di Cesare Pluchino
Lo spauracchio del commissariamento ha imposto scelte affrettate, in un clima di confusione politica generale
Che tutto fila liscio al Comune di Ragusa lo si è visto dalla repentina e sollecita riparazione dell’ascensore, guasto nel pomeriggio del 1° agosto, giorno della prima seduta di Consiglio Comunale dedicata al bilancio.
Il sindaco era stato anche sollecitato da un invalido a far ripristinare in tempi brevi l’elevatore, chi ha voluto assistere alla seconda seduta di martedì 2 giugno ha potuto constatare come anche il dirigente dott. Lumiera, in persona, abbia seguito la questione, sia pure marginale, con efficienza di stampo tedesco.
Non si era visto mai un ascensore di un ufficio pubblico riparato in meno di un giorno.
Sembra che anche a Ragusa, ad onta delle critiche e delle campagne di stampa di facciata contro l’amministrazione pentastellata, si avverta il venticello a cinque stelle che alimenta il trend ascensionale del Movimento 5 Stelle.
Si erge a dominatore assoluto della scena Federico Piccitto, al quale va riconosciuta la capacità di avere messo insieme i cocci di una situazione difficile. Non tutte le scelte e le strategie potranno essere condivise, gli effetti di qualcuna sono ancora tutti da verificare, l’instabilità del truppone consiliare non ha certo la garanzia biennale, ma la dissidenza interna è stata del tutto marginalizzata, quella del gruppo consiliare ha ricevuto un innesto di cellule staminali che hanno rigenerato, salvo improvvisi rigetti, lo spirito grillino della prima ora adattato alle nuove tendenze ed esigenze politiche, le opposizioni, con una serie di strane alchimie, non tutte ancora comprensibili, sono state oggetto di una scomposizione cellulare che li ha rese quasi inattive e, in ogni caso, incapaci di condizionare l’operatività del governo cittadino.
Tutti, più o meno, relegati al ruolo di comparse e ridotti ad esecutori, consenzienti o obbligati, di scelte superiori.
L’esame del bilancio preventivo 2016, che si è voluto ammantare di un alone di grande importanza con la convocazione di tre sedute del civico consesso, si è rivelato un volgare cibo precotto surgelato, di quelli che si consumano, velocemente, nella pausa pranzo, dopo breve girotondo nel microonde.
Qualcuno ha tentato di aggiungere un filo d’olio o la fogliolina di basilico per ingentilire e dare sostanza al piatto, ma si è capito, troppo presto, che si trattava di una pietanza scontata, preparata, dall’esito prevedibile.
Delle prime due giornate di consiglio comunale si è avuta l’impressione delle gite domenicali al centro commerciale di livello
regionale, dove si assiste ad ogni sorta di spettacolo e si vedono i prodotti più strani, in questo caso della nuova politica. Si è visto, si è ascoltato, si è letto, di tutto.
Difficile rendere un resoconto organico dei vari interventi, sono stati, piuttosto, i particolari insignificanti, come attraverso i corridoi di un grande supermercato, a fornire gli elementi caratterizzanti delle sedute.
La nota dominante è stata quella di una maggioranza ricostituita a sostegno dell’amministrazione, non necessariamente riconducibile ai 16 consiglieri del Movimento 5 Stelle che pure, per momenti isolati, si sono mostrati presenti e compatti.
Il sostegno, o la desistenza, vengono da fuori e la conferma è data dalla fondamentale tranquillità del truppone che ha affrontato la mancanza del numero legale al primo appello di lunedì, la mancanza della maggioranza pentastellata per la pregiudiziale di Sonia Migliore, la presenza rimaneggiata al primo appello di martedì, con assoluta indifferenza.
Ormai confermato il sostegno, che è più desistenza, degli elementi del consiglio che palesarono le posizioni per l’elezione di Tringali alla presidenza del consiglio, acclarato dalla dichiarazione iniziale del consigliere del PD Chiavola, renziano fedelissimo dell’on.le Dipasquale, che ha parlato, chiaramente, di una maggioranza che vive con il sostegno della minoranza, dichiarazione esplicita che ha tentato, di ridimensionare, in un secondo intervento, con una di quelle toppe che risultano peggiori del buco.
Chi esce assai dignitosamente da questo scenario non esaltante di accordi trasversali e di dissidenze congelate è la consigliera Sonia Migliore che, dopo la bocciatura della sua pregiudiziale e il primo intervento in aula, ha dichiarato che, per le condizioni difficili di valutazione dell’atto finanziario, non sufficientemente supportata da adeguata documentazione e complicata dalle nuove impostazioni dettate dalla recente normativa, riteneva improduttiva la sua presenza in aula, non potendo esercitare il suo ruolo di controllo e verifica degli atti per espletare il mandato conferito dagli elettori.
Con grande coerenza, come non ha saputo fare nel corso di tre anni di opposizione, Sonia Migliore non ha voluto partecipare alla commedia, secondo un canovaccio evidentemente prestabilito, e ha abbandonato l’aula, non partecipando, nemmeno, ai lavori della seconda giornata, seguita dalla collega di gruppo, Nicita, formalizzando la sua presenza in aula per non confondere l’assenza con altre possibili impedimenti.
L’unico comportamento adeguato in un contesto di recitazioni retoriche inutili quanto poco convinte.
Per il resto le voci, ormai isolate quanto non unitarie, dei consiglieri Iacono, Massari e Ialacqua, uniche opposizioni serie rimaste nel civico consesso, con interventi spesso taglienti ma non tali da scalfire il muro di gomma trasversale che protegge l’amministrazione.
Tumino e il suo gruppo ostentano una opposizione ferma e risoluta contro l’amministrazione Piccitto, ma scivolano su una plateale ostentata richiesta di verifica del numero legale, nella prima giornata, che ha segnato la débâcle definitiva di una inesistente opposizione – Tumino non è il tipo da non capire che i pentastellalti erano tutti in corridoio, dietro la porta dell’aula consiliare – , ancora Tumino, nella seconda giornata, ha una reazione spropositata nei confronti della Nicita che protestava dalla zona riservata al pubblico – per Tumino doveva essere, in ogni caso, una voce di opposizione che, invece, evidentemente, insieme a quella di Sonia Migliore, costituisce presenza e voce scomoda all’interno delle minoranze – , in generale troppi silenzi, accenti isolati, interventi ridotti al minimo, presenze centellinate che non hanno potuto mascherare posizioni la cui lettura prevalente non è certo esaltante per personaggi che sembravano destinati a ben altri scenari politici prima delle ultime scelte che ne hanno minato prestigio, affidabilità politica e credibilità strategica.
Tutto il resto, come i prodotti negli scaffali del supermercato, le bottiglie di champagne pregiato, che di solito vanno in coppia, i prodotti a marchio e quelli di marca, qualche prodotto di nicchia e qualche produzione artigianale, mentre si preparano gli emendamenti che saranno distribuiti all’uscita come campioni gratuiti dimostrativi della nuova linea di produzione.
Tutto andrà bene, la regia sembra consolidata, potrà capitare che qualcuno riporti indietro un prodotto scaduto o danneggiato, rimedieranno al box office.
Tornati a casa ci si accorge che si è visto e acquistato di tutto, ma mancano le cose di cui si aveva effettivo bisogno: guardiamo fra le carte e ci accorgiamo che di bilancio pochi hanno parlato, tutto è rimasto fondamentalmente inalterato rispetto all’anno precedente, gli stessi dirigenti, presenti in aula, sembravano gli aerei schierati sulla pista come prova di forza di una dittatura consilidata
In attesa del parere di conformità per i 28 emendamenti presentati, anche questi sintomo, nel numero, di una opposizione spompata, in qualche caso artatamente sgonfiata, ci prepara alla seduta finale che, si prevede, si allungherà nella nottata, fino oltre le ore due del giorno successivo, così da fornire, oltre ai campioni gratuiti, altro gettone di presenza ed esonero lavorativo che consentirà un lungo ponte iniziale di agosto.
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