di Cesare Pluchino
L’incremento dei visitatori al Castello di Donnafugata viene confermato dal crescente interesse per la nuova Mostra ‘Tra pizzi e merletti… storie di vita privata’
Soddisfazione doppia per il Sindaco Federico Piccitto, nella sua veste di capo dell’amministrazione e di responsabile della delega alla cultura, che ha avuto di esprimere già nella conferenza stampa di presentazione della seconda mostra dedicata ai pezzi della collezione di abiti d’epoca.
Invero, solo un altro piccolo assaggio dell’importante raccolta, che si compone di 2.789 pezzi, non ancora portati a conoscenza del pubblico, in attesa dell’allestimento dei locali museali nei bassi del Castello di Donnafugata.
L’incremento del numero di visitatori, un più 20% nei primi sei mesi del 2016, avvalora le scelte dell’amministrazione che ha creduto nel valore e nelle potenzialità di questa collezione.
Scelte che, occorre ricordarlo, portano la firma anche dell’allora assessore Stefania Campo che, con lungimiranza, si preoccupò non solo di formalizzare l’acquisto ma anche di stabilire l’ubicazione della raccolta e di affidarsi ad un esperto curatore, un museologo importante, scelta questa che è stata quella determinante per valorizzare l’acquisto.
Dobbiamo ammettere che noi stessi avevamo considerato male le eccessive sollecitazioni che erano rivolte all’amministrazione per l’acquisto della collezione, atteggiamento critico dovuto alla mancanza di concreta pianificazione e attenta programmazione del post acquisto, che sono confermate, a tutt’oggi, per esempio, dal mancato allestimento dei locali destinati all’esposizione e dal fatto che della collezione non si è visto che un centinaio di pezzi, dei quali solo un terzo costituito da abiti d’epoca.
Dicevamo dell’esperto museologo, del curatore delle mostre, che, con estrema passione e dedizione, – il compenso, per quello che scaturisce dalle determine dirigenziali, al momento, è solo simbolico e non commisurato ai risultati ottenuti, – ha saputo incantare il pubblico con vera e propria magia.
Magia nell’allestire la prima mostra, ‘Anteprima 800 – Moda: estetica, vanità e mutamento’, una esposizione di pochi selezionati pezzi che hanno fornito l’idea delle potenzialità della raccolta di abiti d’epoca.
Una competente abilità nell’allestimento che, peraltro, ha ridato vita al Castello, in maniera mirabile.
Magia replicata con questa seconda esposizione dedicata alla Collezione che fu del Marchese Gabriele Arezzo di Trifiletti, dove il curatore, architetto Nuccio Iacono, ha espresso, ancora una volta il suo estro e le sue competenze non comuni.
Perché, diciamocelo sinceramente, è più che una magia, nell’attesa di tirare fuori il grosso della collezione, nella speranza che esista veramente, dare vita ad una seconda mostra, che non sembra inferiore, di livello, alla prima, mettendo insieme pigiami, vestaglie, sottogonne e déshabillé, con cuffiette da notte e calze di vario tipo, uniti a qualche pezzo da corredo.
Un’altra impresa targata Piccitto, il sindaco che ha avuto l’onore di accompagnare, appena dopo il taglio del nastro affidato all’assessore al turismo, Nella Disca, Sua Eccellenza il Prefetto, Maria Carmela Librizzi, come primo ospite importante della Mostra.
Una esposizione che confermerebbe la ricchezza ed il valore della collezione di abiti antichi ed accessori di moda, che costituisce un continuum con la precedente, mostrando il mondo invisibile del “sotto l’abito”, una risposta ai vari visitatori particolarmente incuriositi dalla parte invisibile dell’abbigliamento che rendeva così maestoso l’abito esposto.
Già dalla prima settimana di apertura, si è registrato un sensibile afflusso di visitatori, che fa prevedere, per la fine del 2016, un numero di presenze tali che non solo confermeranno la validità delle scelte ma costituiranno un sensibile apporto nell’economia di gestione della Collezione.
Oltre al prezzo di acquisto, occorrerà tenere in conto i costi per l’adattamento dei locali e per l’allestimento delle mostre, nonché quelli per la catalogazione e conservazione dei pezzi, ma il Sindaco Piccitto, per autorevolezza e capacità dimostrate, non riesce ad essere calamita di critiche o eccessive curiosità, anticipate, sulla gestione del settore e della collezione nel suo complesso, così come era stato per l’assessore Campo.
Lo stesso non si può dire per i comunicati, avventati, di qualche ‘cantore’ dell’amministrazione che, evidentemente, nulla percepisce delle abili strategie del primo cittadino.
Il consigliere Spadola, non si comprende a che titolo, quasi in qualità di mancato assessore alla cultura, nel momento del successo dell’iniziativa, non riesce ad esimersi dalla polemica e aggiunge del suo alla replica del comunicato stampa dell’amministrazione.
Parla, impropriamente, di ‘nostro maniero più importante’, come se ce ne fossero altri, cerca di affermare l’esclusiva volontà dell’amministrazione per l’acquisto della collezione, evidenziando “le tante troppe critiche strumentali imbastite da una certa opposizione, spalleggiata, come sempre, da una parte della stampa, incapace di comprendere il valore storico, culturale ed economico della Collezione Trifiletti”.
Dimenticando, però, che proprio dalle opposizioni arrivarono le prime esortazioni per l’acquisto della collezione e le sollecitazioni, quando l’amministrazione temporeggiava e indugiava nella ricerca dei fondi necessari.
“Certa stampa”, come sarcasticamente la chiama il consigliere Spadola, non appoggiava nessuna opposizione, anzi esortava l’amministrazione a non sottostare alle sollecitazioni e a verificare non tanto i costi per l’acquisto quanto quelli, successivi per l’allestimento museale, la conservazione e la manutenzione dei reperti della collezione.
Preoccupazioni che si sono rivelate fondate se è vero che, a quasi due anni dall’acquisto, non sono nemmeno iniziati i lavori di allestimento dei locali, per bocca stessa di restauratori di alcuni abiti si sono trovati pezzi in disfacimento o strappati e da recuperare, non ci sono notizie precise su tutti i pezzi della collezione e nulla si sa dei costi necessari per la conservazione e la manutenzione.
A questo punto, sarebbe opportuno, da parte del solerte consigliere, informarsi e dare seguito agli interrogativi posti da ‘certa stampa’, così da poter fornire alla collettività indicazioni precise su quando la città potrà godere della vista e della consistenza (numerica e materiale) di quanto acquisito al patrimonio comunale.
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