di Cesare Pluchino
Nonostante le ammissioni e le precisazioni dei firmatari della rinuncia al gettone di presenza, i consiglieri PD non accettano responsabilità per il blocco dei lavori d’aula
Solo un palese nervosismo, provocato dalle dichiarazioni dei componenti il gruppo consiliare, può fare leggere in maniera distorta il comunicato con il quale si comunica la rinuncia al gettone di presenza per le sedute che vanno a vuoto a causa delle strategie di opposizione dei consiglieri di minoranza.
E’ quello che rileviamo alla lettura di una nota di replica dei consiglieri renziani del PD, D’Asta e Chiavola.
I componenti del gruppo del Movimento 5 Stelle riconoscono i numeri ormai risicati della maggioranza e sono consapevoli che anche una sola assenza per motivi familiari può determinare problemi già per il numero legale della seduta.
Condizione che i grillini giudicano ineccepibile se concorre alla mancanza del numero legale la fuga intenzionale, per quanto strumentale, delle opposizioni dall’aula.
I grillini, del resto non adusi ai vecchi giochi della politica, si permettono solo di non condividere simili strategie, rilevando come sia abbastanza in evidenza, e sottolineato anche dalla stampa, che l’eventuale prosieguo dei lavori possa essere consentito solo dalla presenza in aula di consiglieri delle opposizioni.
Nel comunicato non traspare alcuna intenzione dei pentastellati di rinunciare al gettone di presenza per risolvere la situazione di ingovernabilità del Consiglio comunale, e non c’è nessuna intenzione di addossare ad altri le difficoltà della maggioranza.
In pratica, si accetta la strategia di far mancare il numero legale per evidenziare che non c’è maggioranza ma non si accetta, come non lo accetta la gente, il far rinviare la seduta al giorno dopo per raddoppiare gettone ed esonero lavorativo.
Allora torna il refrain della esortazione alle dimissioni, considerato che non si riesce a mettere insieme il drappello per la sfiducia al sindaco.
I due democratici renziani, dopo aver considerato dissidenza le dimissioni di Dipasquale per esigenze di lavoro all’estero, dallo stesso dichiarate prima della nota polemica di saluto, addebitano alle sia pure persistenti fibrillazioni interne la mancanza di maggioranza, dovuta, invece, alla semplice assenza per improcrastinabili motivi familiari della consigliera assessore Disca.
Considerare che tutti i consiglieri dovrebbero assolvere al proprio mandato non è assurdo, per quanto, come più volte riconosciuto da Stevanato e compagni, la mossa delle opposizioni è del tutto legittima.
Assurdo e azzardato, invece, appare giudicare mossa propagandistica e demagogica il rinunciare al gettone di presenza, specie se la critica e il sarcasmo sul fatto che la stessa non incanterebbe nessuno proviene da chi, in campagna elettorale, aveva dichiarato che, se eletto, avrebbe rinunciato al 70 % delle somme derivanti dai gettoni di presenza (particolare rilevato ed evidenziato sui social, con un video della relativa intervista, da un compagno di partito e di corrente del dichiarante, ndr)
Comprensibili dal punto di vista politico le considerazioni sugli esiti della sindacatura pentastellata, sulla presunta ingovernabilità, sull’andamento dei lavori d’aula, e i rilievi sulle fibrillazioni interne del gruppo consiliare a cinque stelle, anche se provengono da parte politica che ha visto, più volte, trasformare le proprie fibrillazioni interne in veri e propri ictus dell’attività comunale e provinciale di partito.
Incomprensibili, invece, le strategie che, dall’elezione del Presidente del Consiglio all’ultimo bilancio, hanno visto i due democratici protagonisti di desistenze, permanenze in aula strategiche e palese sostegno al voto con adeguato condimento di apposito opportuno emendamento.
{gallery}dastapdchiavola{/gallery}
