di Cesare Pluchino
Imperdonabile ‘gaffe’ degli organizzatori che non si accorgono di simili sconcezze
Abbiamo più volte plaudito all’iniziativa del festival di street art, Festiwall, abbiamo apprezzato la convinta partecipazione della collettività all’evento, si è constatato il giudizio positivo dei critici, si è esaltata l’originaria intuizione dell’allora assessore alla cultura, Stefania Campo, che ha colto al volo la proposta degli organizzatori, per una iniziativa che, non solo ha dato lustro alla città, proiettandola anche in uno scenario artistico nazionale e internazionale, ma ha anche fatto vivere giorni esaltanti al tessuto urbano, oltre a mantenere i suoi benefici effetti visivi nel tempo.
Non abbiamo finito di ammirare, in qualche caso giornalmente, le splendide opere d’arte di via Alfieri, della biblioteca comunale, quelle che si possono ammirare dallo stadio ex Enal, dal bar Prima Classe, dalla via Padre Anselmo, opere che hanno abbellito, arredato e vivificato la città.
Un giudizio incondizionato e indiscutibile che va ascritto ad una delle manifestazioni che più di ogni altra qualificano la città.
Quest’anno la scelta, altrettanto qualificante, di scegliere come scenario dell’evento il quartiere del Selvaggio, zona periferica della città, densamente popolata e ad alta concentrazione di edilizia popolare, una area che ospita diverse strutture sportive della città ma dove ancora è forte la frattura generata dall’edilizia popolare. L’area è stata interessata negli anni ‘80 da una speculazione che ha disegnato un discutibile scenario urbano costellato da grandi edifici residenziali.
Novità anche nell’allestimento, come recitava un comunicato stampa degli organizzatori, che quest’anno si svolgerà presso un quartier generale collocato nel quartiere: un “bene comune” ancora non assegnato che l’associazione Pandora promotrice dell’evento, vuole rivitalizzare per farlo conoscere alla cittadinanza.
Un edificio comunale che presterà la facciata esterna all’arte e quell’interna alla socialità attraverso mostre e concerti.
Fino a qui, nulla da eccepire.
Ben vengano anche le mostre e i concerti nel contesto dell’evento primario, ma non si può assolutamente tollerare, trattandosi anche di un bene ‘comune’ lo spettacolo di indecenza, scarsa civiltà e indifferenza per il decoro di una parte del pubblico, le cui colpe, inevitabilmente, si riflettono sugli organizzatori della manifestazione.
Nella via Berlinguer, dove insiste anche il plesso principale dell’omonima scuola, elementare e media, a pochi passi da un’altra scuola materna, alle ore 8.30 del mattino di sabato 17 settembre, nell’orario in cui la strada è percorsa da decine di alunni e genitori che si avviano a scuola, uno spettacolo di indescrivibile indecenza: decine di bottiglie di birra, di vetro, e altre in plastica abbandonate sul muretto di recinzione della struttura pubblica messa a disposizione per l’evento.
Bottiglie abbandonate anche sul marciapiede, un pericolo incombente per i giovanissimi che percorrevano la strada di buon mattino, uno spettacolo indecoroso e poco educativo che, quasi, vanifica quanto di buono si voleva fare dal punto di vista culturale, considerato il livello di pubblico che la manifestazione attira.
Non si comprende come una manifestazione di così elevato livello culturale possa avere pubblico simile, ogni commento sull’accaduto è puramente superfluo,
Sorgono, altresì, altri interrogativi, questi di stretta pertinenza degli organizzatori: c’era all’interno della struttura una vendita autorizzata di bevande o altro? Non ci dovrebbe essere la regola di non dare al cliente la bevanda in bottiglia ma in apposito bicchiere non di vetro? Chi ha chiuso il cancello, alla fine della giornata, non si è accorto di nulla? Perché, di buon mattino, c’era movimento all’interno della struttura ma nessuno, pur varcando il cancello dove c’era questo spettacolo, si è preoccupato di raccogliere il frutto dell’inciviltà del proprio pubblico?
Interrogativi ai quali l’amministrazione dovrebbe trovare risposte e darle all’opinione pubblica, interrogativi che fanno emergere la necessitò, come avvenuto a suo tempo per l’auditorium di San Vincenzo Ferreri, dove all’insaputa di dirigenti e funzionari comunali fu organizzata una festa di compleanno, di maggiori controlli da parte degli uffici comunali sull’utilizzo delle strutture pubbliche che vengono affidate ad organizzatori degli eventi.
Se l’amministrazione non fornisce risposte per quanto accaduto, non potrà sanzionare l’anziano che deposita, prima dell’orario previsto, il sacchetto della spazzatura nel cassonetto, non potrà sanzionare chi butta dal finestrino dell’auto il fazzolettino di carata o la cicca di sigaretta, non potrà punire chi lascia rifiuti ingombranti accanto al cassonetto.
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