di redazione
L’assessore si limita a dire che i due renziani del PD gli suscitano sempre un sorriso, ma, in effetti, forse, si diverte a tal punto da non resistere dal replicare, contrariamente alla linea dell’amministrazione, di solito restia ad andare dietro alle sterili provocazioni di talune opposizioni
Ultimo, in ordine di tempo, comunicato di opposizione dei consiglieri comunali renziani del PD, quello riguardante la digitalizzazione della pubblica amministrazione che, secondo D’Asta e Chiavola, al Comune di Ragusa, resta un miraggio, nonostante i cinque stelle si fossero presentati alla città come i maghi delle nuove tecnologie.
In effetti, i 5 Stelle non sembrano dominare lo scenario delle nuove tecnologie, se non per i numerosi post su facebook, comunicazione digitale per la quale hanno, addirittura, deciso di avvalersi di una collaborazione esterna, incarico, di recente, rinnovato fino al termine della sindacatura.
Per il resto, ben poco di quanto, soprattutto, era stato anticipato nel programma elettorale.
Ma cosa ci dicono i due consiglieri democratici a proposito della digitalizzazione della pubblica amministrazione?
Ammettono che il termine del 12 agosto per l’entrata a regime, a Palazzo dell’Aquila, del protocollo per adeguare i sistemi di gestione informatica dei documenti al Dpcm (decreto del presidente del Consiglio dei ministri) del 13 novembre 2014, è slittato a dicembre.
Ma non hanno visto, comunque, nessun atto dell’amministrazione in merito, per quelli che sarebbero stati un cambiamento e una rivoluzione importante per la gestione dei flussi documentali, con conseguenze sull’organizzazione interna del personale.
D’Asta e Chiavola pensano che l’Amministrazione comunale di Ragusa, targata M5S, non riesce a trovare la strada per garantire le risposte dovute in termini di efficienza informatica.
Preoccupazione per la riorganizzazione del personale secondo le nuove esigenze di gestione, per una mappatura, che ritengono necessaria, delle competenze del personale interno per individuare i soggetti con competenze specifiche e motivate ad attuare i cambiamenti previsti dalle norme.
Sarebbe importante, in questo senso, investire in formazione e incentivare in maniera adeguata il personale.
È necessario, altresì, predisporre prontamente un piano organizzativo di lavoro per portare Ragusa e la sua amministrazione a velocità ed efficienze degne di tale nome.
Preoccupazioni legittime per chi si occupa della cosa pubblica, anche da semplice consigliere comunale che, però, in ogni caso, dovrebbe tenere conto che ci sono compiti che attengono alla programmazione e alle linee dell’amministrazione che è stata posta a guida della città dagli elettori.
Alla nota dei due consiglieri risponde l’assessore comunale con delega ai sistemi informatici, Stefano Martorana, che non si esime, introducendo la sua replica, dal manifestare il suo sottile divertimento quando, in particolare D’Asta e Chiavola, rivolgono attenzioni a temi complessi, spesso in maniera non costruttiva, in una cieca furia di opposizione che non portano avanti in maniera funzionale.
Tutto questo da noi specificato, Martorana lo esprime con notevole tatto, ma la sostanza è quella che abbiamo riferito.
Dice l’assessore Martorana : “I due consiglieri del Pd ci avevano già provato con scarsi risultati su conti, bilancio e finanze. Una pietra miliare, tra le tante, la loro analisi della spesa corrente, che diminuiva, da un comunicato all’altro, di svariati milioni di euro, senza peraltro riuscire, alla fine, a individuare la cifra esatta. Ora, forse stanchi di usare la calcolatrice, ci provano con l’informatizzazione.
Tema interessante ma che, di fronte ai tanti e gravi problemi nazionali e regionali di cui il Pd dovrebbe occuparsi, non è certo il più urgente.
E come spiegherò tra poco, quando ci si cimenta in materie sconosciute, si rischia l’effetto boomerang.
Non serve molto per capire quanto l’attacco all’Amministrazione sull’adeguamento dei sistemi informativi del Comune sia mal calibrato, pessimamente illustrato, e peggio concluso.
Mi soffermo, innanzitutto, sul presunto ritardo rispetto all’entrata a regime del nuovo sistema di digitalizzazione dei documenti nella P.A., prevista inizialmente per il 12 agosto.
I consiglieri D’Asta e Chiavola dimostrano di non sapere affatto che la Giunta Municipale, su proposta del Settore I, proprio in esecuzione alle disposizioni del Decreto del 13 novembre 2014, ha già da tempo adottato la delibera in cui sono contenute le norme regolamentari per la gestione del protocollo informatico e della dematerializzazione.
Ha persino avviato, a fine 2015, un’idonea formazione del personale competente.
La presunta impreparazione, della quale si accusa l’Amministrazione Comunale, quindi, si scioglie come neve al sole, perché l’Ente, da tempo, ha già vietato l’uso di fax e posta ordinaria, se non nei casi residuali previsti dalla normativa e adempie perfettamente all’obbligo di trasmettere tramite PEC le comunicazioni nell’ambito della P.A.
Inoltre, attraverso il protocollo elettronico, rispetta pienamente le norme di conservazione digitale degli atti in formato elettronico.
Il dubbio che D’Asta e Chiavola non abbiano grande dimestichezza con la materia è confermato dal fatto che sarebbe bastata una semplice interlocuzione con gli uffici per evitare una pessima figura.
Senza considerare il fatto che il Comune ha già praticamente completato il percorso di dematerializzazione delle determinazioni e delle pubblicazioni, con un processo graduale che sarà portato a compimento entro il 30 novembre, ossia nei tempi fissati, proprio in ossequio alla proroga fissata dal Consiglio dei Ministri (peraltro ancora in corso di pubblicazione), con la definitiva eliminazione degli atti determinativi e deliberativi in forma cartacea.
Per concludere, inviterei i due consiglieri comunali del Pd a verificare come i governi regionale e nazionale, forse troppo impegnati con promesse mirabolanti, stiano applicando la normativa in questione.
I fatti dimostrano, al contrario, come siano stati trascurati del tutto i semplici e concreti processi da loro stessi avviati.
Una forma di autoassoluzione collettiva che, in casa democratica, sembra ormai aver assunto contorni patologici”.
Restiamo in attesa di una eventuale smentita alle dichiarazioni dell’assessore Martorana da parte dei due consiglieri PD, unitamente alla conferma dei rilievi esternati nella nota diramata, a suffragio della consistenza dell’azione di opposizione.
