di Marco Ramius
Palese il clima da campagna elettorale, inopinatamente affidato a messaggeri alle prime armi
La situazione politica al Comune di Ragusa risente delle condizioni regionali e nazionali e, di suo, ha risvegliato appetiti non sopiti per il governo della città.
I sondaggi danno in costante ascesa e temporaneo vantaggio il Movimento 5 Stelle, il centro destra stenta ad affermare la sua identità, il Partito Democratico, con i suoi contrasti interni, locali, regionali e nazionali, non appare, almeno al momento in grado di costituire argine certo contro l’avanzare dei pentastellati.
A Ragusa una situazione in linea con quella descritta, vede le difficoltà dell’amministrazione pentastellata di affermare la supremazia netta affidata dagli elettori per le irrequietezze del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle che sta mettendo a dura prova le capacità politiche del sindaco Piccitto.
Ambizioni, miraggi di candidature, totale inadeguatezza di qualche consigliere, contrasti diffusi fra i consiglieri e qualche componente della giunta, la perdita della maggioranza in consiglio, hanno fatto intravedere, agli avversari politici, anzitempo, le possibilità di un ritorno a Palazzo dell’Aquila.
Si può dire che si è entrati in campagna elettorale, per il vissuto dei primi tre anni di sindacatura, si intravede una contesa fra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico.
Ancora presto per indicare candidature nel Movimento 5 Stelle, per le tante variabili, prima di tutto la disponibilità del Sindaco a ricandidarsi. Alla luce delle esperienze vissute, necessari saranno cambiamenti radicali, nella composizione della giunta e nelle candidature al consiglio comunale, perché perseverare su alcuni nomi noti, di provata incapacità e di scarso risultato, potrà nuocere, non poco al risultato finale.
Influiranno sulle scelte anche le possibili eventuali candidature a elezioni regionali o nazionali, che non si possono escludere, anche considerando le spropositate ambizioni di qualche grillino ragusano, ma soprattutto i criteri di selezione delle candidature, se imposte dalla base o dai vertici politici del Movimento.
Dall’altra sponda, c’è un Partito Democratico, quello della vecchia guardia, al momento in silente attesa di sviluppi, i renziani, originali e acquisiti, sono attivissimi, hanno sfoderato le armi migliori della comunicazione e del coinvolgimento degli elettori per scalfire la montagna grillina.
L’on.le Dipasquale si pone come leader dei renziani e aspira alla guida di tutto il partito, tiene a bada elementi come D’Asta e Calabrese promettendo primarie che indicheranno i candidati alla guida della città, ma autorevoli osservatori non escludono il desiderio dell’ex sindaco dio tornare a Palazzo dell’Aquila.
Scalpitano formazioni minori, aggregazioni di politicanti isolati, che vedono aprire le porte di una alleanza con il PD, secondo le anticipazioni del deputato regionale.
Una di queste piccole formazioni è Territorio, il Movimento creato da Nello Dipasquale che è stato mantenuto in vita da tutti i fedelissimi dell’onorevole che non hanno voluto confluire nel PD.
Una formazione che potrebbe tornare utile in campagna elettorale, come elemento di pressione sul partito, una forza di sostegno ad un eventuale sindacatura, uno sbocco per tanti trombati dell’ultima elezione per candidature comunali e possibili sviluppi futuri.
Un Territorio che gode della competenza e del prestigio di elementi come l’avvocato Michele Sbezzi, un movimento che, proprio in questi giorni, ha rispolverato una cariatide della politica ragusana, Michele Tasca, come responsabile agli enti locali, personaggio di indiscussa competenza nella materia ma impresentabile in un clima di vantato rinnovamento e cambiamento rispetto agli schemi della vecchia politica.
Considerato che gli ultimi comunicati non sono da ascrivere all’avv. Sbezzi, né forse al Tasca, da pochissimo insediato, non resta che ascrivere ad un latente spropositato entusiasmo le esternazioni lanciate da Territorio nei confronti del leader di Partecipiamo, Giovanni Iacono.
Un primo comunicato, sotto certi aspetti farneticante, che ha provocato la legittima reazione di Giovanni Iacono, con accenti e con riferimenti non molto edificanti per Territorio e i suoi leader, alla quale, non contenti, i comunicatori di Territorio hanno pensato bene di aggiungere un’ennesima nota per confermare una comunicazione scomposta, avventata e precipitosa, che anticipa una campagna elettorale di livello bassissimo, se questi sono i presupposti.
Fra l’altro, note intempestive e inopportune, che fanno di Iacono un bersaglio di attenzioni che, normalmente si riservano ad avversari importanti e di prima linea, lasciando intravedere scenari politici ancora tutti da definire ma che incutono già timore negli attori delle prossime competizioni.
Le note, che pubblichiamo integralmente in altra parte del giornale, messe insieme per offrire un quadro preciso degli interventi, partono dalla pretesa di Territorio di offrire una traduzione non richiesta del messaggio che Partecipiamo avrebbe voluto inviare al Sindaco Piccitto.
Partendo da un assunto del tutto falso, si dice del Sindaco deluso da alcune sensibilità ambientaliste, ma lo stesso non ha parlato di brutta figura di livello nazionale nei confronti del M5S per la mancata approvazione alla variante dell’art. 48 delle N.T.A. del PRG, si parla di smaccata dimostrazione di ingenuità e incapacità politica.
Non ci sono stati balbettamenti dell’assessore Corallo, né atteggiamenti irrispettosi nei confronti dello stesso da parte di Iacono, non aduso a tali comportamenti, né a livello istituzionale né personale.
Il consiglio di un azzeramento della giunta in presenza di una maggioranza consiliare svanita, non ha nemmeno sfiorato la possibilità di ridiscutere il programma elettorale che, anzi, Iacono ha sollecitato nella sua osservanza.
Del tutto personale l’opinione che un consiglio politico di persona esperta come Iacono possa tradursi in un ricatto nei confronti dell’ex alleato al quale non viene assolutamente richiesta la ridiscussione del programma elettorale, quanto la piena e attesa attuazione.
Una nota disordinata, basata su valutazioni del tutto personali della conferenza stampa, con elementi del tutto inesistenti, che si conclude con la sterile, riduttiva, richiesta di dimissioni, comune alle parti politiche che non hanno altro da offrire al dibattito politico.
Nota che ha provocato la legittima replica di GiovanniI Iacono, dai contenuti non certo ‘piacevoli’ per Territorio e per il suo leader di fatto.
Iacono considera la nota parto dell’onorevole Nello Dipasquale, che considera “tipico personaggio Pirandelliano, un neo Vitangelo Moscarda che potremmo oggi ridurre ad ‘uno, nessuno e territorio’ nella spasmodica ricerca di una improbabile elezione che Ragusa gli negherà inesorabilmente”.
Un tentativo di screditare e delegittimare chiunque gli fa da ostacolo, per intorbidire, mistificandolo, il dibattito politico, la sigla ‘Territorio’ è stata riesumata per attaccare Giovanni Iacono all’atto delle dimissioni di protesta da presidente del Consiglio Comunale contro il tentativo di Nello Di Pasquale di scippare il Comune di Ragusa di buona parte delle royalties
Secondo Partecipiamo, la stragrande maggioranza dei Ragusani ha votato, al ballottaggio, i “grillini” solo per non votare chi sosteneva Di Pasquale. Sono stati votati i ‘grillini’ per tentare di togliere le ‘mani sulla città’ a Di Pasquale.
Citata l’elezione a marzo del presidente del consiglio comunale dove Di Pasquale ha dettato con telefonate, sms e richieste di “prova di voto” chi doveva essere votato, come pure l’eliminazione, dai pentastellati, dei maggiori oppositori dell’ex sindaco.
Non contenti dei contenuti della nota di Partecipiamo, o, forse, infastiditi dalla stessa, i comunicatori di Territorio parlano di argomenti messi insieme a casaccio e marcano precise differenze fra i due movimenti, secondo le quali vorrebbero far intendere che Dipasquale poco influisce sulle scelte di Territorio.
Affermazione che, da sola, consiglia di ritenere privi di qualsivoglia affidabilità i comunicati di Territorio.
