Per Maurizio Tumino, il DUP Documento Unico della Paura

di redazione
Decisa stroncatura dello strumento finanziario nell’incontro che serve per confermare e rilanciare ambizioni per la guida della città

Non serviva la conferenza stampa di Maurizio Tumino, e del suo gruppo all’interno del misto al Consiglio Comunale di Ragusa. Peraltro un incontro che non ha rilasciato novità e non poteva fornire elementi di sorpresa nel contesto di uno scenario di desistenza che non è alleanza bensì opposizione responsabile alla quale viene facile rivestire il ruolo per le fibrillazioni, peraltro non sopite all’interno dei cinque stelle.
Un ruolo che Maurizio Tumino, ufficialmente, rifiuta, ma che rilascia, sempre più spesso, segnali di una inequivocabile interlocuzione preferenziale con i 5 Stelle, palesatasi già per la tassa di soggiorno e confermata nel corso della seduta finale per l’approvazione del bilancio, quando dopo la protesta dei colleghi dell’opposizione consiliare e la successiva sospensione, Tumino e il suo gruppo si è chiuso nella stanza del Presidente del Consiglio, con Tringali e il vicesindaco Iannucci per concordare il prosieguo dei lavori.
Mantenendoci sull’ufficialità, Tumino, come ha più volte ribadito in aula, ancorché suscitando, per qualche passaggio, il sorriso di chi capisce come stanno effettivamente le cose, riafferma la decisa opposizione, sua e del gruppo, all’amministrazione Piccitto, madre di uno strumento finanziario debole, che, sarcasticamente, chiama, DUP Documento Unico della Paura, testimonianza, secondo Tumino, della inadeguatezza, della inconcludenza, della incapacità, della inefficienza di una Giunta che non ha visioni di prospettiva ma governa una città fantasma, invisibile, con ridotti obiettivi strategici, dove cultura, servizi sociali, agricoltura e sistema produttivo sono puntualmente ignorati o, nella migliore delle occasioni, sottoconsiderati.
Un giudizio tranchant per l’operato di Piccitto e soci, una occasione persa quella di uno strumento finanziario che, approfittando di una situazione economica generale positiva, poteva dare ben altre risposte alla collettività.
Massima attenzione, nelle parole di Tumino, per le altre opposizioni che si sono diversamente coalizzate per segnare e marcare le differenze, nel contesto di un senso di impotenza che avvolge tutti.
Tumino non vuole stilare classifiche di merito per le opposizioni, non entra in competizione con altri colleghi, dice di essere solo opposizione a questa amministrazione, lascia ad altri le tabelle che parlano di opposizione vera, genuina, seria, ma lo fa con estremo garbo e con l’intenzione di non irretire nessuno, fiducioso che si possa sempre intraprendere un cammino comune consentito da un comune ragionamento.
Un appello senza veli alle forze moderate per una reale alternanza a questa amministrazione, alternanza per la quale si pone come primo potenziale candidato, in un tempo nel quale non è opportuno tanto definire candidature quanto programmi e strategie.
Ma sono già tre anni che le forze moderate vanno a cena insieme per trovare la quadra e Tumino sembra voler dimenticare che ogni programma, ogni strategia, si è sempre arenata al momento di alzarsi da tavola e mettere in tasca il tovagliolino di carta con il nome del futuro candidato sindaco.
E’ stato Angelo La Porta a rimarcare la dignità con la quale il gruppo ha voluto mantenere la presenza in aula nell’intento di lavorare solo per la città, anche nella consapevolezza che le proposte concretizzate negli emendamenti non avrebbero avuto vita facile, a conferma dell’inesistenza di accordi e di inciuci che il consigliere rifiuta con fermezza.
Anche Angelo La Porta lancia il suo appello alle forze politiche moderate che vogliono costruire una nuova idea di città, in questa informale e ufficiosa apertura di campagna elettorale che viene data per imminente dopo la pausa estiva.
Elisa Marino prende le distanze dalle polemiche con altre opposizioni e accenna alle scelte sbagliate dell’amministrazione che dimentica le vere emergenze nel sociale e per lo sviluppo economico della città.
Plateale. e come tale incisivo, l’intervento finale di Peppe Lo Destro che ha ribadito l’assoluta leadership, nel gruppo, di Maurizio Tumino, le cui parole rendono superfluo ogni altro intervento in materia; ribadisce, anche a nome del compagno Mirabella, l’impegno a fare di tutto per amministrare la città, auspicando grande condivisone per il Movimento e il suo leader.
Poco bilancio, molta propaganda e semina per una campagna elettorale dove il gruppo di Tumino vuole costituire riferimento di una vasta area di moderati di centro destra, non disdegnando contatti e scambi di relazioni con altri gruppi politici interessati al futuro della città.

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