di Cesare Pluchino
Il Segretario Generale costretto al terzo appello nella stessa seduta, per due volte manca il numero legale
Il sindaco ha anticipato l’intenzione dell’assessorato enti locali di inviare il commissario per il bilancio
COMUNICATO DELLE OPPOSIZIONI
Domina ancora l’immagine di un Consiglio comunale allo sbando, senza maggioranza, con le opposizioni che vagano come ciechi che cercano di colpire l’avversario con armi spuntate.
Si dirà che il punto all’Ordine del Giorno era di particolare importanza, ma ciò nulla toglie alla realtà di opposizioni nervose e di una amministrazione che per eccessiva consapevolezza del potere, andamento lento degli uffici e ormai consolidata approssimazione nella stesura degli atti, riesce a complicare gli stessi, peraltro attesi da tempo e sollecitati dai vertici nazionali del Movimento che vorrebbero additare a modello le scelte di una delle poche città amministrate, escludendo i centri minori che secondo la terminologia classica di una volta sono paesi e non città.
In esame la proposta di giunta municipale per la variante all’art. 48 delle N.T.A. del PRG vigente.
Tenteremo di spiegare semplicemente, senza sigle e senza rimandi a leggi e decreti, come dovrebbero fare amministrazione e politici a beneficio della collettività, per far comprendere come e cosa si gestisce della cosa pubblica.
Si tratta di una scelta politica dell’amministrazione che, per quanto sarebbe consentito dalle attuali normative, vuole limitare le costruzioni in verde agricolo a quelle funzionali e di proprietà unicamente dell’imprenditore agricolo proprietario e conduttore del fondo, per la tutela del territorio e per un consumo di suolo da fermare, in linea con le più spiccate tendenze ambientaliste.
Un punto essenziale del programma politico ed elettorale del Movimento 5 Stelle, al quale si vuole aggiungere il divieto, sul territorio comunale, di effettuare perforazioni per ricerche di idrocarburi.
Il divieto di edificare in verde agricolo vuole eliminare il proliferare di residenze di campagna, seconde case e piccole strutture ricettive, spesso in netto contrasto con l’ambiente circostante, le limitazioni alle perforazioni, ancorché possano essere considerate illegittime, allarmano i lavoratori del settore che intravedono un futuro incerto per le diverse professionalità locali del settore.
Una seduta da tutto esaurito, mancavano solo i consiglieri Porsenna e Mirabella per incompatibilità, in quanto dipendenti di ditte del settore ricerche, amministrazione quasi al completo in aula, guidata dal primo cittadino, e folta rappresentanza di lavoratori e rappresentanti sindacali.
Alle ragioni politiche dell’amministrazione si contrapponevano, subito, quelle delle opposizioni che sintetizzavano in tre punti il loro contrasto alla proposta di giunta: la deliberazione si basava su normative superate dalla recente approvazione del piano paesaggistico, la giurisprudenza consolidata e interpretazioni dell’assessorato regionale al territorio e ambiente sembrano non voler riconosce solo al conduttore del fondo agricolo lo jus aedificandi, le ultime disposizioni di legge riserverebbero allo Stato centrale le autorizzazioni per le ricerche di idrocarburi, con certa giurisprudenza che escluderebbe i comuni da ogni forma di autorizzazione inerente.
Le opposizioni hanno basato le loro eccezioni paventando un possibile danno erariale per il Comune, a seguito di prevedibili ricorsi; anche i consiglieri Iacono e Castro di Partecipiamo, Giorgio Massari del PD e il rappresentante del Movimento Città, favorevoli alla norma, hanno eccepito non poche riserve sulla stesura dell’atto, considerata di affrettata redazione, senza tenere conto delle norme del piano paesaggistico che, forse, potrebbero rendere inutile la norma stessa per la presenza all’interno del piano di limitazioni già sufficienti in ossequio alle misure che si vogliono adottare.
La seduta era comunque dominata dall’atmosfera riconducibile ai risultati elettorali del giorno prima.
C’era così la componente pentastellata che malcelava la soddisfazione per un risultato che, con eccessiva sicumera, considerava anche suo, nonostante il primo appello della seduta avesse continuato a mostrare i limiti di un gruppo consiliare allo sbando, superficiale, indifferente agli orari di convocazione del consiglio,
protagonista di una maggioranza dissolta e incapace di imbastire un discorso politico unitario per dirimere le controversie interne e i i contrasti con l’amministrazione.
Dall’altra parte, le diverse opposizioni consapevoli che era suonata l’ennesima campana con le note dell’accompagnamento alla pensione politica per diverse formazioni e per qualche esponente ormai da rottamare in un futuro scenario locale e regionale.
Escludendo i soliti interventi strumentali degli esponenti di opposizione, da segnalare l’intervento del Sindaco che ha evidenziato i limiti dell’azione politica di Renzi che sarebbe stata sconfessata dagli elettori.
Parlando delle criticità che assillano molti Comuni, impossibilitati come Ragusa a presentare il bilancio, il sindaco ha paventato la possibilità, poi confermata in serata dalla stampa regionale, che possano essere inviati, dall’assessorato reginale agli enti locali, i commissari ad acta per il bilancio.
Toni accesi e diretti con alcuni consiglieri che hanno, comunque, ecceduto, senza rispetto istituzionale, gasati dalla presenza in aula dei lavoratori ai quali hanno voluto fare mostra dei muscoli verbali per esaltare la propria azione politica.
Artefice dell’opposizione Maurizio Tumino che, anche a nome dei suoi fedelissimi del gruppo misto, ha presentato una pregiudiziale con richiesta di parere scritto.
In un clima eccessivamente infuocato, si sono confrontati i pareri del sindaco, dell’assessore e del dirigente sulla materia
all’Ordine del Giorno, il consiglio è stato sospeso, una delegazione dei lavoratori è stata ricevuta dal sindaco che, pare, non abbia consentito la presenza dei consiglieri delle opposizioni.
Alla ripresa della seduta è mancato il numero legale, totale assenza delle opposizioni e numeri ancora insufficienti per i penta stellati che hanno acclarato, ancora una volta, di non poter assicurare, senza sostegni, il regolare svolgimento dei lavori d’aula.
In serata è pervenuto un comunicato congiunto delle opposizioni che invita il Sindaco a ritirare il provvedimento e a riformularlo.
Questo il testo del comunicato:
I gruppi consiliari INSIEME, PARTECIPIAMO, CITTÀ, PD, LAB 2.0, MOVIMENTO CIVICO IBLEO tenuto conto che ieri in seduta d’aula è emerso che la delibera di Giunta Municipale inerente la variante all’art.48 del piano regolatore generale conteneva una serie di refusi nonché un richiamo nella parte delle motivazioni già superato dall’approvazione del Piano paesaggistico della Provincia di Ragusa e prescrizioni generalizzate a nuove attività estrattive nel territorio comunale in contrasto con la vigente normativa e passibili di inevitabile contenzioso a danno del Comune invitano il Sindaco Piccitto a ritirare il provvedimento e a riformularlo, nel più breve tempo possibile, correggendolo nelle parti superate ed adeguandolo ai disposti normativi di settore.
I gruppi dell’opposizione
{gallery}48art{/gallery}
