…e alla fine, nessuno voleva scendere !

Da molti considerato un esperimento, alla fine, il Consiglio Comunale in videoconferenza si è rivelato un successo.
Grande merito va scritto al Presidente del Consiglio Fabrizio Ilardo per la decisione di interpretare la volontà di buona parte dei consiglieri e per la prontezza d’azione con la quale, nel giro di poche ore, del pomeriggio del giorno 30 aprile, ha organizzato la seduta, sotto l’aspetto procedurale, grazie alla collaborazione del dott. Lumiera e dell’ufficio Atti Consiglio, e sotto l’aspetto tecnico.
Un successo perché tutto è andato per il meglio, senza il minimo intoppo, i lavori, si trattava di una seduta ispettiva, hanno avuto un andamento regolare e, sotto certi aspetti, hanno catalizzato meglio l’attenzione di chi ha voluto seguire i lavori che, come di consueto, hanno avuto la diretta televisiva dell’emittente Teleiblea e lo streaming sul sito istituzionale del Comune.
Anche i consiglieri comunali e l’amministrazione hanno goduto dell’esperimento, tanto che, dopo quasi 4 ore di seduta, molti non volevano abbandonare la giostrina mediatica e si dibatteva se prolungare la seduta per un secondo intervento.
Degna di essere citata la battuta del consigliere Mario Chiavola che, con lo stile che lo contraddistingue, ha fatto anche la proposta, sottovoce, di fare una pausa e riprendere dopo un’ora.
Segnale inequivocabile, quello della battuta del capogruppo dem, di un clima e di una atmosfera gratificante che ha fatto scorrere le lancette dell’orologio senza peso.
Era, comunque, prevedibile, che dopo quasi due mesi di astinenza, si sentisse l’esigenza di rivedersi, di parlare, di segnalare, di sollecitare, già in condizioni normali, figurarsi in piena emergenza pandemica e alle porte di quella economico-sociale che già fa sentire i suoi effetti pesanti.
L’ottima riuscita dell’esperimento, come ha anche sottolineato il Sindaco Cassì, è propedeutica ad una ripresa dei lavori del Consiglio Comunale e delle Commissioni, in una fase storica dell’amministrazione della città che deve dare risposte alla collettività, in tempi relativamente brevi.
L’emergenza di quella che sarà la cosiddetta ‘fase tre’, quella della riapertura, la più delicata dal punto di vista economico, confluisce, a spallate, sul percorso naturale dell’amministrazione Cassì che, nel secondo semestre di questo 2020, coincidente con il giro di boa del mandato, doveva raccogliere i frutti dei programmi e dei progetti intrapresi dall’insediamento.
C’erano settori che andavano benissimo prima dell’emergenza, servizi sociali, bilancio, sport, scuole ed edilizia scolastica, turismo, centri storici, verde pubblico, allo stadio di maturità e quindi senza particolari esigenze.
Un settore particolare quello delle infrastrutture che si muoveva benissimo, pur con le croniche lentezze della burocrazia, ma diventa, nella fase del rilancio e dei necessari investimenti per il lavoro e lo sviluppo economico, come ha anche sottolineato l’assessore Gianni Giuffrida, l’epicentro dell’attività amministrativa, per i progetti che da tempo aspettano di essere concretizzati e per quelli ai quali si dovrà fornire idoneo propellente per avviare una ripresa efficace e funzionale allo sviluppo.
Anche i settori citati prima vivranno momenti di particolare intensità, per i nuovi poveri che, inevitabilmente, si rischia di ritrovare, per tutto quanto riguarda le scuole, il nuovo anno scolastico, per le inevitabili variazioni di bilancio e i possibili aggiustamenti per tasse e tributi, il turismo sarà chiamato ad assolvere un compito primario per la rinascita, anche lo sport deve servire per una ripresa, anche psicologica, di praticanti e tifosi.
Ci sono tutte le premesse perché ciò avvenga, anche perché, per questi settori, c’è la guida di assessori che hanno dimostrato la caratura politica e amministrativa, degna cornice per la figura del Sindaco.
Determinanti per il prosieguo dell’attività della Giunta saranno i settori dello sviluppo economico e della cultura, i cui progetti sono quelli nei quali maggiormente si manifesterà la confluenza dell’emergenza sull’attività di routine dei singoli assessorati.
Per lo sviluppo economico, nulla da eccepire sulle competenze e sull’impegno dell’assessore Licitra che dovrà fare i conti con i tanti progetti da concretizzare, sui quali innestare le nuove esigenze di sostegno a quasi tutte le categorie della città.
Al momento, con una buona dose di generosità, vediamo la Licitra come la coordinatrice della messa a punto dello stadio per la finale di coppa del mondo: diamo per buono, come sostiene il Sindaco, che tutto è attenzionato al meglio e con competenza: abbiamo un manto erboso perfetto, le tribune e le curve brillano per pulizia e segnaletica, c’è una perfetta organizzazione di security, impianti audio e video che funzionano alla perfezione, servizi di ristorazione ineccepibili, attesi ospiti importanti, ma, dopo tanta preparazione, ora si attendono le squadre in campo, si vogliono vedere i giocatori, gli arbitri, i tecnici e le riserve a bordo campo, si vuole vedere, soprattutto, il pallone messo nel dischetto di centro campo per il calcio di inizio.
Calcio di inizio che vuole dire realtà dei progetti portati avanti da due anni e idee e proposte concrete per la ripartenza, senza ingredienti prestati dal turismo o dalla cultura per cui ci sono da fare discorsi a parte.
Attese tutte che non hanno trovato risposta nell’intervento, in aula, ieri, dell’assessore Licitra.
Se non ci sarà tutto questo, meglio continuare la quarantena, non solo quella dettata dal virus.
Altro settore cardine della ripresa sarà quello della cultura che dovrà presentare il conto dei due anni di attività progettuale e dovrà incardinare quei processi che serviranno per rendere centrale Ragusa in un contesto culturale, turistico ed economico.
Su tutto questo, gli interventi dei consiglieri e, soprattutto quelli dell’amministrazione, hanno fornito particolari importanti per un dibattito con le forze sociali della città.
Ne analizzeremo i contenuti, separatamente, in altra parte del giornale, per dedicare quanto più spazio agli spunti forniti, alcuni dei quali, di particolare importanza.
A chiusura di questo commento sulla seduta ispettiva del Consiglio Comunale, ci piace ricordare il ringraziamento che tutti, consiglieri e assessori, hanno rivolto, con particolare sincerità, e che da questa pagina ci permettiamo rinnovare anche noi, a quanti non si sono fermati nell’emergenza e hanno fornito un contributo ineguagliabile alla città.
In primis medici e operatori sanitari, a tutti i livelli, Autorità, personale della protezione civile, il corpo di Polizia Municipale, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia, i dipendenti comunali, i volontari ma anche i dipendenti di banche, assicurazioni, poste, farmacie, supermercati, autotrasportatori, panifici, e quanti altri hanno assicurato i servizi essenziali per tutto il periodo di isolamento.
Noi ci permettiamo, ancora, di aggiungere un ringraziamento che non è stato ignorato ma che è rimasto poco evidente nel turbinio di ringraziamenti, quello per i dirigenti comunali che, nella emergenza, hanno dovuto risolvere i nodi della burocrazia in un momento di particolare urgenza, un lavoro ininterrotto e attento che ha contribuito, in massima parte, al funzionamento della macchina amministrativa e all’operato ineccepibile della Giunta.
A questa, al Sindaco e agli Assessori tutti, cosa che non hanno sottolineato con particolare rilevanza i consiglieri comunali, va il ringraziamento più forte, non solo per il lavoro svolto ma per l’impegno e la vicinanza alla collettività cittadina che ha reso meno pesante l’isolamento, infondendo fiducia e sicurezza.

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