrecati allo strumento finanziario.
Forti preoccupazioni, di quanti sono esperti nella materia, si addensano come nubi nerissime sulla città, tanto da consigliare il parlamentare ibleo di produrre un secondo esposto, dopo quello inoltrato alla Corte dei Conti, alla Procura della Repubblica per denunciare il primo cittadino per un possibile abuso d’ufficio.
Per Dipasquale inevitabili un aumento della pressione fiscale, anche per riuscire a mantenere i servizi essenziali, aumenti spropositati per lo smaltimento dei rifiuti, il rammarico per aver constatato la poca considerazione per la continuità amministrativa, disattendendo i progetti avviati per il Marino, per la piazza Libertà, per la pista ciclabile sullo sfondo di un centro storico alla canna del gas come molti dei commercianti che sono stati costretti alla chiusura, negli ultimi anni.
In chiusura, l’auspicio ennesimo per l’unità del partito in città, necessaria per riacquistare l’autorevolezza indispensabile per porsi alla guida delle opposizioni e tentare di arginare le politiche avvenate dell’amministrazione, e l’anticipazione della possibile organizzazione della Festa dell’Unità nella nostra città, nel prossimo autunno.

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