L’ASP Ragusa chiede rettifica a livesicilia.it

di redazione
Chiarimenti sui consulenti dell’azienda, inoltrati al giornale online regionale e, per conoscenza, all’Assessore alla Salute Gucciardi
La Direzione Generale dell’Azienda ha inoltrato una nota al quotidiano online regionale livesicilia.it per chiedere una rettifica all’articolo sulle consulenze delle aziende sanitarie siciliane i contenuti del quale erano stati ripresi anche in una nota fatta pervenire alla stampa dalla senatrice Padua, la Direzione ha ritenuto opportuno fornire i chiarimenti che seguono, chiedendo di pubblicare rettifica con la stessa evidenza dell’articolo su livesicilia.it del 6.7.2016 intitolato “Concorsi in Sanità, i giudici frenano – Nelle Asp il paradiso dei consulenti”
ln relazione all’articolo in oggetto, questa Direzione ritiene opportuno fornire i chiarimenti che seguono.
Nell’articolo si afferma che “per funzionare la piccola ASP di Ragusa ha avuto bisogno in un anno di 337 consulenti”, aggiungendo che Ragusa, assieme a Messina e Siracusa, sarebbe una delle “aziende messe peggio”.
II dato relativo ai “consulenti” cui l’articolista si riferisce è estratto dalla relazione del Procuratore della Corte dei Conti Dr.ssa Calaciura in sede di giudizio di parificazione del bilancio regionale 2015 innanzi le Sezioni Riunite della Corte dei Conti, ed è il seguente (pagg. 19-20 della relazione):
“II numero dei consulenti (sia sanitari che non sanitari) e dei collaboratori esterni (co.co.co., lavoro interinale ed altre forme di collaborazione) nominati dalle AA.SS.PP. e dalle Aziende Ospedaliere nel 2015 è stato di n. 1.222. La spesa complessiva, da preconsuntivo, è stata pari a 27 milioni e 835 mila euro.

ASP Consulenze e Collaborazioni

Agrigento           4

Caltanissetta     65

Catania 172

Enna      23

Messina              6

Palermo              5

Ragusa 337

Siracusa               56

Trapani 14

Aziende Ospedaliere e Universitarie e IRCCS Bonino Pulejo          540

TOTALE 1222

Fonte: Assessorato della Salute – Regione siciliana

Si tratta in realtà di un dato aggregato, la cui macro-voce viene denominata “consulenze e collaborazioni”, tratto dal modello CE 40 trimestre 2015 e richiesto alle Aziende Sanitarie dall’Assessorato della Salute con nota prot. 0012215 del 5.2.2016; nella nota si precisa espressamente che per i dati richiesti occorre fare riferimento ad alcune specifiche voci di costo di CE, ove sono presenti, tra l’altro, “le collaborazioni coordinate e continuative sanitarie e socio sanitarie da privato” ed il “lavoro interinale”.
I dati forniti dall’Azienda alla Regione, giusta nota prot. U-0003579 del 10.2.2016, sono stati i seguenti: 159 per prestazioni di cui all’art.55 comma 2 CCNL 8.6.2000: si tratta di prestazioni aggiuntive erogate da personale dipendente, dirigenti medici, in aggiunta alla attività istituzionale, allo scopo di ridurre le liste di attesa o di acquisire prestazioni aggiuntive, soprattutto in condizioni, come quelle attuali, di carenza di organico ed impossibilità, anche momentanea, di coprire i relativi posti: nulla a che fare con il concetto di “consulenza” nella accezione comune del termine, trattandosi, peraltro, di personale già dipendente.
60 per prestazioni sanitarie di collaborazione coordinata e continuativa e 16 per prestazioni non sanitarie di collaborazione coordinata e continuativa.
In questo caso si tratta di prestazioni acquisite in conformità alla legislazione vigente da collaboratori esterni all’ASP, sulla scorta di appositi bandi pubblici e per figure professionali anche di rilievo (ingegneri, psicologi, ecc.) per realizzare obbiettivi rientranti nel Piano Sanitario Nazionale, che garantiscono sia attività rientranti nei L.E.A. (livelli essenziali di assistenza) e sia processi di sperimentazione, anche innovativa e più volte oggetto di attenzione anche da parte degli organi di stampa (vedi i co.co.co. presso lo SPRESAL aziendale per la prevenzione degli infortuni sul lavoro).
I costi per questi collaboratori non sono a carico del bilancio aziendale ma vengono “sterilizzati” in virtù di appositi finanziamenti nazionali e regionali.
La attivazione di questi progetti “finalizzati” rappresenta un segno di vitalità e progettualità della azienda sanitaria; per inciso questa attività ha avuto durante la attuale Direzione un notevole impulso che ha portato alla possibilità di utilizzo dei fondi allocati, altrimenti destinati ad essere ritirati dalle autorità regionali in caso di mancato utilizzo appropriato. Inoltre, si tratta di progetti che costituiscono, per i giovani reclutati a mezzo selezione pubblica, in quanto in possesso dei requisiti culturali richiesti, delle preziose opportunità di lavoro e di esperienza professionale. Anche in questo caso, non sono “consulenti” ma ben altro!
61 per prestazioni commissioni invalidi: si tratta delle commissioni istituite per legge in Azienda per l’accertamento della invalidità civile, composte a seguito di bandi pubblici, di cui fanno parte 43 dipendenti e 18 medici esterni, specialisti convenzionati. Anche in questo caso nulla a che vedere con le ‘consulenze”.
22 per prestazioni altre commissioni (di cui 17 dipendenti e 5 componenti esterni): trattasi di commissioni di concorso e selezione co.co.co. di cui sopra, anche in questo caso nessun consulente.
19 tra borsisti e infermieri per assistenza religiosa (11+8): trattasi di titolari di borse di studio inviati dall’Assessorato della Salute (per i quali anche in questo caso i costi sono “sterilizzati” ovvero non a carico del bilancio) e delle Suore del Sacro Cuore, che svolgono attività di infermiere presso l’Ospedale di Vittoria in virtù di una storica convenzione. Non pare che le Suore possano essere definite “consulenti”.
Appare allora evidente come il temuto esercito di consulenti che avrebbe invaso l’Azienda sia del tutto insussistente, facendosi riferimento, piuttosto, a dati aggregati di carattere contabile, dal significato del tutto differente.
Rispetto alle difficoltà finanziarie della nostra Azienda, non è chiaro quale sia la fonte di tale informazione in quanto la nostra Azienda chiude da sempre il bilancio in equilibrio, eccezion fatta per il 2012, ma per motivi di carattere straordinario e non per motivi strutturali.
Solo a margine è opportuno ricordare ai meno informati che le ASP, a differenza delle Aziende Ospedaliere, sono finanziate a quota capitaria e quindi non esiste il nesso diretto con il valore della produzione che invece ha specifica valenza nelle A.O.
Tra l’altro, gli obiettivi assegnati sono stati raggiunti e nella verifica di metà mandato questa Direzione è stata collocata nella parte alta della graduatoria.
Si spera di avere chiarito la realtà dei fatti e si chiede a LIVE SICILIA di pubblicare la presente rettifica con la stessa evidenza dell’articolo in oggetto.
Identica rettifica è già stata pubblicata dall’ASP di Catania.

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