La via Roma argomento per le opposizioni

di Cesare Pluchino
La via, da deserto è diventata un cantiere aperto

Le opposizioni, che non brillano per interventi propositivi e costruttivi nei confronti dell’amministrazione, non trovano di meglio, in questi giorni che portare all’attenzione la grave situazione che si verifica in via Roma.
La via, finora desolatamente vuota a tutte le ore del giorno, per una pedonalizzazione che non ha prodotto gli effetti sperati e per la moria di esercizi commerciali, soprattutto delle zone limitrofe, soffre, attualmente, per lo sbarramento determinato dal cantiere per il fognolo di via San’Anna.
Si aggiunge l’insolito spettacolo dei jersey che delimitano il corridoio per la circolazione delle vetture, nel tratto via Salvatore – piazza Libertà, misura adottata per venire incontro alle richieste dei commercianti ma accolta con indifferenza dal momento che il corridoio non permette soste o brevi fermate.
Dal Palazzo Mangiacarne sono piovuti calcinacci e si è dovuta transennare la zona, i consiglieri renziani del PD, Chiavola e D’Asta, segnalano l’attivazione di altri due cantieri, uno presso la canonica della Cattedrale e quello del palazzo che fa angolo con il corso Vittorio Veneto.
Un percorso di guerra che i due consiglieri evidenziano come specchio di un a mancanza di programmazione, ma occorre precisare che si tratta di interventi di privati, presumibilmente, a loro volta programmati e quindi non soggetti a possibili variazioni per le opportunità del momento, come del resto evidenziano gli stessi parlando di interventi legittimi e sacrosanti.
Ma pur evidenziando questa considerazione, D’Asta e Chiavola non rinunciano ad esternare critiche nei confronti dell’amministrazione che non si impegna per il rilancio della zona.
E non perdono occasione di fare campagna elettorale, ricordando che il sindaco della precedente amministrazione, con l’intervento di pedonalizzazione dell’intera area aveva dato il via a un percorso di recupero e riqualificazione che avrebbe dovuto essere completato, raggiungendo anche piazza Libertà, progetto quest’ultimo per il quale erano anche a disposizione le risorse economiche.
Nessuno può disconoscere che l’ex sindaco si sia reso protagonista di grandi realizzazioni, prime fra tutte le rotatorie e le arterie che, dal viale Colajanni, permettono di arrivare, facilmente al viale delle Americhe, interventi che hanno risolto, miracolosamente, i problemi del traffico a Ragusa.
Parimenti si deve ammettere che il progetto di pedonalizzazione del centro storico superiore, che l’ex sindaco vorrebbe attuato dalla rotonda di via Roma fino al viale Ten, Lena, si sia rivelato, nei fatti, un clamoroso fallimento, unito a quello dell’area del City.
Un progetto peraltro attuato parzialmente che si trova, ora, a dover essere completato da un’altra amministrazione che la pensa diversamente su riqualificazione della piazza Libertà, recupero del Cinema Marino, funzionalità dei parcheggi pluripiano attraverso l’interdizione alla sosta in molte zone del centro storico superiore.
Sono i limiti di progetti che dipendono dalla continuità amministrativa, non sempre assicurata, del resto non obbligatoria per legge.
Del resto ogni scelta può risultare discutibile, D’Asta e Chiavola vogliono far sentire al sindaco la voce dei residenti e dei commercianti di via Roma, gli stessi che non si sono fatti sentire quando la precedente amministrazione ha limitato le libertà dei residenti e dei commercianti con una pedonalizzazione che mal si adatta alla conformazione urbanistica del centro storico di Ragusa
I consiglieri chiedono, ora, a gran voce, interventi per la rivitalizzazione dell’area ma appare chiaro che sarà difficilissimo tornare ai fasti di un tempo perché senza il richiamo di negozi importanti, la via è destinata a restare nell’oblio e nessuna politica di incentivazione commerciale potrà risultare efficace se non supportata da incentivazioni abitative che, al momento, sono tutte da verificare nella fattibilità e nella possibilità di realizzazione in tempi brevi.

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