Final competition

di Vilnius Nastavnic
Dal dibattito sulla relazione annuale del Sindaco emerge il profumo dello scontro finale per la prossima sindacatura

Il dibattito nell’aula del Consiglio Comunale di Ragusa, per la relazione annuale del Sindaco Piccitto, ha sottolineato lo scontro politico latente fra il primo cittadino, punta di diamante della componente pentastellata di Ragusa, e gli epigoni di prima e seconda repubblica che sgomitano per arrivare a qualche poltrona, o, in subordine, a qualche sgabello, nella prossima sindacatura.
Ma c’è la sensazione, per il limitato livello del civico consesso, che lo sfidante o gli sfidanti possano arrivare dall’esterno, per le obiettive difficoltà dei pochi emergenti del Consiglio a catalizzare i voti di aree sufficienti a consentire la scalata a palazzo dell’Aquila.
A sfidare Piccitto, nella probabilissima ipotesi di una ricandidatura, potrebbero essere i protagonisti della seduta dedicata alla relazione annuale del Sindaco, considerando a parte Giovanni Iacono, assente al dibattito, che costituisce una sorta di battitore libero, per il carattere della sua componente politica non legata a schemi prefissati che, spesso, costituiscono elemento di ingessatura che impedisce di muoversi liberamente.
Parliamo di Maurizio Tumino, di Giorgio Massari e di Sonia Migliore che hanno caratterizzato, con i loro interventi, il dibattito sulla relazione annuale ma non hanno mostrato quella caratura necessaria per imporsi all’attenzione dell’opinione pubblica quali competitors di livello per la sindacatura.
La relazione annuale era l’occasione, l’opportunità, nel momento più adatto, di mostrare le capacità politiche che si vanno cercando nel candidato ideale. Capacità che non si vogliono trovare cercando in rete su Google, che si sarebbe portati a identificare in soggetti noti. Ma se il candidato ideale, in una occasione come questa, non riesce a volare alto, a distaccarsi dalla massa informe di consiglieri comunali che hanno piagnucolato per tre anni, senza nemmeno scalfire l’immagine del sindaco a cinque stelle, non si riesce a intravedere un futuro con cielo sereno.
Al momento attuale, c’è poi la situazione contingente, di partito, di questi tre soggetti aspiranti o presunti tali, che non depone a loro favore: Maurizio Tumino, che poteva essere il naturale e ideale candidato di una vasta area di centro destra, ha scelto l’anonimato di un embrione di formazione politica locale di indecifrabile collocazione e senza autorevole guida, che si fonda solo sul ragguardevole bacino di voti dei cinque esponenti del consiglio comunale a lui vicini. Improponibile come candidato sindaco, se non torna nella Forza Italia di Mauro e Miccichè.
Sonia Migliore non ha alle spalle un apparato di partito, anzi il suo ex partito lavorerà contro di lei, in una situazione imbarazzante, crudelmente evidenziata dal Sindaco in aula, nella quale il partito la invita ad andarsene mentre, per la sopravvivenza del gruppo, è costretta a restare avvinghiata al logo che lei stessa disconosce. Anche lei improponibile come sindaco di una piccola formazione locale inventata per darsi un tetto.
Ancora più complicata la situazione di Giorgio Massari in un Partito Democratico lacerato in mille correnti e in rotta con i colleghi consiglieri e con l’aspirante leader del partito, l’on.le Nello Dipasquale.
Unica chance per Massari, l’annunciato, ma non confermato dall’interessato, passaggio di Dipasquale in Sicilia Futura che aprirebbe le porte della casa democratica ad una nuova primavera, in un contesto sempre complicato dove tutti e tre gli attuali consiglieri PD andrebbero al gruppo misto, liquefacendo la rappresentanza in consiglio, perché Chiavola e D’Asta dovrebbero confluire in Sicilia Futura, ma non potrebbero costituire gruppo, come non lo potrebbe fare, da solo Massari.
Unica possibilità, per Chiavola e D’Asta, sarebbe quella di passare nel gruppo Territorio, ma si farebbe solo confusione a danno del leader.
Massari se la dovrebbe poi vedere, all’interno del partito, dove certo non mancano gli aspiranti candidati a sindaco.
Logico considerare avvantaggiato, in uno scenario simile, un Federico Piccitto con avversari deboli, senza solide strutture di partito alle spalle, in un contesto, prevedibile, di ascesa del Movimento 5 Stelle, quantomeno in Sicilia, in una posizione di sindaco pentastellato della prima ora, sostenuto dai leader regionali e nazionali, per nulla scalfito dalle politiche di opposizione che ne hanno inventato di tutti i colori per distruggerne l’immagine e descriverne incapacità politica e inefficienza amministrativa, riuscendo, invece, come nella seduta per la relazione annuale, a portarlo, quasi in trionfo, per le sue realizzazioni.

{gallery}final competitions{/gallery}

Ultimi Articoli