Sinceramente, abbiamo perso il filo, la questione convocazione del Consiglio Comunale assume aspetti surreali, la conferenza dei capigruppo ha perso ogni autorevolezza, Commissioni che vengono convocate in aula consiliare, altre in sala commissione, altre che vedono assessori decidere chi invitare in maniera informale.
Siamo fortunati, alla fine, ad avere un Presidente del Consiglio che, se da una parte è disponibile all’ascolto dei colleghi consiglieri, del Segretario Generale e dei Dirigenti, con i quali intrattiene un proficuo e produttivo rapporto di collaborazione nel contesto di un rapporto istituzionale improntato al massimo rispetto delle gerarchie, dall’altra riesce a imporre quanto ritiene più opportuno per un regolare svolgimento dell’attività consiliare.
Il Consiglio Comunale è convocato, in videoconferenza, per martedì 19 maggio, alle ore 17, giusta convocazione del Presidente Ilardo, del 14 maggio (lo precisiamo per evitare che qualcuno pensi che riportiamo notizie di informatori confusi).
Il capogruppo dl Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli, non è d’accordo e non comprendiamo i motivi, tenuto conto che proprio lui, a nome personale e del gruppo si è sempre detto favorevole alla seduta in video conferenza, soprattutto in questo momento di particolare emergenza.
Afferma che “c’è bisogno di univocità di intenti e, soprattutto, di tornare a riunirsi con periodicità per il bene della citta”, ma contesta la scelta della videoconferenza, tant’è che non è desueto pensare, come insinuano i detrattori politici del gruppo 5 Stelle, che si voglia, a tutti i costi, cercare l’occasione per fare polemica.
Lo si desume, anche dal doppio riferimento di Firrincieli per l’intervento delle Presidenti di Commissione, Iacono e Raniolo, che il capogruppo pentastellato legge come rimostranze, come contraddizioni all’interno della maggioranza, come accuse, mentre il dato rilevabile più evidente, nel contesto di riflessioni più ampie, è proprio il tentativo, elegante ma fermo, di ridimensionare ruolo e velleità di collaborazione delle opposizioni, pur nel contesto di un proficuo e auspicabile confronto.
Firrincieli ribalta sulla maggioranza i suoi atteggiamenti contraddittori, ma si deve dire che, al netto del suo cambio di opinione sulla modalità e sul luogo della seduta, questa volta il suo intervento merita, comunque, grande attenzione.
La città comincia a non giudicare bene questo teatrino sulle sedute del consiglio comunale, mentre imperversa una crisi profonda per famiglie e imprese.
Sarebbe opportuno evitare questo inutile quanto esagerato balletto di posizioni, quando si hanno a disposizione sedi come quella della sala del centro direzionale della zona artigianale, dotata di tutte le misure necessarie per le prescrizioni di sicurezza, aperture con l’esterno per evitare l’aia condizionata, servizi, spazi che consentono il giusto distanziamento, possibilità di accesso per il pubblico.
Per chi non condivide la scelta della sala del centro direzionale della zona artigianale, c’è la sperimentata videoconferenza che ha fatto intravedere il massimo ordine per i lavori, senza interruzioni e senza sovrapposizioni e interventi non autorizzati.
Firrincieli sente ora l’esigenza del confronto de visu su tematiche come il consuntivo o le variazioni di bilancio, sul quale si sarebbe orientata la conferenza dei capigruppo.
A contribuire alla confusione sono state anche scelte affrettate per sedute di commissione convocate nell’aula consiliare, senza nemmeno preoccuparsi dello streaming né della registrazione della seduta che non compare nell’apposito spazio del sito istituzionale del Comune.
Legittimi gli interrogativi del capogruppo pentastellato che vede la maggioranza intervenire in aula per la commissione e preferire, invece, la videoconferenza per la seduta del civico consesso.
Fin troppo evidente che c’è qualcuno ‘confuso’.
Giusta la conclusione di Sergio Firrincieli sull’esigenza di un regolare svolgimento delle sedute di consiglio comunale, la città aspetta decisioni importanti, utili saranno anche suggerimenti e proposte da vagliare delle opposizioni, ma non comprende perché, proprio da quelli che ci hanno insegnato ad apprezzare le moderne tecnologie, dobbiamo sentire che per i suggerimenti costruttivi serve il confronto de visu.
