di Cesare Pluchino
Non si parla mai della seconda amministrazione pentastellata di un capoluogo in Italia, addirittura, ora, siamo nel calderone della città che non funzionano perché governate dai cinque stelle
Inevitabile che le difficoltà del sindaco Raggi e della sua Giunta per amministrare la capitale influenzassero negativamente l’immagine del Movimento 5 Stelle.
Alle beghe e ai contrasti interni che i vari Direttori, interni ed esterni, non hanno saputo dominare, si è aggiunta una situazione più che stucchevole per la nomina dei collaboratori del primo cittadino, situazione che si è resa impresentabile per le pressioni della base, per una sorta di parentopoli clientelare dove ognuno desiderava ‘posare’ il suo protetto, e per le polemiche sui compensi da capogiro, tutte cose che hanno tolto il velo alle ipocrisie del Movimento su trasparenza, etica politica e principi fondanti sanciti, a suo tempo, in rete.
Come ha sottotitolato, di recente, il Fatto quotidiano, a proposito dell’amministrazione di Ragusa, si sono dovuti fare i conti con la politica sognata e quella reale.
Solo che a Ragusa la base ha dissentito, ci sono state delle defezioni, tentativi di protesta e di sommossa all’interno del gruppo consiliare, ma si è riusciti ad ammantare tutto con una coltre di indifferenze e di tatticismi del Sindaco che, alla fine, ha avuto ragione dei ribelli, giusto il tempo per oltrepassare lo scoglio del Bilancio preventivo 2016, il penultimo della sua gestione.
Come dire, il peggio è passato, nella corsa finale della sindacatura saranno altre le questioni, preelettorali, da risolvere.
A Roma la situazione è molto diversa, diversi sono gli interessi in gioco, diversa la caratura politica dei contestatori, tutto è amplificato.
Da noi le opposizioni sgomitano per rilevare inefficienze e irregolarità derivanti da incapacità e inesperienza politica, senza capire che, alla gente, anche a quella che proprio contenta non è dei primi anni di sindacatura Piccitto, interessa gente inesperta, all’oscuro dei meccanismi della vecchia politica, almeno fino a quando non siano diventati anche retaggio dei nuovi.
A Roma la situazione è alquanto diversa, la realtà è più grande, ma l’incapacità e l’inesperienza sono venute fuori, prepotentemente: da sue mesi non si risolvono le questioni più spinose, si è vissuto sui pettegolezzi per questa o quella nomina, per questo o quel compenso.
Certo l’annullamento della nomina del capo di Gabinetto, il magistrato che si era accontentato di 200.000 euro per spostarsi da Milano e aiutare il neo sindaco della capitale, costituisce grave nocumento all’immagine dei 5 Stelle. Non solo la nomina è avvenuta, secondo l’ANAC, rifacendosi, erroneamente ad un articolo del TUEL che non era quello giusto, ma nemmeno lo stesso magistrato si è accorto che la sua nomina era irregolare. Tutti in alto mare.
A questo punto, perché non elogiare pubblicamente una amministrazione come quella di Ragusa, che da Procure, Corte dei Conti, ANAC, assessorato agli Enti Locali e TAR non ha ricevuto, almeno fino ad ora, ma si pensa che sarà così fino alla fine, rilievi di nessun genere.
Piccitto, pur fra mille difficoltà, ha amministrato bene Ragusa, lo dice unitamente ai suoi assessori, le minoranze non sono riuscite a dimostrare il contrario, se non con sterile e strumentale opposizione, più spesso connotata da minacce di denunce alle autorità preposte piuttosto che da denunce concrete su fatti concreti.
Perché allora non mandare Martorana a risolvere anche i problemi di Roma? Perché non avvicinare Zanotto ai luoghi natii e fargli risolvere il problema dei rifiuti a Roma? Perché non far diventare Corallo l’assessore da 300 milioni di euro? Tutti e tre a dominare i problemi finanziari, energetici, ambientali, di opere pubbliche e di pubblica illuminazione, con puntate sul verde pubblico e sull’approvvigionamento idrico.
Già che ci siamo spediamo pure Iannucci, tecnico esperto per il più grande centro storico del mondo, mandiamo pure Leggio per il welfare e la principessa del turismo, Nella Disca che sta godendo il periodo di massimo fulgore del turismo locale, fra Castello, fictions e flussi turistici in sovrabbondanza.
E, freschi di rinnovata nomina fino alla fine della sindacatura, come ci fa rilevare l’attento Dario Gulino, mandiamo pure gli esperti, il dott. Allocca e la dott,sa Tuzzolino.
Senza dire che abbiamo assessori dimissionati nella riserva e componenti del meetup che attendono di essere chiamati in servizio permanente effettivo
Facciano vedere cosa sanno fare gli amministratori di Ragusa, esportiamo la buona amministrazione.
Non si può tollerare che Giuseppe Turani ci metta fra le città amministrate dai grillini e non funzionanti, salva solo Parma e Torino, sembra voler ignorare le polemiche su Pizzarotti e le promesse disattese sull’inceneritore, oltre allo scontro perenne con Grillo.
Di questo dovrebbero occuparsi i maghi della comunicazione grillina, locali, regionali e nazionali, non siamo l’ultima ruota del carro a 5 Stelle.
Da noi finanza risanata, punte di eccellenza nel risparmio energetico, grandi opere pubbliche, possono costituire modello da esportare, in special modo dove i grillini annaspano.
Da noi non mancheranno aspiranti amministratori per continuare l’opera intrapresa e porre argine al dissolvimento grillino.
Ma non si può più tollerare che Ragusa sia citata poco e solo marginalmente, quando si parla di universo a 5 Stelle, una volta un onorevole in trasmissione alla RAI disse che era stato attivato il reddito di cittadinanza dall’amministrazione di Ragusa, una bufala sonora, poi niente più.
Da noi si lotta per il consumo di suolo zero, per il divieto alle trivellazioni, per il recupero dei centri storici, per i rifiuti zero, tutt’attorno il silenzio. Non ci stiamo!
