Il Comune di Ragusa vede riconosciute le riserve sul Piano Aziendale dell’Azienda Sanitaria

di Cesare Pluchino
Ancora una volta, la giustizia amministrativa riconosce la legittimità delle tesi della Giunta Piccitto.
Sulla materia anche una nota del Direttivo dell’Associazione Partecipiamo

I rilievi e le eccezioni sul Piano Aziendale dell’ASP di Ragusa, che l’amministrazione e il consiglio comunali avevano sollevato con forza, erano fondati, tanto che in appello il Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana, con ordinanza n. 608 del 13 settembre 2016, ha accolto l’istanza cautelare che il Comune di Ragusa aveva inoltrato, in primo grado, avverso lo stesso Piano, non ritenendolo aderente e conforme alle norme programmatiche statali e regionali.
In conferenza stampa, il Sindaco Federico Piccitto, affiancato dall’assessore Martorana e dal responsabile dell’avvocatura comunale, avv. Boncoraglio ha voluto comunicare l’esito della vicenda giudiziaria, dopo averlo fatto ieri con i capigruppo consiliari che avevano appoggiato, a suo tempo, unanimemente, l’azione del primo cittadino e dell’allora Presidente del Consiglio Giovanni Iacono.
Assordante, in proposito, l’assenza al tavolo della conferenza stampa dello stesso Iacono che affiancò, strenuamente, il Sindaco nella battaglia intrapresa contro la redazione del Piano, ritenuto, giustamente, non regolare e non aderente alle normative di programmazione.
Impossibile non ricordare l’azione di Giovanni Iacono nel coinvolgimento di tutte le parti politiche e il suo competente impegno, accresciuto dal ruolo, dalle competenze e dai rapporti istituzionali e di settore come Presidente di Federsanità ANCI Sicilia e vice nazionale della stessa federazione.
Naturale, e sotto certi aspetti, doverosa una sua partecipazione all’incontro con la stampa, e non si può non recriminare, conoscendo come persona il sindaco Picciitto, sull’apparato di protocollo e comunicazione del primo cittadino che, a meno di smentite dello stesso, cade in inconvenienti di questo tipo.
Inconveniente riscontrato anche in una nota che riporta dichiarazioni del Presidente del Consiglio Comunale, pare diffuse a sua insaputa come comunicato stampa, nel quale la seconda carica del Comune si complimenta per il lavoro svolto dall’avvocatura comunale in merito alla sospensiva ottenuta dal tribunale amministrativo.
Tringali plaude alla posizione del civico consesso, allineata con quella dell’amministrazione, esalta l’azione comune, ben al di là dell’appartenenza politica, che ha messo in primo piano il bene della nostra città, ma inciampa anche lui sul mancato riconoscimento del lavoro svolto dal suo predecessore.
E’ stato l’avvocato Boncoraglio a illustrare la strategia, condotta con la collaborazione dell’avv. Antonio Barone, che ha visto impugnare non l’atto aziendale, che resta un atto di diritto privato, bensì il decreto di approvazione regionale dello stesso, che costituisce atto amministrativo a tutti gli effetti.
Si eccepiva la non conformità dell’Atto Aziendale alle norme statali di programmazione del decreto Balduzzi e dei relativi decreti regionali: mentre il TAR asseriva che non erano precluse alla regione modifiche, il CGA rilevava la confusione che il TAR faceva avvertire fra atti di programmazione e di controllo.
Ora il TAR è chiamato a fissare udienza di merito, mentre l’Azienda Sanitaria dovrebbe ottemperare all’ordinanza, quanto meno congelando i trasferimenti di reparto in atto.
Il Sindaco ha fatto un excursus di tutta la vicenda, dagli incontri con i Sindaci e con il Direttore Generale dell’Azienda, al Consiglio Comunale aperto, mettendo in evidenza le palesi discrasie dei provvedimenti assessoriali che, ora, vengono messi in discussione, a partire dalle assunzioni tanto vantate ma mai, finora, messe in pratica, perché il piano aziendale non risponde ai criteri fissati dalla Balduzzi.
Un ennesimo pastrocchio degli uomini del governo Crocetta, l’ennesima tragicommedia regionale che rasenta il paradosso, anche per gli intempestivi tentativi di modifiche e adeguamenti per l’atto aziendale sui quali il Comune vigila, pronto a nuove impugnazioni.
Il primo cittadino si è tolto qualche sassolino dalla scarpa e ha usato toni fortemente sarcastici contro tutti quelli che lo hanno accusato di incompetenza, incapacità, di mancato coraggio nel far emergere quelle evidenti di molti suoi interlocutori politici.
Sollecitato ad esprimere un giudizio sull’operato dei vertici sanitari locali per dirimere il dubbio delle possibili incapacità locali sulla redazione dell’atto o sulle ingerenze politiche di provenienza regionale, Piccitto è stato elegante nel far evaporare l’argomento, non esprimendo giudizi sulle persone, limitandosi a evidenziare le madornali incongruenze a proposito delle strutture sanitarie del territorio e augurandosi che l’intoppo sul piano aziendale non pregiudichi la tabella di marcia per il nuovo ospedale, la cui mancata apertura significherebbe il fallimento della politica e dei politici locali, unito a quello della sanità provinciale  e dei suoi vertici.

Sull’argomento si registra il comunicato del Direttivo dell’Associazione Partecipiamo che riportiamo integralmente:

Bocciato il aziendale ASP7:
ONORE ai meriti e DISONORE ai demeriti
il NOSTRO lavoro e quello di buona parte del Consiglio Comunale hanno i primi riconoscimenti giuridici!
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia, con ordinanza n. 00608/2016 del 13/09/2016, ha accolto l’istanza cautelare in primo grado avanzata dal Comune di Ragusa avverso il piano aziendale.
Sono state accolte le tesi inserite nel ricorso del Comune di Ragusa che sono state, integralmente, tratte dal lavoro svolto dall’allora Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Iacono.
Ragioni e motivazioni molto articolate e specifiche, a cominciare dalle inosservanze normative rispetto al DM 70/2015, al ‘Patto per la salute’ e ai Decreti assessoriali di riordino e razionalizzazione delle rete ospedaliera su cui Giovanni Iacono prima, in maniera urgentissima,  da presidente del Consiglio, convocò e ricevette la piena condivisione di tutti i capigruppo consiliari che sostennero pienamente la battaglia comune e che poi, attraverso un lavoro meticoloso e preciso su tutta la normativa del settore, scrisse, nero su bianco, nell’ordine del giorno presentato ed approvato dal Consiglio Comunale con delibera 73 del 22.10.2015.
Tutte quelle motivazioni, non meramente rivendicative ma sostanziali, sono state fondamentali e determinanti per la stesura del ricorso presentato dall’ottima Avvocatura del Comune di Ragusa.
Un lavoro certosino, quello dell’allora Presidente del Consiglio Comunale, e dei capigruppo consiliari che ne condivisero e sottoscrissero le azioni e che trovarono condivisione piena anche nella cittadinanza attraverso il Consiglio Comunale aperto svoltosi dinanzi all’Ospedale Civile di Ragusa il 5 ottobre 2015 e poi in sede di audizione alla VI Commissione dell’ARS nel duro confronto con il Direttore generale dell’ASP7.
Per l’U.O. speciale di Neurologia, l’.U.O.C. di Malattie Infettive e tropicali e l’U.O.C. di Otorinolaringoiatria e per tutto ciò che è stato, inspiegabilmente e scelleratamente, progettato in termini di smantellamento, dell’Ospedale di Ragusa non ritorna adesso la speranza perché quella, rispetto ad un piano incredibilmente carente di tutti gli indicatori e standard previsti dalla norma e palesemente difforme anche rispetto al modello Hub/Spoke, NOI non l’avevamo mai persa, ma ritorna adesso una maggiore serenità e determinazione per il prosieguo delle nostre sacrosante battaglie rispetto alle decisioni dannose del D.G. e dei deputati regionali che da ‘ispiratori’ e ‘suggeritori’ avevano dichiarato, a Ragusa e a Palermo, quel piano ‘perfetto’ .
Ragusa, 14 settembre 2016
Il Direttivo di Partecipiamo         

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