di Cesare Pluchino
L’amministrazione pentastellata, senza maggioranza in aula, ottiene il consenso dell’aula grazie al sostegno di cinque consiglieri del gruppo misto e di due del PD
Rispettati i tempi, o quasi, oltrepassate le ore 2, necessario salvacondotto per il secondo esonero lavorativo e per un secondo gettone di presenza, il bilancio preventivo 2016 è stato approvato dal Consiglio Comunale di Ragusa.
I 25 emendamenti potevano essere esaminati, abbondantemente, dalle ore 15, orario della convocazione, ma sospensioni e una opportuna pausa cena hanno dilatato i tempi secondo convenienza.
C’è da dire, a difesa di tutto il civico consesso, che i lavori effettivi della seduta sono iniziati dopo le ore 18, ma sono stati preceduti dalla ‘sagra del comunicato’, con relativa altra sospensione dei lavori, per cui il primo emendamento è stato discusso a partire dalle ore 19.35.
Presenti in aula 15 consiglieri del Movimento 5 Stelle, numero legale assicurato dalla presenza di cinque consiglieri del gruppo misto, Tumino, Lo Destro, Mirabella, La Porta e Marino, e di due del PD, Chiavola e D’Asta.
Si sono allontanati dall’aula, per protesta, i consiglieri Iacono, Castro, Ialacqua, Massari, Migliore e Nicita.
Dicevamo della ‘sagra dei documenti’, protesta inscenata, in aula, all’apertura dei lavori, dai suddetti consiglieri che, avvicendandosi ai microfoni, hanno evidenziato, per mozione, il ritrovamento di un documento, non ufficiale, con la specifica delle spese e delle entrate di bilancio, suddivise per capitoli.
Lo stesso documento che, più volte, era stato richiesto in commissione dai consiglieri comunali e la cui esistenza era stata negata, come documento ufficiale, dall’assessore Martorana e dal dirigente Cannata.
I consiglieri comunali di opposizione, in commissione, avevano sollevato eccezioni di regolarità, per la mancata possibilità di visionare atti che potessero facilitare la comprensione del bilancio, l’assessore Martorana negava l’esistenza di documenti che riportassero la suddivisione in capitoli che era rimandata alla stesura dei Piani esecutivi di gestione, i PEG, che, con la nuova normativa, sarebbero stati esitati dopo l’approvazione dello strumento finanziario.
Nel corso della seduta appena conclusa, Martorana, ha definito il documento ’ritrovato’ dai consiglieri di opposizione un documento interno della giunta, non ufficiale, una sorta di brutta copia, confermando, di fatto, l’esistenza del documento che era stato richiesto dai consiglieri che, evidentemente, avevano ricevuto indiscrezioni sulle carte che circolavano per alcuni colleghi grillini.
Ma si trattava sempre di un documento non ufficiale, come il ‘mastrino’ in EXCEL che il consigliere Iacono asserisce di aver ricevuto tramite la collega Castro dalla consigliera Sigona, documento che Iacono considera riservato per pochi, smentito da Martorana che ha asserito che lo stesso fosse stato anche nella disponibilità dell’ex assessore di Partecipiamo, Salvatore Martorana.
L’ennesimo scontro, dopo quelli in commissione, di Iacono con Martorana, con reciproco scambio di roventi accuse e di sarcastiche battute dell’assessore sul recente passato di alleato di Iacono.
La non ufficialità del documento, ancorché nella disponibilità dei consiglieri comunali, ha inficiato, fondamentalmente, la protesta: l’ammissione dell’assessore che il documento era una traccia riservata dei componenti la giunta non ha nemmeno provocato reazioni dai protagonisti della protesta che, inutilmente, hanno cercato di levare i toni della seduta, come estremo tentativo di fare opposizione per l’approvazione di un bilancio condizionata, comunque, dal ‘’tutti a casa’’ in caso di bocciatura dell’atto.
Significativa la composizione del gruppo di contestatori, composto da due consiglieri eletti nelle liste del Movimento 5 Stelle, Castro e Nicita, poi transitate in altri gruppi, una delle due, Castro, poi alleata dei grillini nel sostegno all’amministrazione, insieme a Giovanni Iacono, già alleato e già sostenitore del sindaco Piccitto, al ballottaggio, come l’altro contestatore Ialacqua, sostenitore al ballottaggio. Formazione completata da Migliore e Massari, la prima in rotta con il partito formalmente di appartenenza, l’UDC, il secondo in rotta con gli esponenti del suo gruppo consiliare.
Una squadra di delusi della prima e dell’ultima ora che hanno cercato di condizionare, pare inutilmente, i lavori per l’approvazione dello strumento finanziario.
I sei consiglieri hanno abbandonato l’aula ma la protesta non è riuscita a condizionare i lavori che, anzi, alla ripresa, dopo una informale riunione dei gruppi presenti in aula, sono stati portati avanti con speditezza, pur con i costanti interventi dei consiglieri di opposizione presenti che hanno tenuto a precisare e confermare una opposizione ferma e risoluta all’amministrazione e all’atto in esame, derubricando, senza specificarlo, la presenza in aula a puro senso di responsabilità, strategia attivata con interventi retorici, ampollosi, artatamente leziosi, che rendevano inevitabili considerazioni, ancorché non dimostrabili, di una desistenza di fondo che se non poteva essere definita inciucio, di certo si può ascrivere ad un tacito patto di non belligeranza, condizionato da accordi di natura ignota.
Nella mattinata di venerdì 5 agosto, convocate conferenze stampa dei componenti del gruppo misto che hanno partecipato ai lavori d’aula, il gruppo di Maurizio Tumino, e dei sei che hanno inscenato la protesta, che, evidentemente, desiderano rimarcare le rispettive posizioni che, evidentemente, non ritengono sufficientemente analizzate dalla stampa che, in sintesi, non ha dato eccessivo rilievo sia la presunto senso di responsabilità di quanti hanno voluto mantenere il numero legale, come pure non hanno trovato elementi degni di importanza nel ritrovamento di carte con appunti, ancorché ritenuti esaustivi della suddivisione delle somme nei capitoli di bilancio.
