Prime dichiarazioni del Presidente della Commissione d’Indagine sui fondi residui della Legge su Ibla

di Cesare Pluchino
Una prima seduta sarà convocata per giovedì 13 ottobre, alle ore 12.30

Giovanni Iacono, nella qualità di Presidente della Commissione di Indagine sui fondi residui mancanti della Legge sui Centri Storici, la 61/81, ha rilasciato, in una nota, le seguenti dichiarazioni:
“Chiarisco intanto che l’obiettivo della Commissione non è quello di ‘processare’ qualcuno perché i ‘processi’ si fanno nei ‘tribunali’ e soprattutto per arrivare a ‘processo’’ ci vuole un ‘reato’.
Qui, allo stato attuale, non vi è nulla di tutto questo.
L’obiettivo della Commissione è quello di fare chiarezza e dare totale trasparenza sul corretto vincolo di destinazione dei fondi della legge regionale 61/81.
Una legge straordinaria che è di grande attualità, nata grazie ad una azione corale e lungimirante della società civile, della Chiesa locale, delle classi dirigenti politiche del tempo che ha dato riconoscimento ad un patrimonio dell’umanità inestimabile che meritava e merita di essere salvaguardato e valorizzato.
La commissione, composta dai rappresentanti di tutti i gruppi consiliari, ha un ruolo complesso e delicato perché si tratta di ricostruire una ‘storia’ contabile di decenni ma faremo, come sempre, il nostro dovere fino in fondo, con grande impegno e determinazione, con imparzialità ma senza guardare in faccia a nessuno, avendo a riferimento il solo obiettivo che è quello di fare piena luce e dare trasparenza sull’uso, con vincolo di destinazione, dei fondi pubblici e quindi dei Cittadini.”
Ineccepibili, come al solito, le parole di Giovanni Iacono che anticipa quelli che saranno i principi ispiratori della Commissione chiamata a far luce sull’effettivo utilizzo dei fondi erogati dalla Legge sui centri storici con destinazione vincolata.
Difficile o meno, il compito che i commissari si troveranno davanti, è ineludibile fare chiarezza sul perché, nel tempo, fondi residui sono stati utilizzati in maniera difforme da quanto previsto dalla Legge, ma più ancora occorre fare trasparenza sulle motivazioni che hanno indotto gli amministratori che si sono succeduti fino ad ora a tacere su quello che, eufemisticamente, viene definito ‘disallineamento’.
Sugli esiti di questa commissione si giocano il prestigio e l’affidabilità politica dei componenti e delle forze politiche di riferimento, occorrerà dare risposte precise e circostanziate, in caso contrario si potrà recitare il de profundis per una folta schiera di politici e partiti che non avranno più diritto di rivolgersi ai cittadini.
L’incipit di Giovanni Iacono ha replicato una ‘musica’ già ascoltata in consiglio comunale, si insiste sul fatto, del resto abbastanza chiaro, che la Commissione non è un tribunale, che non ci saranno processi, una preoccupazione ormai troppo reiterata che induce a pensare che dietro il disallineamento ci possano essere questioni assai più delicate.
Ci permettiamo dissentire in ordine all’affermazione che non c’è nessun tipo di reato: sarà cura della commissione, considerato che il disallineamento è ampiamente accertato e acclarato dall’assessore al bilancio, chiarire come va considerato e denominato il mancato rispetto di quanto dettato dalla Legge.
Nell’occasione ricordiamo la composizione della Commissione di Indagine:
Presidente Giovanni Iacono, componenti i consiglieri La Porta, Marino, Chiavola, Migliore, Ialacqua, Brugaletta, La Terra, Liberatore, Fornaro, Stevanato, Porsenna.

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