di Cesare Pluchino
La seduta ispettiva del Consiglio Comunale, sempre poco frequentata dai consiglieri del Movimento 5 Stelle, si rivela fonte di posizioni, rivelazioni, indiscrezioni e ordinarie polemiche fra le opposte fazioni
Una seduta che poteva ricadere nell’ormai ovvio andamento dei lavori di questa consiliatura, che ha fornito molti spunti interessanti ma non ha trovato elementi di critica, non interessa da quale posizione politica, sull’attuale realtà regionale e nazionale.
Soffermandosi sui fatti di cronaca politica di questi giorni, in effetti non ci sarebbe da lamentarsi per la situazione ragusana, le diatribe dialettiche fra maggioranza e opposizioni, fra amministrazione e consiglio, assumono sempre più i toni della commedia di chi non trova altri argomenti per meritare l’appellativo di esponente politico.
La politica nazionale è dominata, per ora, dalle posizioni sul referendum, i cui risultati, comunque, determineranno il futuro dell’Italia.
A Ragusa, fatta eccezione per qualche sporadica riunione, l’argomento sembra non toccare i politici locali.
Anche gli esponenti del Movimento 5 Stelle, che domina lo scenario politico nazionale, sembrano indifferenti alle vicende romane del movimento ma nessuno alza la voce, perché pare che si parli troppo di capi di gabinetto e segretari, mentre le questioni che interessano l’Italia e gli italiani sembrano dimenticate sull’altare delle questioni di supremazia interna.
Noi ci allarmiamo per qualche scaramuccia fra sindaco e dissidenti del consiglio comunale ma rispetto a quello che avviene altrove, nel Movimento, sono storie di poco conto.
Il governo regionale si è ormai definitivamente impantanato sulle questioni della sanità, non si capisce più nulla con un assessore renziano ormai nel pallone, smentito giornalmente dal Presidente della Regione, con la commedia che il partito del Ministro della Sanità contesta le decisioni dello stesso ministro, in un clima di caos totale.
In consiglio comunale nessuno ritiene l’argomento della ordinanza del CGA sull’atto aziendale dell’ASP locale meritevole di attenzione, sembra che la cosa riguardi altri, il sindaco, in conferenza stampa, ha anche paventato possibili ritardi nell’apertura del nuovo ospedale, peraltro ignorato nell’ordinanza del consiglio di giustizia amministrativo, ma la cosa non sembra preoccupare nessuno.
Quando c’era da mostrarsi davanti alle telecamere e ai fotografi, nel consiglio comunale aperto, tutti erano competenti di sanità, oggi che l’argomento emerge in tutta la sua rilevanza, anche per le questioni della rete di emergenza, nessuno parla.
Ma allora, diranno i lettori, di cosa si parla in consiglio comunale? Del nulla, purtroppo.
Perché, se a Palermo la prima seduta dell’assemblea regionale siciliana salta per la mancanza del numero legale e il governo del Partito Democratico rischia di vedere approvate scelte delle opposizioni, da noi ancora si discute su maggioranza grillina che non c’è, fibrillazioni interne al Movimento 5 Stelle, gridando allo scandalo perché la città non sarebbe amministrata.
Si cercano, disperatamente, i numeri per trasformare le minoranze in maggioranza, pur sapendo che le opposizioni non riusciranno mai a fare fronte comune.
Evidentemente solo per trovare visibilità, si paventa la raccolta di firme per la sfiducia al sindaco, anticipando il cartellone delle recite delle prossime settimane.
Ma le opposizioni si limiteranno a sbandierare raccolte di firme, non potranno fare altro perché non sanno chi candidare a sindaco, ancora i tempi non sono maturi per identificare il contendente o i contendenti che vorranno tentare di espugnare il fortino pentastellato.
Se fossero vere tutte le malefatte politiche dell’amministrazione Piccitto, non dovrebbe essere difficile porre la sfiducia e iniziare un nuovo capitolo per la città.
Invece, le solite schermaglie, le solite tattiche, le solite strategie, mascherate con continui attacchi al sindaco e ai suoi assessori che, dal canto loro, trovandosi questa armata Brancaleone di aspiranti amministratori con qualche aspirante sindaco di troppo, non è che siano al meglio delle condizioni per guidare la città, perché quando l’avversario è scarso manca la concentrazione necessaria.
Se ne rendono conto gli stessi grillini pensanti che ammettono di non avere deciso cosa fare da grandi.
In questo scenario, destinato a peggiorare con l’avvicinarsi delle prossime competizioni elettorali, prima regionali, poi, forse, nazionali, e quindi locali, una serie di interventi di piccolo cabotaggio, di scarso valore intrinseco, di interrogazioni da scuola primaria e comunicazioni, dei quali ci occupiamo in altra parte del giornale, che offrono solo una certezza: la necessità di un ricambio sostanziale della rappresentanza cittadina in consiglio comunale, perché l’attuale consiglio si è rivelato del tutto inadeguato alle esigenze della città e, quindi, risulta auspicabile un profondo rinnovamento delle rappresentanze per dare a a Ragusa quello che si merita.
Il periodo è quello dell’inizio dell’anno scolastico, ma, a palazzo dell’Aquila è tempo di consegnare le pagelle!
