di Cesare Pluchino
Troppe assenze per le sedute ispettive nelle quali, inaspettatamente, vengono fuori interventi molto interessanti
Solo 9 presenti all’appello della seduta di consiglio comunale del 14 luglio 2016, dedicata all’attività ispettiva.
Si deve dire che le assenze erano, per buon parte, nella compagine del Movimento 5 Stelle, considerata come amministrazione e come quota di consiglieri, esecrabili nonostante le dovute giustificazioni per qualche impegno inderogabile, che stridono con altre eccessive presenze di passerella, spesso anche fuori luogo.
Anche le opposizioni assicurano, in molti casi, la presenza giusto il tempo di intervenire, in qualche caso giusto il tempo di assicurarsi il gettone di presenza, così che in chiusura di seduta l’aula accoglie uno sparuto numero di persone, compresi gli addetti ai lavori.
Uno spettacolo alquanto desolante, che richiederebbe una profonda revisione del regolamento, anche se, come in questa seduta, non sono stati pochi gli elementi emersi, degni di una certa attenzione.
Squallida la parte che si sarebbe dovuta dedicare alle interrogazioni: sulla biblioteca comunale c’era l’interrogante D’Asta, ma per la terza volta consecutiva manca il sindaco, a conferma che la detenzione della delega alla cultura non si addice al cumulo naturale di impegni del primo cittadino.
Per il servizio idrico integrato presente l’interrogante Iacono, ma manca l’assessore Martorana, per i servizi al turismo, l’interrogazione di D’Asta può essere trattata per la presenza dell’assessore Nella Disca.
L’interrogazione è parte integrante della strategia, del tutto legittima, del consigliere Mario D’Asta di attacco a tutto campo dell’amministrazione Piccitto; una strategia che potremmo definire preelettorale, con significative consonanze con attacchi contemporanei e paralleli al sindaco e agli assessori, di Calabrese del primo circolo PD, dei Giovani Democratici, di Territorio, dei quali ci occupiamo in altra parte del giornale.
Questa interrogazione di D’asta è la sintesi di segnalazioni riguardanti Ibla, strategica per l’aumento dei flussi turistici, determinati dall’aeroporto e da Montalbano, ma deficitaria, secondo il consigliere, di una adeguata programmazione dei servizi turistici.
D’Asta mette tutto nella pentola dell’interrogazione: chiese ancora chiuse per le visite turistiche, bagni pubblici chiusi o inefficienti, verde pubblico non curato adeguatamente, bus navetta che sarebbe stato istituito solo grazie alle sollecitazioni PD, infotourist chiusi, segnaletica scarsa, lavori pubblici ai giardini iblei che si prolungano sull’avvio della stagione estiva, poca sicurezza, scippi, criticità dei radiotaxi, un bollettino di guerra per il quale si richiede anche un consiglio comunale che il consigliere, inspiegabilmente, aspetta, come risposta, dal sindaco che non può convocare nessun consiglio comunale.
L’assessore Nella Disca si rivela, ancora una volta, amministratore con molto carattere che, acquisita contezza delle cose del suo ufficio, riserverà positive sorprese per l’amministrazione.
Messe da parte le questioni bagni, verde, trasporti, segnaletica e lavori pubblici, che lascia ai colleghi Iannucci e Corallo, assenti, affronta con un approccio diverso la questione del protocollo con la curia, per l’apertura delle chiese.
Premettendo che senza bilancio è proprio il caso di dire che “non si canta messa”, mostra di aver affrontato la questione da un verso giusto e assai condivisibile, mostrando di avere solo bisogno di tempo per far vedere un reale cambiamento.
A patto, naturalmente, che l’aria di cambiamento non provochi, come già è stato, un improvviso defenestramento. A tal proposito sarebbe opportuno sapere che lavoro fa il marito della signora Disca, ma questi sono dettagli, gossip, pettegolezzi per giornaletti da strapazzo.
L’assessore Disca ripesca i protocolli di intesa con alcuni parroci per interventi sulle chiese con i fondi della Legge 61/81, trovando quelle parti che prevedono, fra gli accordi, la disponibilità della controparte per l’apertura delle chiese, al fine di renderle disponibili alla pubblica fruizione. Ne cita, a titolo di esempio, due, uno con la Parrocchia delle Anime Sante del Purgatorio, una con la Fondazione San Giovanni Battista per la Chiesa di sant’Agata ai Giardini Iblei.
Presumibile che i numerosissimi e sostanziosi interventi sui beni ecclesiastici, con i fondi della Legge su Ibla abbiano sempre previsto scambi di questo tipo, legittimo chiedersi, a questo punto, se non ci siano state sovrapposizioni, auspicabile, nell’occasione, un report dettagliato su tutti gli interventi negli edifici sacri, gli importi dedicati e i ritorni per l’ente comunale, almeno in ordine alla fruizione comune del bene.
Senza dubbio un filone da rispolverare, da valutare con attenzione e, si spera, che possa essere reso di pubblico dominio.
Deludenti le risposte per gli infotourist chiusi nei fine settimana, che risentono ancora delle strategie conservative dei soldi pubblici del precedente assessore, che restano chiusi per problemi di personale e di bilancio, con la puntuale osservazione creativa derivante dallo studio dei flussi di pubblico che, guarda caso, decrescono nei fine settimana, così da rendere improduttive le aperture.
Si darebbe la vita per sapere se, alla fine, queste cose le mette nero su bianco l’assessore, l’esperta, il dirigente, il funzionario o chi altri !
Prevalentemente retorici, altri propagandistici, gli interventi di consiglieri sui temi più disparati, di quello di Giovanni Iacono sulla questione emergenza rifiuti abbiamo accennato nell’articolo di riferimento.
Il leader di Partecipiamo ha apprezzato i contenuti dell’intervento dell’assessore Leggio che a proposito di servizi sociali ha elogiato il lavoro del suo predecessore, Salvatore Martorana, segnatamente per refezione scolastica, per le nuove povertà, per gli immigrati, per i detenuti, per le dipendenze.
Apprezzamento che non ha avuto, coerentemente secondo Leggio, un voto positivo al rendiconto 2015, da parte del rappresentante di Partecipiamo.
Giovanni Iacono, distinguendo il voto sul documento globale da singole valutazioni sui diversi comparti, ha accolto di buon grado uno dei pochissimi riconoscimenti per il lavoro dell’assessore di Partecipiamo, ancora più significativo perché proveniente dalla stessa persona che si era, esplicitamente, espresso per la cacciata dello stesso.
Una nota di plauso alla conduzione fluida e agile della seduta, da parte della vicepresidente del Consiglio, sig.ra Federico.
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