Prime riunioni dell’Osservatorio permanente per la destinazione dei fondi della Tassa di Soggiorno
Il turismo, forse, non viene considerato un settore vitale e importante, di certo non ci sono le urgenze e le emergenze di settori come la sanità, i servizi sociali, i lavori pubblici e quelli dell’ambiente e della raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Complice anche il totale abbandono delle politiche turistiche, regionali e nazionali, si vive in una sorta di paradiso artificiale, confortati dai naturali successi degli enormi patrimoni artistico-architettnico, naturalistico-ambientale ed enogastronomico che caratterizzano il territorio. A tutto aggiungi un aeroporto di recente apertura e una serie televisiva di successo europeo per poter mascherare qualsivoglia défaillance in materia di politiche turistiche.
Una condizione che permette di ‘fare salotto’ e discutere delle necessità in maniera elegante e snob, senza pressanti emergenze, cercando di trovare una destinazione agli ingenti fondi della tassa di soggiorno.
Perché, come per il 2015, anche quest’anno ci sono da destinare circa 500.000 euro che dovrebbero servire per iniziative dedicate a servizi per il turista, una sorta di restituzione con interessi della tassa pagata.
A pensarci, è una bella cifra ma è gestita malissimo. D’altra parte, quando si vive nell’abbondanza è facile perdere la concentrazione, e dire che come organo consultivo per decidere come utilizzare i roventi della Tassa di soggiorno è stata costituita una apposita commissione, dal nome altisonante, Osservatorio Permanente per la Tassa di Soggiorno, o qualcosa di simile, dove c’è l’élite degli addetti al settore: albergatori, commercianti, artigiani, organizzazioni e associazioni di settore, consorzi turistici, oltre all’assessore al turismo e una rappresentanza dei consiglieri comunali, due di maggioranza e due di opposizione.
Dicevamo che la cifra è gestita malissimo perché, nonostante sia radunata l’’intellighentia’ del turismo locale ci sono molte posizioni da mettere d’accordo e, in ogni caso, la decisione finale spetta al consiglio comunale che, come accaduto, può sovvertire quella dell’Osservatorio.
La consistenza della somma produce anche un effetto negativo sulle politiche turistiche dell’amministrazione che sa di poter godere di un settore comunque tutelato dalle misure derivanti dalla tassa di soggiorno.
Ancora dopo un anno, non si ha contezza, non si ha un bilancio definito della somma del 2014 che si doveva spendere nel 2015, come non c’è un bilancio, anche per il ritardo nell’approvazione dello strumento finanziario, per le somme 2015 da spendere nel 2016.
Limitandoci al piano di utilizzo per il 2016, dominavano le voci del contributo per il protocollo Palomar, 100.000 euro come da apposito accordo, della tratta aerea su Comiso, contributo, di 80.000 euro, per la società di gestione dell’aeroporto che, però, fino a questo momento, non è riuscita a utilizzare neanche i fondi (100.000 euro) destinati dal precedente piano di utilizzo, i contributi alle strutture ricettive come da apposito articolo del regolamento e i fondi per l’apertura delle Chiese.
Sembra che solo questi ultimi siano andati effettivamente spesi, mentre tutto il resto è annegato nei meandri della burocrazia, fra autorizzazioni europee ed esigenze contabili di bilancio.
Per il resto una serie di microinterventi che oscillano dai 10.000 ai 20.000 euro, neanche questi del tutto definiti.
Le prime riunioni dell’osservatorio sono state solamente interlocutorie, più che proposte sono venute fuori idee, quasi tutte condivisibili, la più concreta quella di affidare le politiche turistiche ad un esperto che, ancorché strapagato, sia in grado di assicurare ritorni certi, una gestione professionale che potrebbe garantire gli obiettivi, ma è solo un’utopia politica perché sarebbero estromessi dalle scelte la politica, l’assessore, l’osservatorio, rimarrebbe solo l’amministrazione per dare un indirizzo politico.
Un esperto che si muoverebbe sulla base di una attenta analisi della domanda, esigenza questa venuta fuori anche dall’Osservatorio, che si occuperebbe di uffici turistici, di contatti con i tour operators, di promozione e di materiale turistico.
In ogni caso, come ha evidenziato il consigliere comunale Agosta, nuovo componente del tavolo dell’Osservatorio, sarà necessario limitare le chiacchere e agire di sostanza, occupandosi della materia senza scivolare su argomenti non pertinenti alla stessa.
Si attendono risposte dalla società di gestione dell’aeroporto, perché, altrimenti si dovrebbe trovare nuova destinazione alle somme ivi destinate, occorrerà sollecitare la Palomar all’adempimento di quanto previsto dal protocollo, forse, sarebbe opportuno definire l’esito delle somme già stanziate per regolarsi di conseguenza.
Alla seconda delle due riunioni dell’Osservatorio ha presenziato il Sindaco, Federico Piccitto che, però non è intervenuto, si è limitato ad ascoltare ma si può presumere che abbia le idee abbastanza chiare su come dovrebbero essere utilizzate le somme, ancorché non sia lui a decidere direttamente.
Alla fine del secondo incontro, nulla di definito, come proposte da inoltrare al civico consesso: escluso il contributo al distretto turistico, sembra che nemmeno l’aeroporto sarà gratificato per una nuova tratta, si propende per scelte minimali, riferibili agli uffici turistici, alla promozione e al materiale informativo, cioè a quelle voci delle politiche turistiche che presentano le maggiori deficienze, di veramente concreto al servizio del turista poco o nulla.
